Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta svolta indagini. Mostra tutti i post
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domenica 6 febbraio 2011

La Guardia di Finanza precisa sull'operazione "Uni Land"FTA Online News

02/02/2011 13.49
La Guardia di Finanza precisa sull'operazione "Uni Land"FTA Online News
La Guardia di Finanza ha reso noto in un comunicato diffuso nella mattinata che il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna, nell'ambito di una complessa indagine di contrasto al "market abuse" (reati di insider trading, manipolazione del mercato, aggiotaggio, ecc), sta eseguendo 3 misure cautelari personali, diverse perquisizioni, il sequestro preventivo di pacchetti azionari di maggioranza di due società quotate nella Borsa di Milano per un valore complessivo di oltre 109 milioni di Euro. Nell'ambito dell'indagini in corso risultano attualmente indagate ben 22 persone fisiche ed una persona giuridica.
"Le articolate indagini, dirette dalla dott.ssa A. S.i - Sost. Proc. ed eseguite dal I Gruppo Tutela Entrate nell'ambito del p.p. n. 9261/08 in essere presso la Procura della Repubblica di Bologna - precisa la nota - hanno permesso di accertare, anche attraverso la collaborazione, per i rispettivi profili di interesse, della Consob, della Borsa Italiana e della Banca d'Italia, violazioni sistematiche al Testo Unico della Finanza (c.d. market abuse) nonché al codice civile ed al codice penale, continuative nel tempo, poste in essere da M. A., "dominus" del gruppo U., quotato nel segmento STAR della Borsa in concorso con altri 22 soggetti.
Tra gli indagati risulta iscritta anche la società imolese H. B., controllata da U. e quotata nel segmento AIM della Borsa , per violazioni al D.Lgs. n. 231/2001 (in materia di responsabilità amministrativa degli Enti).
L'operazione, tuttora in corso, si concretizza a parziale corollario dell'attività investigativa e prevede l'esecuzione di:
n. 3 misure cautelari personali (agli arresti domiciliari);
n. 4 misure cautelari reali, relative al sequestro preventivo di;
n. 37.457.604 azioni ordinarie di H. B. (quotate sul segmento AIM di Borsa Italiana SpA), nella disponibilità di U. SpA del valore orientativo di 66 milioni di Euro;
n. 85.138.595 azioni ordinarie di UNILAND (quotate sul segmento STAR di Borsa Italiana SpA), nella disponibilità diretta e/o indiretta di A. M. del valore orientativo di 43 milioni di Euro,il tutto per un valore complessivamente pari ad Euro 109 milioni;
varie perquisizioni locali.
I reati contestati sono: l'abuso di informazioni privilegiate, la manipolazione del mercato, la gestione infedele di portafogli, le false comunicazioni sociali, la formazione fittizia del capitale, l'aggiotaggio ed il falso in perizia". (CD)

Bufera Uni Land, Calzolari:«Coop marginali»

Bufera Uni Land, Calzolari:«Coop marginali»
Intanto Roberta Gollini direttore al posto di Mezzini, dimesso dopo essere finito agli arresti domiciliari



Nel mezzo della bufera che ha investito le coop dopo l’inizio dell’inchiesta Uni Land (il titolo è ancora sospeso), arriva la difesa di Gianpiero Calzolari. Il numero uno della Legacoop bolognese se la prende con la stampa dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del numero uno del Consorzio Coop Costruzioni, Adriano Turrini, e il fondatore della Coop Reno, Paolo Bedeschi. «Uni Land e House Building non appartengono al mondo cooperativo — ha scritto in una nota il presidente di Legacoop e Granarolo — Nell’inchiesta sarebbero coinvolte, secondo quanto è riportato dalla stampa, ben 22 persone riconducibili a diversi ambiti. Risultano anche due dirigenti del mondo cooperativo che, nei cda delle due società, erano presenti come consiglieri indipendenti, ovvero con ruoli in tutta evidenza marginali e, comunque, non in rappresentanza degli interessi di questa o quella cooperativa».
Calzolari confida «che il lavoro degli inquirenti possa giungere nel più breve tempo possibile a far piena luce sull'intera vicenda, ricordando che in uno stato di diritto un avviso di garanzia non costituisce la conclusione dell’indagine». L’avvocato Guido Magnisi, difensore del collegio sindacale, ha espresso perplessità sulla vicenda: «Se tutto fosse vero, rimane contraddittorio il fatto che tutto, da ultimo, è passato dalla società di revisione, allo stato assolutamente non interessata dall’indagine; pertanto il controllo finale del collegio sindacale si è consumato su un materiale di valutazione univoca e coerente in tutti i passaggi descritti». Intanto Roberta Gollini sostituirà come direttore generale di Uni Land Alberto Mezzini che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato messo agli arresti domiciliari con accuse che vanno dal falso in bilancio all'aggiotaggio e insider trading. M. M.

Bedeschi: "Ma non è scandaloso guardarsi attorno nel mondo degli affari"

Bedeschi: "Ma non è scandaloso guardarsi attorno nel mondo degli affari"
Intervista a Paolo Bedeschi, fra gli indagati nell'inchiesta Uni Land, presidente di Coop Reno e consigliere di amministrazione di Uni Land dal 27 ottobre 2006 al 2008

Bologna, 4 febbraio 2011 - LE COOPERATIVE nell’inchiesta Uni Land. Perché?«Le cooperative non c’entrano», è lapidario Paolo Bedeschi, presidente di Coop Reno e consigliere di amministrazione di Uni Land dal 27 ottobre 2006 al 2008.
Eppure nelle carte le cooperative spuntano. E lei è stato raggiunto da un’informazione di garanzia.«Lo so, ma io non ho nemmeno un’azione di Uni Land e Coop Reno idem».
False comunicazioni sociali: le contestano l’articolo 2622 del codice penale.«E mi pare assurdo. Mi sento tranquillo, non ho fatto nulla di illecito. Non mi sento di aver avallato bilanci falsi».
Per Procura e giudice per le indagini preliminari avreste ingannato «soci e pubblico».«Faccio fatica, davvero fatica a capire queste accuse. Non ho mai avuto gli strumenti per fare quello di cui mi accusano».
Lei, cioè, era consigliere di amministrazione ma non aveva accesso al bilancio?«Mi contestano che i conti 2006, 2007 e 2008 avrebbero avuto valori difformi dalla realtà. Ma l’attivo patrimoniale di Uni Land, per esempio, nel 2006 aveva già gli stessi valori che presenta oggi. Semestralmente, poi, società di consulenza e revisione mi confermavano quei dati».
Quindi i bilanci li ha visti.«Le relazioni che ho avuto fra le mani e i conti che mi sono stati mostrati non hanno mai dato la sensazione di un tracollo. Mai».
Per la Procura non è così.«Ora vedremo come andrà a finire in tribunale, altro non posso dire».
Ma oltre al nodo legale c’è un nodo ‘politico’: le cooperative avevano sì o no contatti con Uni Land? C’erano sì o no collaborazioni?«Parlo per Coop Reno».
Coop Reno aveva sì o no collaborazioni con Uni Land?«Purtroppo esce questo, ma...».
Cosa vuol dire?«Non mi scandalizzo se una cooperativa si guarda attorno nel mondo degli affari».
Torniamo alla domanda: Coop Reno aveva sì o no legami con Uni Land?«Io ero nel cda, ma da indipendente. Non perché presidente di Coop Reno. Poi sì, qualcosa guardavamo con Uni Land».
Cosa vuol dire ‘guardavamo’?«C’è stata occasione di guardare qualcosa insieme. Ma alla fine non è stato di nostro interesse».
Avete siglato un’operazione immobiliare?«A Monghidoro c’era un vecchio negozio. Noi operiamo sui supermercati».
E Mezzini, che è di Monghidoro, è intervenuto per l’acquisto dell’immobile?«Abbiamo guardato insieme. Ma non era di nostro interesse, tutto qua. Non mi pare ci siano comportamenti illeciti in questo».
di Valerio Baroncini

Crollo Uni Land, ecco le carte che fanno tremare le Coop

Crollo Uni Land, ecco le carteche fanno tremare le Coop
Tra i 22 indagati tre big del settore: Turrini , Bedeschi e Ascari. Oltre a dirigenti di banca, professionisti, consulenti di tribunale

Bologna, 2 febbraio 2011 - BIG della cooperazione che entrano nei consigli di amministrazione, altri che escono. Nelle maglie dell’inchiesta su Uni Land restano invischiati due amministratori, Adriano Turrini (Coop Costruzioni) e Paolo Bedeschi (Coop Reno), ma anche un tributarista che per le coop lavorava, leggi Riccardo Ascari.
E dai verbali, dall’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Bruno Perla, si ricostruisce la fitta rete di rapporti tra personaggi di spicco del mondo cooperativo e la società di ‘Zibi’ da Monghidoro. Dove la rilevanza penale, per ora, è evidenziata in fase preliminare solo per Turrini, Bedeschi e Ascari. Un altro professionista, indagato, aveva lavorato in passato con le coop ma non era stato direttamente un dipendente. E Turrini e Bedeschi sono stati indagati in qualità di consiglieri indipendenti.
In passato però altri amministratori o professionisti legati al mondo cooperativo (gli investigatori ne contano almeno quattro, il più noto è Pierluigi Stefanini, passato da Uni Land prima di presiedere Unipol) hanno fatto parte dei board. Non tutti però hanno avuto responsabilità penali. Come dire: spesso le strade portavano esponenti del mondo delle coop a sedere nel cda della società del genietto della finanza e degli immobili.
COINCIDENZA? Che le coop conoscessero Uni Land nessuno lo nega. «Il nome l’avevo sentito — dice il presidente di Legacoop Gianpiero Calzolari —. Ma personalmente non li conosco. Per me però non ci sono tante verità. L’unica è questa: gli amministratori coinvolti hanno avuto un ruolo marginale. Escludo un coinvolgimento cooperativo in operazioni illecite». Illecite, va precisato. Ma un coinvolgimento, di qualsiasi tipo, anche non di rilevanza penale, c’è stato? Turrini specifica di non aver avuto mai «alcun tipo di delega» e di essersi fidato, nel firmare i bilanci, di «sindaci e revisori» oltre che di «periti indipendenti». Il suo ruolo in questa vicenda? «E’ del tutto marginale», e, aggiunge, se mai Mezzini, Morsenchio e Zuffa risultassero davvero colpevoli, «non si potrebbe che concludere che sarei stato vittima di un raggiro».
Le difese sono chiare. Ma le carte? Turrini e Ascari, con altri, «avrebbero ingannato soci e pubblico anche al fine di conseguire un ingiusto profitto, esponendo nel bilancio di House Building fatti materiali non rispondenti al vero». Ascari e Bedeschi avrebbero invece «causato un danno patrimoniale a soci e creditori di Uni Land riportando nel bilancio sopravvalutazioni e alterazioni della rappresentazione della situazione economica della società». Le società della galassia Uni Land avevano spesso rapporti con le coop: ma questo non è reato, dice Bedeschi. Anche se la Procura vuole vederci chiaro.
IMMOBILI, scritture private, azioni, relazioni gonfiate. Si parla anche di «conflitti d’interesse». «Il capitale sociale di Uni Land è variato più volte a seguito di aumenti gratuiti o riservati, attuati attraverso le riserve pre-costituite per mezzo dei conferimenti ‘gonfiati’ grazie alle false perizie», scrive il gip. E in mezzo a questo sono transitate le coop, con gli amministratori che avrebbero saputo tutto. Non sarà coinvolgimento, ma di sicuro imbarazzo.
Valerio Baroncini
LA DIFESA Bedeschi: "Ma non è scandaloso guardarsi intorno nel mondo degli affari"IL BLITZ Sequestrate azioni per milioni di euro, arresti a Uniland
GUARDA IL VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Lungo le strade imolesi di Uni Land.

Lungo le strade imolesi di Uni Land.
di VALERIO BARONCINIIN VIAGGIO lungo le strade imolesi di Uni Land. Proprio nel giorno in cui le cooperative (e il circondario è la culla del mutualismo) finiscono nella bufera, dai verbali ...

2011-02-04di VALERIO BARONCINIIN VIAGGIO lungo le strade imolesi di Uni Land. Proprio nel giorno in cui le cooperative (e il circondario è la culla del mutualismo) finiscono nella bufera, dai verbali dell’inchiesta si ricostruiscono i legami tra la spa del genietto immobiliare di Monghidoro, Alberto Mezzini, e il nostro territorio. Ma partiamo dalle coop. Coop Reno, intanto (supermercati, legati al colosso Coop, con punti vendita a Castel Guelfo, Casalfiumanese, Osteria Grande e Medicina): il presidente Paolo Bedeschi è indagato.«Non mi scandalizzo se una cooperativa si guarda attorno nel mondo degli affari — dice —. Io ero nel cda di Uni Land, ma da indipendente. Non perché presidente di Coop Reno. Poi sì, qualcosa guardavamo con Uni Land. C’è stata occasione di parlare di un immobile, ma alla fine non è stato di nostro interesse».ALTRA cooperativa nei guai è Coop costruzioni, colosso dell’ediliza che ha operato anche nell’Imolese. Indagato il presidente, Adriano Turrini, che specifica di non aver avuto mai «alcun tipo di delega» e di essersi fidato, nel firmare i bilanci, di «sindaci e revisori» oltre che di «periti indipendenti». Il suo ruolo in questa vicenda? «E’ del tutto marginale», e, aggiunge, se mai Mezzini, Morsenchio e Zuffa risultassero davvero colpevoli, «non si potrebbe che concludere che sarei stato vittima di un raggiro».Il giudice per le indagini preliminari Bruno Perla, nella lunga ordinanza in cui ricostruisce l’attività fittizia per ‘gonfiare’ le società quotate in borsa, parla della permuta «tra Ladumex e Impca, di un immobile in via Selice 90, con azioni Uni Land. Invero, nella prima bozza del contratto di cessione delle quote Impca del 5 settembre 2006 viene esplicitamente asserito che l’immobile (detto Molino Poiano) dove ha sede la società, è escluso dalla compravenidta». Nelle bozze successive non viene più fatto alcun riferimento all’immobile ma, in un documento del 25 ottobre, ecco che Impca promette «di cedere in permuta l’immobile in cambio di azioni Uniland i valore corrispondente detenute da Ladumex». La cessione dell’immobile «avverrà al valore di 10 milioni di euro» e sarà regolata alla consegna di 15.163.002 azioni Uniland: secondo gli investigatori «dietro la Ladumex» cui sarebbe stato «Zuffa, quale proprietario celato dell’immobile». Secondo la Finanza ci sarebbe stata una sopravvalutazione dell’immobile, «iscritto con le pertinenze tra le immobilizzazioni per 1.598.416 euro».
IMOLA è però anche la ‘casa’ di House Building e nell’ordinanza sono smisurati i riferimenti alla società e alla vendita delle azioni, ma anche al loro ‘trucco’.Non finisce qui: nelle carte si analizza anche il prestito di azioni da Cemlux a Traghetto srl, tutte società nell’orbita di Uni Land. Gli inquirenti seguono le tracce dei soldi e finiscono in un istituto di credito di imolese dove spunta una fidejussione rilasciata da Maurizio Zuffa per quasi 12 milioni di euro. La garanzia per il buon esito della cessione delle azioni? Ancora l’immobile Molino Poiano. Viene poi acceso un deposito di titoli, sempre nella banca imolese, per un pacchetto di azioni da 3 milioni di euro. Tutte operazioni che avrebbero contribuito «a manipolare il mercato, alterando il prezzo delle azioni Uni Land e della controllata (imolese, ndr) House Building».
fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/2011/02/04/453726-valerio_baroncini_viaggio_lungo_strade_imolesi_land_proprio.shtml

sabato 22 gennaio 2011

Inchiesta per corruzione a Imperia

Oggi il presidente interrogato dai colleghi di Torino (20 gennaio 2011 )
di Natalino Famà

Stanno provocando reazioni e critiche tra gli avvocati e il personale del palazzo di giustizia imperiese, lemodalità del blitz eseguito dagli uomini del procuratore Gian Carlo Caselli a palazzo di giustizia di Imperia, ritenuto «un caso di inutile spettacolarizzazione».
II presidente del tribunale di Imperia, Gianfranco Boccalatte



Oggi, il presidente del tribunale di Imperia, Gianfranco Boccalatte, indagato per un’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, sarà interrogato presso la caserma dei carabinieri di Diano marina dal procuratore aggiunto di Torino, Anna Maria Loreto. Assistito dall’avvocato Alessandro Moroni di Sanremo, intende rispondere e fornire tutti i chiarimenti richiesti dalla procura piemontese.
Giuseppe Fasolo, dipendente del ministero di Giustizia e autista di Boccalatte, arrestato con l’accusa di millantato credito, sarà invece sentito domani mattina, in carcere a Torino. Nell’ordinanza cautelare il gip ha disposto l’isolamento e il divieto di colloquio anche con il suo legale, Alessandro Mager.
Sono sfilati nel frattempo nelle varie caserme della provincia di Imperia gli altri indagati della clamorosa inchiesta su presunti favori concessi a persone sottoposte a misure di prevenzione. Uno di questi, che avrebbe beneficiato, secondo l’accusa, di un permesso premio in cambio di un’offerta in denaro, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Sono stati inoltre sentiti, come persone informate dei fatti, altri tre giudici del tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, Fabio Favalli e Domenico Varalli, che, in diverse occasioni, hanno composto con Boccalatte il collegio per decidere le misure di prevenzione. «Ci auguriamo che questa vicenda si concluda al più presto» hanno detto, esprimendo la piena stima nei riguardi del presidente. Sta provocando reazioni e critiche tra gli avvocati e il personale del palazzo di giustizia imperiese, il blitz eseguito dagli uomini del procuratore Gian Carlo Caselli a palazzo di giustizia, ritenuto «un caso di inutile spettacolarizzazione».
estratto dal sito web http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2011/01/20/ANquUtdE-colleghi_interrogato_presidente.shtml

sabato 4 dicembre 2010

Yara Gambirasio, possibile svolta. Fermate due persone

BERGAMO - Possibile svolta nelle indagini relative alla scomparsa di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio del 26 novembre scorso. Gli inquirenti hanno fermato due persone. Si tratta di un cittadino tunisino e di un italiano. Il primo è stato raggiunto dai Carabinieri al largo di Sanremo, mentre si trovava a bordo di un traghetto partito da Genova e diretto il Marocco. Massimo riserbo sulla seconda persona.

A quanto pare i due personaggi sarebbero nel mirino degli inquirenti fin dalla sparizione della 13enne. Non è da escludersi, anche se mancano conferme, che l'extracomunitario fosse un operaio impegnato nel cantiere del centro commerciale in costruzione tra Brembate Sopra e Mapello, dove si sono concentrate per giorni le ricerche della ragazzina. I carabinieri hanno portato nel cuore della nottata tra sabato e domenica le due persone al comando provinciale di via delle Valli, a Bergamo.

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