Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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mercoledì 26 gennaio 2011

L'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC)


« L'unificazione di CCD, CDU e DE rilancia il ruolo di una politica centrista, moderata, di ispirazione cristiana e sociale, ma fortemente impegnata nella modernizzazione del Paese e nella realizzazione di una rete di riforme che diano all'Italia più libertà e meno vincoli. »
(Pier Ferdinando Casini[1])



Unione di Centro (attuale)
L'Unione di Centro (UdC) è un processo politico, nato come lista elettorale, avviato da tre forze politiche:
-Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) di Lorenzo Cesa
- Movimento Federativo Civico Popolare (Rosa Bianca o Rosa per l'Italia) di Savino Pezzotta
- Coordinamento Popolari - Margherita per la Costituente di Centro di Ciriaco De Mita
insieme a partiti e movimenti minori di centro, democristiani, liberaldemocratici (Circoli Liberal, Liberal Democratici e il Movimento Repubblicani Europei) e a singole personalità di formazione cattolica provenienti in larga parte dal PD (come Paola Binetti, Enzo Carra, Renzo Lusetti e Dorina Bianchi) o dal PDL (come Gabriella Mondello e Giuseppe Gargani).
Il nuovo soggetto nasce dall'idea di unificare tutte le forze centriste di diversa estrazione del panorama politico italiano in un'unica forza politica unitaria che si richiami ai valori del cristianesimo democratico e del moderatismo.
La Costituente di Centro è il tavolo di discussione attorno al quale si elabora la piattaforma politica unitaria. Intorno all'alleanza ruotano due fondazioni: i "Circoli Liberal" di Ferdinando Adornato e la "Società Aperta Circoli per l'altra Italia" di Enrico Cisnetto.
Indice:
13. Collegamenti esterni
« Gli italiani amano profondamente la politica. Eppure la politica, da ormai molto tempo, ha tradito gli italiani. Non ha corrisposto alle loro attese di modernizzazione, di rilancio dell'autorità statale, di nuova protezione sociale, di promozione del merito, di amore per l'etica pubblica, di difesa dei valori della comunità nazionale. In sostanza, la politica ha tradito se stessa: rinunciando a lavorare per il bene comune che dovrebbe invece essere l'unica sua vera missione. »
(Appello per la Costituente di Centro)
Unione di Centro
federazione di partiti politici italiani
Leader
Pier Ferdinando Casini
Segretario
Savino Pezzotta
Presidente
Rocco Buttiglione
Coordinatore
Ferdinando Adornato
Fondazione
28 febbraio 2008
Sede
Via dei Due Macelli, 66 00187 ROMA
Ideologia
Cristianesimo democratico, Conservatorismo sociale[1]
Collocazione
Centro
Internazionale
Internazionale Democratica Centrista
Partito europeo
Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo
Gruppo del Partito Popolare Europeo
Deputati
35
Senatori
4
Europarlamentari
4
Consiglieri regionali
59
Organo ufficiale
Liberal
Iscritti
-
Sito web
www.udc-italia.it
1. Storia
1. 1. Premesse
L'idea di un partito o di una federazione che unificasse tutti i movimenti ed i partiti di centro venne ipotizzata da più parti dopo lo scioglimento del partito che aveva rappresentato l'elettorato cattolico popolare per l'intera durata della Prima Repubblica, vale a dire la Democrazia Cristiana. Dopo le vicende della cosiddetta Tangentopoli, infatti, la DC si era scissa fra il Partito Popolare Italiano (PPI), che confluì nella coalizione di centro-sinistra «L'Ulivo», e il Centro Cristiano Democratico (CCD), confluiti nella coalizione di centro-destra «Casa delle Libertà» (CdL) assieme ai Cristiani Democratici Uniti (CDU), nati proprio da una scissione del PPI.
La spinta di unificazione centrista, propagandata a più riprese dall'UDC, nato dalla fusione fra CCD, CDU e Democrazia Europea (DE) e dal suo esponente più noto, Pier Ferdinando Casini, non trovò un consenso concreto. Un primo tentativo avvenne dopo la sconfitta di misura del centro-destra alle elezioni politiche del 2006, allorché il segretario dell'UDC, Marco Follini, uscì dalla CdL per dare vita al movimento dell'Italia di Mezzo. L'iniziativa sfumò nel giro di pochi mesi, quando l'IdM aderì al Partito Democratico abbandonando l'idea di un partito di centro.
1. 2. La nascita della Rosa per l'Italia
Dopo la crisi del Governo Prodi II (24 gennaio 2008), l'UDC, che negli ultimi anni si era allontanata dalla CdL, si riavvicinò alla coalizione di Berlusconi; una componente dissidente del partito, facente capo a Mario Baccini e a Bruno Tabacci, uscì allora dall'UDC per perseguire il tentativo di un Grande Centro, ciò che venne a più riprese definito dai quotidiani Cosa Bianca. Il nome che scelse il nuovo movimento fu quello di Rosa per l'Italia (detta "Rosa Bianca"). La Rosa di Tabacci-Baccini puntava a rappresentare l'elettorato cattolico che non si sentiva rappresentato né dal centrosinistra né dal centrodestra, sottraendo quindi potenziali elettori all'UDC.
Le cose cambiarono però radicalmente dopo il terremoto politico causato dalla nascita del Popolo della Libertà, federazione che, nel progetto di Berlusconi, avrebbe riunito tutti i partiti della CdL, eccetto i due partiti territoriali della Lega Nord (Nord) e del Movimento per l'Autonomia (Sud), rifiutando alleanze elettorali con altri partiti che non prevedessero un ingresso nel PdL. Il rifiuto dell'Udc ad aderire al PdL ne causò il definitivo allontanamento dal centrodestra.
1. 3. L'accordo elettorale UDC-Rosa per l'Italia
Nei mesi precedenti alle elezioni politiche del 2008 (13-14 aprile), il tramonto del bipolarismo tipico della «Seconda Repubblica» e la tendenza ad una semplificazione del panorama politico fecero ipotizzare a più riprese la possibilità di una alleanza elettorale fra i tre partiti centristi (UDC, Rosa per l'Italia e UDEUR [2]). Tale ipotesi venne confermata, dopo giorni di parziali smentite, il 28 febbraio 2008, quando esponenti della Rosa per l'Italia annunciarono il raggiungimento di un accordo elettorale con l'UDC, una lista elettorale denominata Unione di Centro con segretario Savino Pezzotta e candidato premier Pier Ferdinando Casini. L'accordo venne formalizzato il giorno seguente, con l'adesione del PSDI (che poi lasciò la coalizione il 29 marzo[3]), di Ciriaco De Mita e dei suoi Popolari, del Partito Democratico Cristiano e di altri partiti minori di centro, assieme all'adesione dell'esponente popolare Gerardo Bianco [4] (quest'ultimo poi escluso dalle liste dei candidati). Inizialmente all'alleanza avevano preso parte il PLI e la Federazione dei Liberali Italiani. Il partito riceve anche il sostegno di molti intellettuali terzisti e indipendenti, tra cui Enrico Cisnetto, di formazione repubblicana[5].
Pochi giorni dopo viene inaugurata la campagna elettorale del nuovo soggetto politico, con la presentazione del logo ufficiale, pressoché identico a quello dell'UDC (con lo scudo crociato e il nome del candidato premier Casini in alto su sfondo rosso) con la scritta «Unione di Centro».
1. 4. Politiche 2008
La campagna elettorale dell'Unione di Centro viene condotta da Pier Ferdinando Casini. Puntando il dito contro le analogie fra il partito del centrosinistra (PD) e il partito del centrodestra (PdL) e ipotizzando un "inciucio" post-elettorale fra i due partiti, il cosiddetto Veltrusconi, Casini propose l'UdC come una seria alternativa ai due principali avversari. In riferimento al mancato accordo dell'UDC con il PdL, Casini puntò sullo slogan «I veri valori non sono in vendita», conducendo una lunga e accesa campagna elettorale soprattutto nel Sud Italia.
Alle elezioni, l'UdC fu l'unico partito non schierato con le due principali alleanze ad ottenere parlamentari sia alla Camera che al Senato: la lista centrista conquistò il 5,62% alla Camera[6] e il 5,69% al Senato[7] su scala nazionale. Per via del sistema elettorale del Senato [8], poté eleggere senatori solo in solo in Sicilia, dove ne vennero eletti tre. L'Unione di Centro, nonostante un calo dell'1,2% rispetto a quanto ottenuto due anni prima dall'UDC, diventò così la quarta forza politica italiana in termini di consenso. La coalizione formò un gruppo autonomo alla Camera (capogruppo eletto Pierferdinando Casini), mentre al Senato, dove non erano presenti eletti della Rosa Bianca, l'UDC formò un gruppo parlamentare assieme alla Sudtiroler Volkspartei, all'Union Valdôtaine, al Movimento Associativo Italiani all'Estero e a tre senatori a vita: Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga (capogruppo eletto Gianpiero D'Alia). Rocco Buttiglione viene inoltre eletto vice-presidente della Camera dei Deputati.
1. 5. Regionali Abruzzo 2008, Elezioni Trentine e Regionali Sardegna 2009
Per le elezioni regionali in Abruzzo del 2008, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e i Popolari UDEUR hanno stretto un accordo per correre insieme sotto le insegne dell'Unione di Centro e sostenere Rodolfo de Laurentiis alla carica di Presidente.[9] La lista unitaria è riuscita a conquistare il 5,6% dei consensi.
In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale Trentino, l'Udc ufficializzò il suo sostegno alla riconferma di Lorenzo Dellai come Presidente della Provincia di Trento, aderendo così alla coalizione di centro-sinistra, insieme all'UpT, al Partito Democratico, al Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) e ad altri partiti minori[10]. A causa di vizi di forma e dopo i pronunciamenti del TAR di Trento e del Consiglio di Stato, il 17 ottobre 2008 la lista dell'UDC venne esclusa dalla competizione elettorale[11], ma i suoi dirigenti - il leader nazionale Pier Ferdinando Casini e i politici locali - confermarono l'appoggio a Dellai invitando i propri elettori a votare l'Unione per il Trentino[12]. Data la riuscita dell'esperimento, l'UdC annuncia che nelle prossime tornate elettorali in Trentino si ripresenterà sempre in stretta alleanza con le altre formazioni centriste e moderate (Upt e PATT).[13]
Per le elezioni regionali in Sardegna del 2009, l'UdC ha deciso di sostenere il candidato del Popolo della Libertà Ugo Cappellacci per evitare un secondo mandato dell'uscente presidente della regione Renato Soru. Alle urne l'Unione di Centro ottiene il 9,4% dei voti, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria della coalizione guidata da Cappellacci.
Il 15 marzo aderisce all'UdC anche Rosario Monteleone, nominato coordinatore regionale ligure[14], di estrazione margheritina. Insieme a lui confluisce nell'UdC il gruppo regionale dei Liberal Democratici.
1. 6. La I Assemblea (3-4 aprile) e le Europee 2009
A Roma, il 3 e 4 aprile si tiene la prima convention nazionale dell'Unione di Centro che ha sancito la nascita del nuovo partito e ha annunciato il primo congresso per la fine dell'anno, sancendo di fatto lo scioglimento di UDC, Rosa Bianca e gli altri partiti nella nuova forza centrista e democristiana, auspicando come nome Partito della nazione. In vista delle Europee del 2009 il progetto politico dell'Unione di Centro riceve l'adesione alla costituente di personaggi come Magdi Allam, candidato come indipendente nella circoscrizione Nord-Ovest, Gianni Rivera, candidato nella circoscrizione Centro, Pierluigi Mantini ex PD, Pasquale Giuditta, cognato di Clemente Mastella, Emanuele Filiberto di Savoia, Giorgio Carollo, candidato nel Nord-est e Marcello Vernola[15](ex FI) e Antonio Mussa, ex An, candidato nel Nord-Est, facendo salire così a 6 gli europarlamentari dell'Unione di Centro.[16] Al Sud da notare la candidatura di Ciriaco De Mita. Le urne premiano la nuova formazione centrista che consegue il 6,51 (+1 rispetto alle precedenti politiche). I nuovi eletti sono: Magdi Allam, Tiziano Motti, Carlo Casini, Ciriaco De Mita e Antonello Antinoro. Grazie ai più forti resti, potrebbe darsi che l'UdC ottenga anche un sesto deputato con l'eventuale ratifica del trattato di Lisbona (il 73º seggio italiano): nel frattempo, sarà osservatore al Parlamento europeo. Nella delegazione UDC-PPE entra pure Herbert Dorfmann, eletto con la Südtiroler Volkspartei, in una lista collegata al PD.[17]
Successivamente, il 29 luglio 2009 la deputata Gabriella Mondello lascia il Popolo della Libertà per aderire al gruppo dell'Udc.
1. 7. Il decollo della Costituente
Dall'11 al 13 settembre 2009 si sono tenuti a Chianciano Terme gli Stati Generali del Centro, che hanno visto la partecipazione, oltre a tutto il gruppo dirigente del partito, del presidente della Camera Gianfranco Fini e del senatore del Pd Francesco Rutelli che, intervistato dai giornalisti, non ha escluso la propria disponibilità a partecipare a un progetto neocentrista insieme a Casini e Fini.[18] A seguito della riuscita dell'assemblea, il deputato Lorenzo Ria eletto nel Pd, passato successivamente nel Pdl, ha scelto di aderire all'Unione di Centro.[19][20][21] L'8 ottobre al gruppo in Senato dell'Udc aderisce anche la senatrice Adriana Poli Bortone, già parlamentare di An, Pdl e fondatrice del partito Io Sud.[22] Nella stessa data cessa di esistere la componente "IO SUD". Il 24 novembre all'Udc aderisce pure Alberto Tomassini, che lascia la carica di presidente del PSDI per assumere quella di responsabile lavoro del nuovo partito.[23] Dopo essere stato a lungo in incubazione, il progetto della Costituente di Centro, lanciata all'indomani delle elezioni politiche del 2008, riesce finalmente a essere rilanciato dopo la vittoria di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd, grazie all'adesione di alcuni esponenti centristi in uscita dal partito come Linda Lanzillotta, Massimo Calearo e Vernetti. Francesco Rutelli, infatti, da sempre critico nei confronti di un Pd sbilanciato a sinistra, aveva annunciato che se dal congresso fosse uscito vincitore Bersani, avrebbe dovuto immaginare una nuova strada per sé e per i moderati del Pd. Il 27 ottobre 2009, a seguito della vittoria dell'ex ministro prodiano, abbandona ufficialmente il Partito Democratico, avviando il progetto di un nuovo partito moderato e riformista che entri nella Costituente di Centro di Pierferdinando Casini. Il 6 dicembre 2009 la senatrice del PD Dorina Bianchi, appartenente al gruppo Teodem in un'intervista al Corriere della Sera, annuncia l'abbandono del Partito Democratico per ritornare nell'Unione di Centro, accusando il PD di essersi spostato troppo a sinistra.[24][25] Il 10 dicembre aderisce anche Antonio Satta (ex Udeur) e presidente dell'Unione Popolare Cristiana. In seguito alla nascita della nuova formazione politica di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia, che ha avuto l'appoggio di Bruno Tabacci, uscito dall'UdC per dare sostegno al gruppo alla Camera, e di numerosi esponenti delusi del Partito Democratico e alcuni dell'Italia dei Valori, l'Unione di Centro si appresta a stringere un accordo col nuovo movimento in vista delle regionali del 2010, per poi confluire insieme in un unico soggetto politico, così da ufficializzare la nascita della Costituente di Centro.
Il 12 dicembre 2009 il leader della coalizione Casini ha proposto un'alleanza con il Partito Democratico e l'Italia dei Valori per creare un'alternativa nei confronti del governo di Silvio Berlusconi raccogliendo le adesioni del segretario democratico Pier Luigi Bersani[26].
Il 5 gennaio 2010, dopo essersi reso autonomo dal Pd, si avvicina all'Unione di Centro anche il consigliere regionale campano Pasquale Sommesse, già Rinnovamento Italiano e poi La Margherita[27][28][29], che alle ultime elezioni europee aveva totalizzato 96 mila preferenze: primo dei non eletti, grazie a un ricorso alla Corte Europea dovrebbe vedersi assegnato il seggio.
1. 8. Elezioni regionali 2010
In occasione delle elezioni regionali del marzo 2010, il 23 dicembre 2009 il deputato di Alleanza per l'Italia Marco Calgaro lancia l'idea della costruzione di un polo centrista insieme all'Unione di Centro da presentare nelle regioni chiamate al voto.[30] In Piemonte l'idea viene subito accolta e il 30 dicembre i deputati Michele Vietti e Gianni Vernetti annunciano una lista unica a sostegno della ricandidatura di Mercedes Bresso.[31][32][33] Diversamente dalla Puglia, dove, invece, il deputato Api Pino Pisicchio ha invitato il proprio partito a partecipare alle primarie senza l'UdC,[34] prospettiva questa poi accantonata in nome dell'unità del Centro.[35] Una lista unica ApI e UdC sarà presentata anche in Veneto, dove i rutelliani, guidati da Massimo Calearo, hanno annunciato il loro pieno sostegno al candidato Antonio De Poli.[36] Durante i primi giorni di gennaio, attraverso due articoli pubblicati sul sito ufficiale del PLI[37][38], il segretario liberale Stefano De Luca apre a una collaborazione con l'UdC e a un possibile ingresso del suo partito nel progetto della Costituente di Centro.
Dopo numerose consultazioni con i vari leader politici, il comitato organizzativo dell'Udc ha dichiarato il seguente piano di alleanze, andando da sola in 6 regioni, con la destra in 3 e con la sinistra in 4:
Piemonte: l'Udc sosterrà l'uscente presidente della regione del PD, Mercedes Bresso, in contrapposizione al candidato leghista per la destra Roberto Cota e presentando una lista unica di centro con l'Alleanza per l'Italia, il Partito Liberale Italiano e Intesa Civica Popolare.[39]
Lombardia: l'UdC ha escluso ogni possibilità di sostenere Roberto Formigoni per via dell'appoggio della Lega; perciò, correrà da sola presentando come candidato Savino Pezzotta, che ha ricevuto l'appoggio anche di Alleanza per l'Italia e di diversi ex popolari usciti dal PD.[40]
Veneto: l'UdC correrà da sola presentando Antonio De Poli[36], segretario regionale e portavoce nazionale del partito, appoggiato da ApI, PSDI, liste autonome locali (come Progetto NordEst e la Rete Civica Veneta) e che prenderà il nome di Alleanza per il Veneto.[41]
Liguria: l'UdC sosterrà il presidente uscente del PD Claudio Burlando.
Emilia-Romagna: l'UdC presenterà il proprio candidato, Gianluca Galletti, deputato nazionale.
Toscana: l'UdC correrà da sola, presentando Francesco Bosi, appoggiato anche da ApI, il Partito Pensionati e Toscana Granducale.[42]
Marche: l'UdC appoggierà Gian Mario Spacca, attuale presidente della regione per il PD.
Umbria: l'UdC non ha raggiunto nessun accordo con i partiti maggiori. Dopo essersi fatta avanti la candidatura di Maurizio Ronconi, presidente regionale dell'Udc e responsabile nazionale del partito dei rapporti con gli enti locali, l'Udc umbra sceglie di schierare la teodem Paola Binetti.
Lazio: l'UdC sosterrà la candidata del PdL, Renata Polverini, contro la candidata Emma Bonino, radicale appoggiata anche dal PD.
Campania: l'UdC decide di sostenere il candidato del PdL Stefano Caldoro, ex segretario del dissolto Nuovo Partito Socialista Italiano, confluito nel PdL, a patto di avere la presidenza della Provincia di Caserta.
Puglia: l'UdC era inizialmente disposta ad appoggiare Francesco Boccia, candidato per il PD. Tuttavia, su esortazione del presidente uscente Nichi Vendola, si sono svolte le primarie del centrosinistra, che hanno visto trionfare il leader di Sinistra e Libertà. Per questo l'UdC si è detta indisponibile a sostenerlo e ha annunciato la sua corsa solitaria anche in Puglia, candidando l'ex senatrice di AN Adriana Poli Bortone e formando una coalizione con Io Sud e il MPA.
Basilicata: l'UdC sosterrà il governatore uscente del PD, Vito De Filippo[43], in seguito alla decisione di Magdi Cristiano Allam di uscire dall'Udc e di presentare la sua candidatura come indipendente alla presidenza della regione, sostenuto dal Popolo delle Libertà.[44][45]. Successivamente, salterà l'accordo tra Allam e PdL.
Calabria: l'UdC aveva inizialmente candidato Roberto Occhiuto, deputato nazionale che avrebbe avuto anche l'appoggio del PD; successivamente tale ipotesi è saltata e il 27 gennaio si è stipulato un accordo col PdL per sostenere Giuseppe Scopelliti, attuale sindaco di Reggio Calabria.
Nel frattempo, i deputati Enzo Carra, appartenente alla corrente del PD teodem, e Renzo Lusetti, a lungo considerato come un fedelissimo di Francesco Rutelli, scelgono di aderire all'UdC dopo aver abbandonato il PD, in quanto entrambi delusi dal progetto politico.[46][47] Scelgono di aderire anche i Liberaldemocratici per il rinnovamento di Daniela Melchiorre, movimento centrista e liberale[48][49], insieme al MAIE di Ricardo Merlo.
Il 14 febbraio, invece, annuncia la sua adesione all'UdC la deputata teodem Paola Binetti, che ha spiegato di "credere nella rinascita di una nuova Dc, un partito-pensatoio da 15-20%"[50][51][52][53][54]
Nella stessa tornata elettorale che coinvolgerà 462 amministrazioni comunali, l'Udc si presenterà principalmente in autonomia, stringendo però alleanze particolari con il PD, come per il Comune di Venezia. Curiose le alleanze strette con la Federazione dei Verdi al Comune di Corsico (Milano) e in Puglia ad Andria con l'Italia dei Valori e Io Sud.
Alle urne, nonostante il forte dato dell'astensionismo, l'UdC ottiene il 5.57% su base nazionale confermando il risultato delle elezioni regionali precedenti. Nelle 6 regioni dove si è presentata da sola, l'UdC riesce a entrare in tutti i consigli regionali, superando le singole soglie di sbarramento; invece su 7 regioni dove l'Udc si era alleata (Liguria, Marche, Lazio, Basilicata, Campania e Calabria), risulta determinante solo nel Lazio, ma riesce a far parte delle giunte di queste regioni, tranne che in Piemonte, dove la coalizione di Roberto Cota batte la coalizione della Mercedes Bresso. Il 28 aprile al Senato aderisce al gruppo UDC-SVP-Autonomie anche la senatrice Luciana Sbarbati, del Movimento Repubblicani Europei e ex Pd.[55][56][57]. In seguito all'elezioni, è seguito un lungo silenzio stampa da parte del leader Pierferdinando Casini, che si è esentato dal commentare la spaccatura fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi nel PdL, alimentando cosi le voci di un possibile riavvicinamento al centro destra. Tuttavia il 4 aprile in un'intervista al TG1 Casini conferma la sua distanza da entrambe le parti e confermando la nascita del nuovo "Partito della Nazione" entro la fine dell'anno.
1. 9. Seminario di Todi: verso il Partito della Nazione
Dal 20 al 22 maggio a Todi si è tenuto un seminario organizzato dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato, in cui si è deciso l'azzeramento delle cariche dirigenziali dell'Udc e il lancio del nuovo Partito moderato.[58][59][60] Al seminario prendono parte il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, che ha annunciato di essere interessata a questo progetto, il repubblicano Giorgio La Malfa, che ha assicurato la partecipazione del Partito Repubblicano Italiano alla Costituente di Centro[61], l'ex Pdl Giuseppe Gargani[62], il presidente di "Rete Italia", Gian Carlo Sangalli e la leader di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che ha scelto di aderire al progetto dell'Udc di costruire un più largo 'Partito della Nazione' ma ha invitato i centristi a rinunciare al simbolo dello Scudo Crociato. Il comitato promotore della Costituente di Centro, si è poi riunito la mattina del 25 maggio per prendere le prime concrete decisioni per avviare il processo che, in linea con quando definito nel seminario di Todi, porterà l'Udc al congresso nazionale previsto per gennaio 2011. È stato istituito un Comitato dei garanti del processo di adesione, aperto a movimenti, associazioni, liste civiche e singole persone, che sarà presieduto dal portavoce nazionale dell'Udc Antonio De Poli. L'onorevole Paola Binetti è stata invece nominata presidente del Comitato etico, che avrà il compito di stilare un codice etico per gli aderenti al nuovo partito.[63] Il 25 giugno, il Coordinamento nazionale della Costituente di Centro ha approvato il regolamento per le adesioni al nuovo soggetto politico verso il Partito della Nazione e ha ha varato le prime nomine di riorganizzazione del territorio, per sette regioni.[64]
1. 10. Elezioni amministrative Sardegna e Sicilia 30 - 31 maggio 2010
Nella tornata elettorale del 30 e 31 maggio 2010 si è votato in Sicilia e in Sardegna per il rinnovo di molti sindaci, consigli comunali e presidenti di provincia. In Sardegna, l'UdC supera quasi ovunque il 10%, con una punta massima del 24% nel città di Iglesias. Parallelamente, insieme all'aumento dell'UdC si assiste al crollo del PdL (dal 30% delle regionali precedenti all'attuale 16%) e al ritorno del PD come primo partito della regione, anche se pure esso in calo rispetto alle ultime regionali. In Sicilia, l'UdC riesce a fare eleggere molti suoi sindaci, raggiungendo nella provincia di Agrigento risultati del 20-25%.
1. 11. L'elezione di Michele Vietti a vice-presidente del CSM
L'Unione di Centro ottiene un ottimo risultato centrando l'elezione di Michele Vietti a vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, eletto con 24 voti su 26. Vietti, insediandosi, ha detto che il Csm dovrà «recuperare prestigio e consenso» dopo «i recenti scandali» legati all'inchiesta sulla P3. Ha sottolineato che in particolare servirà attenzione «alle regole deontologiche, non solo per i magistrati ma anche per i membri del Csm, cercando di recuperare uno stile di rigore e serietà». Nel suo discorso di insediamento ha anche evidenziato che occorre «liberarsi dalle astratte contrapposizioni polemiche tra politica e giustizia avendo di mira il funzionamento del sistema con particolare riguardo alla durata dei processi».[65][66][67]
1. 12. Il Fronte Moderato
In occasione della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà. Per l'Italia, l'Unione di Centro, l'Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie scelgono di astenersi.[68]Pier Ferdinando Casini ha definito questa alleanza "un'area di responsabilità nazionale"[69]; Francesco Rutelli ha parlato della necessità di "unire le forze che vogliono fare le riforme ed esercitare una grande responsabilità"[70]; dello stesso avviso anche il capogruppo di FLI, Italo Bocchino, che in un editoriale su Il Secolo d'Italia ha scritto che si tratta di una "responsabilità - aggiunge - spesso messa sotto i piedi da un violento spirito di parte, da una faziosità senza limiti e da una partigianeria che non possiamo condividere".[71] Gli astenuti totali sono stati 75[72]. Sono stati molti, tra giornali e intellettuali, a definire questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di Terzo Polo.[73][74][75]
1. 13. Il convegno di Chianciano Terme 2010
In data 10-11-12 settembre 2010 si è tenuto il convegno annuale del Partito. Sono intervenuti, oltre a esponenti di spicco di maggiornaza e opposizione come Dario Franceschini, Fabrizio Cicchitto, Italo Bocchino, Roberto Formigoni e Giuseppe Fioroni, anche Raffaele Bonanni, segretario della CISL, Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia e Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia. Durante il convegno, si è discusso della futura nascita del Partito della Nazione, il cui primo congresso dovrebbe tenersi nel marzo 2011, e si sono raccolte le adesioni di molti dirigenti locali ed esponenti politici presenti in Parlamanto, tra i quali il deputato letto da PD nella circoscrizione estero Antonio Merlo, il senatore e leader dell'ApI Francesco Rutelli (che ha auspicato la nascita di un "terzo polo" altrnativo al bipolarisomo) e l'Onorevolo Giorgio La Malfa del Partito Repubblicano Italiano (entrato in contrasto col collega Francesco Nucara, intento invece ad aderire al cosiddetto "Gruppo di Responsabilità Nazionale", il gruppo di 20 deputati ideato da Berlusconi che dovrebbero permettere al governo di avere una maggioranza alla Camera, anche senza finiani usciti dal PdL). Alla fine del convegno, Pier Ferdinando Casini, intervistato da Enrico Mentana, conferma la decisione del suo partito di continuare ad andare da solo e di non allearsi con i due partiti maggiori PdL e PD, a suo parere continuamente ricattati rispettivamente dalla Lega e dall'IdV e chiede a Silvio Berlusconi di dimettersi e di dichiarare la crisi della sua maggioranza, cosi da poter formare un "Governo Tecnico" a tempo determinato con le forze responsabili del Parlamento, al fine di modificare l'attuale legge elettorale. L'invito è rivolto principalemte ai delusi del PdL, ai Finiani in rotta con la maggioranza e al Partito Democratico.
1. 14. La scissione interna all'UdC
Durante il convegno di Chianciano Terme, emerge un malumore di alcuni esponenti del Partito, in particolare dei dirigenti siciliani dell'area Cuffariana, capeggiati del Segretario Regionale Saverio Romano, il quale afferma che il Partito si stia spostando pericolosamente a sinistra e che sia sbagliato negare la fiducia a Berlusconi senza aver neanche sentito i 5 punti su cui il Governo intende chiedere la fiducia in Parlamento. La spaccatura appare evidente quando in Sicilia l'UdC vicina a Casini, che conta 4 deputati regionali contro i 7 vicini al Segreatario Romano, decide di sostenere il quarto Governo Lombardo, composto di soli tecnici e appoggiato anche da MpA, ApI, FLI e PD. Questa operazione è vista da Romano come la prova dell'avvicinamento dell'UdC a sinistra e non esclude in vista del discorso di Berlusconi di creare una nuova formazione politica che riunisca i delusi del partito. Il 25 settembre Casini tiene una conferenza a Messina insieme ai "fedeli" della regione Giuseppe Naro e Giampiero D'Alia per rimarcare l'importanza dell'elettorato siciliano e l'intenzione di non volersi alleare con il partito di Bersani. Viene anche spiegato che la decisione di sostenere Lomabrdo non ha l'intento di creare un laboratorio di collaborazione con la sinistra, ma intende invece provare l'esperienza di un governo composto da soli tecnici, nel rispetto del programma stipulato insieme ovviamente. Molti giornali hanno definito questo momento come l'inizio dell'era "post-Cuffaro". Dopo giorni di trattative e discussioni, in data 28 settembre, a lasciare il gruppo alla Camera sono in 5: Giuseppe Drago, Calogero Mannino, Michele Pisacane, Giuseppe Ruvolo e Saverio Romano (che si era dimesso giorni prima da segratario regionale dell'UdC), che formeranno nel Gruppo Misto la componente "Popolari per l'Italia di Domani", mentre al Senato aderirà Salvatore Cuffaro, dichiarando tuttavia che non parteciperà alle attività della nuova formazione, poiché impegnato con i suoi problemi giudiziari. Dall'altra parte però arrivano anche nuove adesioni: alla Camera aderiscono i deputati Ricardo Antonio Merlo e Deodato Scanderebech e al Senato Claudio Gustavino e Achille Serra. Si è anche ufficializzato un patto di collaborazione con la rappresentante al senato degli Italiani all'estero, la senatrice Mirella Giai. Il 9 ottobre annuncia il suo ritorno nel partito anche Paolo Cirino Pomicino[76].
Il 25 ottobre, il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a Palermo ha presentato il nuovo gruppo del suo partito all'Assemblea regionale siciliana, dopo la fuoruscita dei deputati che hanno aderito ai Popolari di Italia domani (Pid) creato da Saverio Romano, Calogero Mannino e Totò Cuffaro. Del nuovo gruppo Udc faranno parte sette deputati, con i nuovi acquisiti Salvatore Lentini (che lascia l'MpA[77]) e Giulia Adamo (prima del Pdl, poi passata nel Pdl-Sicilia di Gianfranco Micciché)[78]. Gli altri parlamentari Udc all'Ars sono Orazio Ragusa, Mario Parlavecchio, Giovanni Ardizzone e Marco Forzese, che già facevano parte del gruppo scudocrociato prima della scissione del Pid. "Noi qui lavoreremo per aiutare - ha aggiunto Casini - credendo però che la stagione delle polemiche, anche in Sicilia, è finita. Per cui anche quei partiti che stanno all'opposizione e non hanno condiviso la giunta di Lombardo, credo che farebbero bene a dare una mano alla Sicilia".[79][80]
2. Correnti
Anche se il partito si richiama più o meno omogeneamente alla tradizione politica del cristianesimo democratico, all'interno dell'UdC si possono distinguere 5 grandi aree:
una, situata più a destra, e caratterizzata da un forte richiamo al conservatorismo liberale e al tradizionalismo (e per questa identificata anche come l'area teocon), rappresentata dai Circoli Liberal;
una più centrista, democristiana e cattolico-liberale, formata dai casiniani e dai buttiglioniani;
una più socioliberale e laica, rappresentata dai Neo Dem, dai Liberal Democratici per il Rinnovamento e da Società Aperta Circoli per l'altra Italia, a cui fanno riferimento gli aderenti alla Costituente di estrazione socialdemocratica, socialista, liberale o repubblicana;
una cristiano-sociale e riformista formata dai demitiani e dai pezzottiani e dagli ex del PD;
una, infine, di carattere regionalista, in cui trovano spazio i movimenti minori legati al territorio.
3. Rapporti con il mondo dell'associazionismo cattolico
L'Unione di Centro conserva molti rapporti con il mondo dell'associazionismo cattolico, come testimoniato dalla candidatura di molti cattolici impegnati in politica e per questo si pone come il partito dei democratici di centro, in forte concorrenza con il Popolo delle Libertà. Possono essere ritenute vicine all'Udc associazioni come il Movimento per la Vita (il cui presidente, Carlo Casini, è un europarlamentare del partito), il Forum delle Associazioni Familiari (Luisa Capitanio Santolini, parlamentare Udc, è un ex presidente), Scienza e Vita (di cui Paola Binetti è presidente) e le associazioni cattoliche che hanno preso parte al Family Day (Savino Pezzotta, presidente della Costituente di Centro, ne era il portavoce). Vicina al partito anche parte del sindacato CISL e dell'associazione Persone e Reti. Altre adesioni significative sono quelle che vengono da Luca Marconi (area RnS) e Alessandra Borghese (vicina alla Croce Rossa).
4. Valori
Nell'Appello per la Costituente di Centro si legge che[81]:
Proponiamo la Costituente di un nuovo partito: popolare e liberale. Un partito che metta insieme le idee migliori della storia nazionale ed europea: il progetto di solidarietà e di sussidiarietà del popolarismo, l’affermazione delle virtù civiche repubblicane dell’umanesimo laico, l’ispirazione cristiana e liberale fondata sul primato della persona.
Vogliamo costruire nella società italiana un nuovo patto politico e sociale ispirato al bene comune, al servizio della famiglia, delle comunità, del mondo del lavoro, della libera impresa e della cultura.
[L'Unione di Centro nasce] per proporre una nuova casa politica a tutti i popolari, i liberali, i moderati e i riformisti italiani che avvertono con preoccupazione il vuoto etico e politico sul quale si basa l’attuale sistema dei partiti. La cosiddetta Seconda Repubblica è fallita. Non ha saputo ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia. Non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani.
5. Assisi nazionali
Stati Generali del Centro, Chianciano Terme 11-12-13 settembre 2008, Decisivi per governare
I Assemblea fondativa, Roma 3-4 aprile 2009 Verso il Partito della Nazione
II Assemblea generale, Stati del Centro, Chianciano Terme 11-12-13 settembre 2009 Nasce dal Centro l'Italia di domani
I Laboratorio delle Idee, Ricostruiamo l'Italia, Chianciano Terme 10-11-12 settembre 2010
6. Partiti aderenti
Hanno aderito all'Unione di Centro i seguenti partiti e movimenti politici:
come partiti fondatori:
Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro di Pier Ferdinando Casini
Rosa per l'Italia di Savino Pezzotta
Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato
Coordinamento Popolari - Margherita per la Costituente di Centro di Ciriaco De Mita
a cui si sono poi aggiunti:
Io Sud di Adriana Poli Bortone
Movimento Associativo Italiani all'Estero di Ricardo Merlo[82]
Popolari per la Puglia di Marcello Vernola[83]
Partito Politico Alleanza Cristiana[84]
Veneto per il Partito Popolare Europeo[85] di Giorgio Carollo
Partito Politico Cristiani Europei
Democratici Autonomisti[86]
Movimento Politico Moderati Italia
Unione Popolare Cristiana[87] di Antonio Satta
Democrazia Futura di Alberto Tommassini
Rete Civica per il Veneto di Marco Zabotti[88]
Movimento Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati
EuropaSud di Giuseppe Gargani
Popolari per la Sicilia di Nino Borrometi
7. Presidenti dei gruppi parlamentari
Camera dei Deputati
Gruppo Unione di Centro
6 maggio 2008 - (in carica): Pier Ferdinando Casini, vice: Gian Luca Galletti (dal 18 ottobre 2010)XVI legislatura 35 deputati
Senato della Repubblica
Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdotâine, MAIE, Io Sud, Movimento Repubblicani Europei)
6 maggio 2008 - (in carica): Giampiero D'Alia, vice: Manfred Pinzger (Südtiroler Volkspartei), (dal 16 dicembre 2009) Dorina Bianchi (UdC)XVI legislatura 4 senatori
8. Struttura
8. 1. Organi nazionali
Segretario: Savino Pezzotta (Rosa per l'Italia)
Coordinatore nazionale: Ferdinando Adornato (Circoli Liberal)
Portavoce: Antonio De Poli (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro)
Capogruppo al Senato: Giampiero D'Alia (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro)
Capogruppo alla Camera: Pierferdinando Casini (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro)
Capo delegazione al Parlamento Europeo[89]: Carlo Casini (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro)
Presidente del Comitato etico: Paola Binetti (ex Partito Democratico, ora Unione di Centro)
8. 2. Coordinatori regionali
Valle d'Aosta: Piero Vicquery
Piemonte: Alberto Goffi (coordinatore) e Teresio Delfino (presidente Costituente di Centro)
Lombardia: Savino Pezzotta
Veneto: Antonio De Poli (coordinatore) e Marco Zabotti (presidente Costituente di Centro)
Trentino-Alto Adige: Ivo Tarolli (coordinatore) e Lia Beltrami Giovanazzi (presidente Costituente di Centro)
Friuli-Venezia Giulia: Angelo Compagnon (coordinatore) e Gian Luigi Gigli (presidente Costituente di Centro)
Liguria: Rosario Monteleone (coordinatore) e Egidio Banti (presidente Costituente di Centro)
Emilia-Romagna: Davide Torrini (coordinatore) e Tommaso Bonetti (presidente Costituente di Centro)
Toscana: Lorenzo Zirri (coordinatore) e Marco Baldassarri (presidente Costituente di Centro)
Umbria: Maurizio Ronconi (coordinatore) e Paola Binetti (presidente Costituente di Centro)
Marche: Antonino Pettinari (coordinatore) e Aldo Tesei (presidente Costituente di Centro)
Lazio: Luciano Ciocchetti
Abruzzo: Enrico Di Giuseppantonio (coordinatore) e Rodolfo De Laurentiis (presidente Costituente di Centro)
Molise: Luigi Velardi (coordinatore) e Domenico Izzo (presidente Costituente di Centro)
Campania: Gianpiero Zinzi (coordinatore) e Ciriaco De Mita (presidente Costituente di Centro)
Basilicata: Agatino Mancusi (coordinatore) e Gaetano Fierro (presidente Costituente di Centro)
Puglia: Angelo Sanza (coordinatore) e Rocco Buttiglione (presidente Costituente di Centro)
Calabria: Gino Trematerra (coordinatore) e Marisa Fagà (presidente Costituente di Centro)
Sardegna: Giorgio Oppi
Sicilia: Gianpiero D'Alia (coordinatore) e Antonino Recca (presidente Costituente di Centro)
8. 3. Organizzazione giovanile
Movimento giovanile Giovani Popolari Europei - Giovani Unione di Centro[90]
Coordinatore Nazionale: Gianpiero Zinzi
9. Risultati elettoraliVoti % Seggi Politiche 2008 Camera 2.050.319 5,6 36 Senato 1.898.842 5,7 3 Regionali Sicilia 2008 336.826 12,5 12 Regionali Abruzzo 2008 [91] 30.452 5,6 2 Regionali Sardegna 2009 73.760 9,4 8 Europee 2009 1.996.901 6,5 5 Elezioni regionali 2010 1.246.037 5,6 36
10. Note
http://www.parties-and-elections.de/italy.html
Il partito Popolari UDEUR nacque nel 1999 su iniziativa di Clemente Mastella.
Documento della Direzione PSDI 29 marzo 2008
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=79063
http://www.enricocisnetto.it/articolo.aspx?id=8401&sez=cisnettopensiero
Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
Il sistema elettorale per il Senato alle elezioni del 2008 era fondato su circoscrizioni regionali con sbarramento all'8%.
L'Udc ha ufficializza la candidatura di Rodolfo De Laurentiis, PrimaDaNoi, 22 ottobre 2008.
Dellai-Divina è già diventato un test nazionale, Trentino, 26 settembre 2008.
Esclusione dell'Udc, ecco le motivazioni, Trentino, 17 ottobre 2008.
Casini con Dellai porta i voti Udc all'Upt, l'Adige, 22 ottobre 2008.
http://www.unioneperiltrentino.it/node/828
http://www.ivg.it/2008/03/15/rosario-monteleone-nominato-coordinatore-regionale-dell%E2%80%99udc/
http://www.andrialive.it/News/news.aspx?idnews=9754
Carlo Casini, Iles Braghetto, Gianni Rivera, Giorgio Carollo, Antonio Mussa e Marcello Vernola
http://carlocasini.wordpress.com/2009/06/19/l-on-carlo-casini-guidera-la-delegazione-dell-udc-al-parlamento-europeo/
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http://www.asca.it/news-SENATO__ADRIANA_POLI_BORTONE_ADERISCE_A_GRUPPO_UDC_SVP-865097-ORA-.html
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La Stampa, 12 dicembre 2009.Casini propone uno scheramento anti-Silvio.
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http://www.bresciaoggi.it/stories/Italia%20&%20Mondo/172680___partita_sul_terzo_polo_il_pd_governo_alla_fine/
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http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/10/25/news/casini_battezza_la_nuova_udc_siciliana_e_conferma_la_fiducia_a_lombardo-8423687/
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/16:03/3860386
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http://www.asca.it/news-COSITUENTE_CENTRO__PEZZOTTA__NUOVE_ADESIONI_IN_VENETO_E_MARCHE-819515-ORA-.html
http://www.asca.it/regioni-SICILIA_UDC__ROMANO__IMPORTANTE_L_ADESIONE_DEI_DEMOCRATICI_AUTONOMISTI-401799--.html
http://www.unionepopolarecristiana.org/
http://www.asca.it/regioni-
REGIONALI__LISTE_CIVICHE_IN_VENETO_CON_UDC_E_DE_POLI-466490--21.html
in Europa l'UdC aderisce al PPE e ha costituito un'unica delegazione insieme all SVP, che ha preso il nome di UDC-SVP-PPE
http://www.udc-italia.it/Dipartimenti/ContenutiStaitci.aspx?tipo=174&dip=11
ha presentato una lista in comune con l'Udeur
11. Voci correlate
Provenienza dei politici appartenenti all'Unione di Centro
Costituente di Centro
12. Bibliografia
Igino Giordani, Alcide De Gasperi il ricostruttore, Roma, Edizioni Cinque Lune, 1955.
Giulio Andreotti, De Gasperi e il suo tempo, Milano, Mondadori, 1956.
Pietro Scoppola, La proposta politica di De Gasperi, Bologna, Il Mulino, 1977.
Nico Perrone, De Gasperi e l'America, Palermo, Sellerio, 1995, ISBN 88-389-1110-X.
Agostino Giovagnoli, Il partito italiano: la Democrazia Cristiana dal 1942 al 1994, Bari, Laterza, 1996.
Nico Perrone, Il segno della DC, Bari, Dedalo, 2002, ISBN 88-220-6253-1.
13. Collegamenti esterni
Sito dell'Unione di Centro
· ·Partiti politici italiani
Maggiori
Il Popolo della Libertà - Partito Democratico
Medi
Lega Nord - Italia dei Valori - Unione dei Democratici Cristiani e di Centro/Unione di Centro - Futuro e Libertà per l'Italia
Minori
Radicali Italiani - Alleanza per l'Italia - Movimento per le Autonomie - I Popolari di Italia Domani - Noi Sud - Partito Repubblicano Italiano - Movimento Repubblicani Europei - Liberal Democratici - Alleanza di Centro - Partito Liberale Italiano - Partito Socialista Italiano - Sinistra Ecologia Libertà - Partito della Rifondazione Comunista - Partito dei Comunisti Italiani - Federazione dei Verdi - MoVimento 5 Stelle - Popolari per il Sud - La Destra - Fiamma Tricolore - Partito Comunista dei Lavoratori - Movimento Associativo Italiani all'Estero
Regionali
Forza del Sud - Union Valdôtaine - Autonomie Liberté Participation Ecologie - Stella Alpina - Fédération Autonomiste - Moderati per il Piemonte - Südtiroler Volkspartei - Die Freiheitlichen - Süd-Tiroler Freiheit - Unione per il Trentino - Partito Autonomista Trentino Tirolese - Popolari Uniti - La Puglia prima di tutto - Moderati e Popolari - Io Sud - Riformatori Sardi - Partito Sardo d'Azione - Unione Democratica Sarda
Sistema politico della Repubblica Italiana - Camera dei deputati - Senato della Repubblica - Parlamento europeo
· ·Correnti dell'Unione di Centro
Area Teocon-Liberalconservatrice
Liberal
Area Centrista-democristiana
Casiniani - Buttiglioniani
Area Cristiano sociale
Demitiani - Pezzottiani
Area Laico-liberale
Società Aperta Circoli per l'altra Italia - Neo Dem per la Costituente - Liberal Democratici per il Rinnovamento
Area Regionalista
Popolari Democratici - Veneto per il Partito Popolare Europeo
Unione di Centro - Sistema politico italiano - Partiti politici italiani
· ·Coalizioni politiche italiane
Centro-sinistra
Alleanza dei Progressisti - L'Ulivo - L'Unione
Centro-destra
Polo delle Libertà - Polo del Buon Governo - Polo per le Libertà - Casa delle Libertà
Centro
Patto per l'Italia - Unione di Centro
Sistema politico della Repubblica Italiana - Camera dei deputati - Senato della Repubblica - Parlamento europeo

Democrazia Cristiana per le Autonomie (DCA)

La Democrazia Cristiana per le Autonomie (DCA) era un partito politico italiano appartenente all'area politica di centro, ispirato all'ideologia del cristianesimo democratico e del popolarismo e regionalismo di matrice sturziana. Leader del partito era Gianfranco Rotondi - ex esponente di DC, PPI, CDU e UDC - che fondò la DCA prima come associazione politica affiliata all'UDC e poi, il 25 giugno 2005, come soggetto politico autonomo.
Il partito ha aderito alla coalizione del centrodestra italiano, denominata Casa delle Libertà, in uno stretto rapporto di collaborazione con Forza Italia e con una certa freddezza politica con i cugini dell'UDC, e ha portato propri rappresentanti in Parlamento a seguito delle elezioni politiche del 2006. Nel 2008 la DCA ha aderito al Popolo della Libertà, partito politico di centro-destra del quale la DCA è membro fondatore.
Indice[nascondi]
1 Storia
1.1 La disputa su nome e simbolo della DC
1.2 La nascita
1.3 La prima assemblea nazionale
1.4 L'adesione alla CdL e l'approdo in Parlamento
1.5 L'adesione al Popolo della Libertà
2 Correnti e valori
3 Risultati elettorali
4 Congressi
5 Bibliografia
6 Voci correlate
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Storia [modifica]
La disputa su nome e simbolo della DC [modifica]
In seguito allo scioglimento della Democrazia Cristiana, avvenuto nel gennaio 1994, con il conseguente cambiamento di denominazione in Partito Popolare Italiano e la successiva divisione (1995) operata dai Cristiani Democratici Uniti, si stabilì che, da un lato, al PPI, alleato della coalizione di centrosinistra, spettasse di mantenere la denominazione di Partito Popolare Italiano, e che, dall'altro, ai Cristiani Democratici Uniti, alleato della coalizione di centrodestra, spettasse di mantenere il simbolo dello scudo crociato con la scritta "Libertas".
I due partiti hanno continuato a svolgere la propria attività, con le proprie denominazioni e i propri simboli. In occasione di questa spartizione, considerato che nessuno dei due partiti era interessato alla storica denominazione di "Democrazia Cristiana", Gianfranco Rotondi (tesoriere del CDU) chiese ed ottenne che gli fosse attribuita.
Intanto, però, un gruppo di sostenitori della ex DC portò avanti l'attività di un partito che riprese la vecchia denominazione di Democrazia Cristiana, guidato da Giuseppe Alessi, Giuseppe Pizza e Aniello Di Vuolo, continuando a celebrare congressi nell'ordine numerale dello storico partito.
Nel frattempo, l'Associazione Democrazia Cristiana (costituita da Gianfranco Rotondi) manifestò l'intenzione di costituirsi in partito autonomo, chiedendo anch'essa di partecipare alla contesa di nome e simbolo. Questa situazione sfociò in una sentenza del Tribunale civile di Roma (2005), la quale stabilì che nessun partito può usare contemporaneamente la denominazione "Democrazia Cristiana" e il simbolo dello Scudo Crociato (appartenenti alla storica DC della Prima Repubblica) e che il simbolo dello Scudo Crociato spetta ancora ai Cristiani Democratici Uniti, e quindi ne può usufruire l'UDC (nel quale i Cristiani Democratici Uniti confluirono successivamente). Quanto al nome "Democrazia Cristiana", fu stabilito che esso spetta a Rotondi in virtù dell'accordo del 1995.
Il 29 dicembre 2004, Gianfranco Rotondi uscì dall'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro per rifondare la Democrazia Cristiana.
Il 25 marzo 2005, venne alla luce un altro Partito della Democrazia Cristiana, quello di Angelo Sandri, staccatosi dalla Democrazia Cristiana di Pizza dopo l'insuccesso delle elezioni europee del 2004, al quale viene anche riconosciuto l'utilizzo del titolo "Democrazia Cristiana" in relazione all'attività politica dello stesso Sandri.
Anche per queste ragioni, in un primo momento, a Gianfranco Rotondi non venne consentito di usare in Parlamento la denominazione "Democrazia Cristiana": i suoi deputati alla Camera, infatti, costituiscono la componente "Ecologisti Democratici" all'interno del Gruppo misto.
L'ultimo capitolo della vicenda è stato scritto nel novembre 2006, quando venne riconosciuta la DC di Pizza e Di Vuolo come soggetto politico continuatore della Democrazia Cristiana storica, che in realtà non è mai stata formalmente sciolta, in quanto l'unico soggetto titolato a compiere tale atto è il congresso, che in quell'occasione non fu convocato. Rotondi farà uso dell'unico appellativo di Democrazia Cristiana per le Autonomie.
La nascita [modifica]
La DC Per le Autonomie nasce in origine come Associazione Democrazia Cristiana, fondata dal deputato Gianfranco Rotondi il 25 ottobre 2004 all'interno dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro.
L'associazione decide di uscire fuori dal partito democratico-cristiano di centrodestra, costituendosi come formazione politica autonoma il 23 dicembre 2004. Una prima competizione ufficiale l'ha affrontata alle elezioni regionali del 2005, ancora in fase di costituzione e soltanto in alcune regioni.
Il suo primo congresso costitutivo si tiene a Roma il 25 giugno 2005. In quell'occasione viene deliberato di adottare l'attuale denominazione e Rotondi viene confermato segretario politico. Nominati anche Mauro Cutrufo vice segretario, Paolo Cirino Pomicino direttore politico de "La Discussione", Giampiero Catone segretario organizzativo, e Franco De Luca responsabile Enti locali.
La prima assemblea nazionale [modifica]
Il primo vertice nazionale della Democrazia Cristiana per le Autonomie dopo la sua nascita si tiene a Roma nel novembre 2005: all'ordine del giorno ci sono importanti scenari da definire, soprattutto per il progressivo avvicinarsi delle elezioni politiche. Il segretario Rotondi è favorevole all'adesione alla Casa delle Libertà, ma il vertice attende a determinarsi ufficialmente in attesa di futuri risvolti.
Intanto il partito accoglie l'adesione di nuovi affermati esponenti, tra cui il vicepresidente della Camera, Publio Fiori, che il 12 novembre viene eletto presidente del partito. Fiori era un esponente di primo piano di Alleanza Nazionale, in passato esponente della DC; ha lasciato il partito a luglio proprio in seguito alle svolte laiche del leader Gianfranco Fini (fra cui ebbe un peso determinante la decisione di votare 3 sì ai referendum sulla fecondazione assistita, mentre i cattolici erano per l'astensione).
L'adesione alla CdL e l'approdo in Parlamento [modifica]
L'adesione ufficiale alla Casa delle Libertà arriva il 12 gennaio 2006, dopo che il partito aveva già avviato contatti per raggiungere un accordo elettorale con il Nuovo PSI di Gianni De Michelis e presentare una lista unitaria alle elezioni. I movimenti annunciano l'adesione al centrodestra in una conferenza stampa con il Presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi, leader della CdL.
Il nuovo soggetto punta a rappresentare una "terza identità", un ritorno alle ideologie del passato ritenute ancora valide per la politica attuale. All'indomani delle elezioni, la lista comune "DC-PSI" ottiene 285 mila alla Camera (0,7%) e 190 mila al Senato (0,6%). Grazie alle norme previste dalla legge elettorale appena introdotta, partecipa alla ripartizione dei seggi della Camera in qualità di "miglior perdente" della coalizione (è stata la lista più votata, al di sotto dello sbarramento del 2%).
La DCA elegge quattro deputati: due con la lista DC-PSI, ossia Paolo Cirino Pomicino (che lascia l'incarico di parlamentare europeo) e Massimo Nardi; due ospitati nelle liste di Forza Italia, Francesco De Luca e Giampiero Catone (che nel febbraio 2009 si separa da Rotondi, - quotidiano Il Giornale pag. 12 del 14 febbraio 2009 -.) Al Senato vengono eletti, invece, il segretario Rotondi e Mauro Cutrufo. Tra i candidati non eletti figurava anche il comico italiano Pippo Franco come capolista al Senato nella regione Lazio.
Il partito conquista le presidenze di due gruppi parlamentari: alla Camera dei deputati, Cirino Pomicino ha guidato il gruppo parlamentare "DCA - Nuovo PSI"; al Senato, Cutrufo ha presieduto il gruppo "DCA - PRI - MPA".
A luglio 2006, Publio Fiori viene espulso dal partito, accusato di aver convocato illecitamente un congresso nazionale.
L'adesione al Popolo della Libertà [modifica]
La DCA intensifica i rapporti con la Casa delle Libertà e il suo leader Berlusconi, sostenendo di voler costituire l'anima moderata di un soggetto politico che si ispiri al Partito Popolare Europeo. Il 2 dicembre 2006 partecipa alla manifestazione nazionale contro la Finanziaria varata dal Governo Prodi accanto ai partiti del centrodestra, ad eccezione dell'UDC che intraprende una strada di opposizione autonoma.
A novembre 2007, fallito il tentativo di far cadere il Governo sull'approvazione della Finanziaria 2007, Berlusconi lancia il nuovo partito del Popolo della Libertà, verso il quale la DCA manifesta l'intenzione di aderire. L'ingresso nella DCA nel nuovo soggetto unitario del centro-destra viene poi confermato quando, dopo la caduta del Governo Prodi II e l'istituzione di elezioni anticipate, Berlusconi accelera il processo costituente del PdL in vista della campagna elettorale. Nelle elezioni politiche del 2008, la coalizione PdL-LN-MpA ottiene la maggioranza e la DCA entra nella maggioranza come membro del PdL, in attesa della definitiva nascita del Popolo della Libertà come partito unico. Per sè, il partito elegge tre deputati ed un senatore.
Nel Governo Berlusconi IV, Gianfranco Rotondi viene nominato Ministro per l'Attuazione del programma di governo.
Il Consiglio Nazionale della DCA del 13 dicembre 2008 affida all'ufficio di segreteria la procedura di scioglimento del partito per la costituzione del PdL prevista per la fine di marzo 2009.
Correnti e valori [modifica]

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Non sono ravvisabili, all'interno del partito, delle particolari correnti formalmente costituite né tendenze interne di diverso orientamento. La DCA fonda i suoi valori sul Cristianesimo democratico e sulla dottrina sociale della Chiesa cattolica.
Risultati elettorali [modifica]

Congressi [modifica]
Congresso costituente - Roma, 25 giugno 2005
Bibliografia [modifica]
Giulio Andreotti, De Gasperi e il suo tempo, Milano, Mondadori, 1956.
Pietro Scoppola, La proposta politica di De Gasperi, Bologna, Il Mulino, 1977.
Nico Perrone, Il segno della DC, Bari, Dedalo, 2002.
sito internet
Voci correlate [modifica]
Democrazia Cristiana (disambigua)
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v · d · mPartiti politici italiani del passato (Seconda Repubblica)
Maggiori
Democratici di SinistraDemocrazia è Libertà - La Margherita - Forza Italia - Alleanza Nazionale - Partito Democratico della Sinistra - Partito Popolare Italiano
Medi
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Liste unitarie
Uniti nell'Ulivo - Rosa nel Pugno - Il Girasole - Biancofiore - Popolari per Prodi - Patto dei Democratici
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Categorie: Partiti politici italiani (passato) Casa delle Libertà [altre

sabato 28 novembre 2009

Regionali, l'Udc candida Galletti: corriamo da soli, ma mano tesa al Pdl


VERSO IL VOTO DI PRIMAVERA
Regionali, l'Udc candida Galletti: corriamo da soli, ma mano tesa al Pdl
Casini chiude alla Lega: «Incompatibili con chi ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2009/28-novembre-2009/regionali-udc-candida-galletti-corriamo-soli-ma-mano-tesa-pdl-1602076695493.shtml



Sarà Gian Luca Galletti il candidato per la presidenza della Regione Emilia-Romagna dell'Udc. Un nome su cui il partito di Pier Ferdinando Casini non esclude di costruire «un’intesa più ampia, di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Mano tesa dunque al Pdl, ma chiusura netta verso una Lega Nord che «ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari». Sono queste le parole del leader nazionale dell'Udc, che ha aperto a Bologna gli stati generali del partito riunito proprio per parlare dell’appuntamento elettorale della prossima primavera.

REGIONALI - Gian Luca Galletti, attualmente vicepresidente della commissione Bilancio della Camera «ha dimostrato nei fatti in questa regione e in Parlamento di lavorare con grandissima serietà e produttività». Secondo Casini in Emilia-Romagna «si deve cambiare aria e una discontinuità è necessaria». L’auspicio del leader dell’Udc è di poter costruire sulla candidatura di Galletti «un’intesa più ampia di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Casini ammicca «anche a chi nell’ambito del Pdl ritiene sia necessaria un'alternativa». Nessuna intesa possibile invece con la Lega Nord: «A chi ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari non chiediamo di fare alcuna strada insieme perchè sono due idee incompatibili». Casini insiste: «A chi ha ritenuto che i problemi della sicurezza si risolvessero con le ronde non chiediamo di fare alcuna strada insieme. Perché queste sono grandi sciocchezze», conclude.

IL CANDIDATO - «Abbiamo rotto gli indugi, con il Pdl ci vogliamo confrontare sul programma». È stato il commento di Gian Luca Galletti. Nel suo intervento, dal palco degli stati generali ha avanzato le sue proposte anticrisi, tutte all'insegna della famiglia: riduzione dell’addizionale Irpef, con l’applicazione del quoziente familiare per avvantaggiare le famiglie numerose; una revisione dell’Isee, introducendo un correttivo per sostenere le famiglie al crescere del numero dei figli; riduzione dell’Irap per le imprese; e una revisione del patto di stabilità per consentire a Comuni e Province virtuosi di utilizzare parte del bilancio regionale per fare investimenti sul proprio territorio. «Su queste cose ci vogliamo confrontare, non ci interessano tanto le soluzioni politico-geografiche - ha spiegato - che spostano le cose un po' più a sinistra o un po' più a destra... ci interessano le cose che riguardano i cittadini dell’Emilia-Romagna, perchè siamo preoccupati per il futuro di questa regione». E sulla mano tesa al Pdl, Galletti ha commentato: «Vedo che il Pdl è molto in ritardo sulle candidature, dipenderà molto da cosa vogliono fare. Oggi penso che la nostra posizione sia molto chiara: abbiamo un nostro candidato in campo». E a chi ha avanzato l’ipotesi di un suo ritiro in futuro in caso di accordo, ha risposto sorridente: «Scusate, mi sono appena candidato, mi volte far già ritirare? Lo trovo un po' prematuro».


28 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE PATRIZIO GATTUSO (PDL) APPARSO IN DATA ODIERNA SUL CARLINO BOLOGNA

Bologna, 19.11.2009
IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE PATRIZIO GATTUSO (PDL) APPARSO IN DATA ODIERNA SUL CARLINO BOLOGNA
In data odierna, ho appreso con estremo disappunto che il Consigliere Comunale di Bologna Gattuso del PdL ha scritto un infelice articolo pubblicato sul Carlino Bologna, nel quale parla apertamente di accordi pre-elettorali tra l’UDC e il PD in vista delle prossime elezioni regionali .
Partendo dal presupposto che questo mio intervento ha lo scopo di essere solo ed esclusivamente una risposta a titolo personale al sopracitato consigliere, (e premettendo inoltre che il sottoscritto è stato iscritto alla DC di Imola dall’età di 16 anni per poi aderire al CCD di Casini ed inseguito all’UDC e che ha ricoperto per due mandati l’incarico di consigliere circoscrizionale sotto le fila della DC e un mandato nella fila del CCD ad Imola quale Consigliere Comunale capogruppo e che recentemente ha corso ottenendo un risultato lusinghiero alle elezioni provinciali di Bologna nel distretto 12 Bologna Massarenti per l’UDC sostenendo il caro amico Gianluca Galletti alla Presidenza della Provincia di Bologna ed è stato il secondo dei non eletti al Consiglio Comunale di Imola nella lista civica di centro destra) e ricordando inoltre che il sottoscritto non si è mai sottratto ai suoi doveri istituzionali nei confronti del Partito in cui milita e che ne ha sempre condiviso completamente le scelte, soprattutto quella di avere avuto il coraggio – nonostante le altre forze politiche facessero di tutto per creare alleanze pur di portare a casa a tutti i costi una maggioranza tale da poter governare - di correre da soli nelle competizioni elettorali per sostenere le proprie idee. L’elettorato ha premiato le nostre scelte dimostrando così di condividerle. E il successo riportato alle ultime elezioni provinciali ne è testimone.
Voglio specificare il mio estremo rispetto per l’intensa attività politica e per la coerenza che il Consigliere Gattuso ha sempre dimostrato e continua a dimostrare nella sua carriera politica, ma, sinceramente in questo caso parlando apertamente di consociativismo ha mancato completamente di lungimiranza oltre ad aver espresso giudizi assolutamente prematuri rispetto a quello che sarà la campagna elettorale e le relative alleanze per le Regionali 2010 . A mia opinione, e con tutto il rispetto e la simpatia per la persona del Consigliere Gattuso, e sottolineando che questa mia non è affatto una presa di posizione personale nei suoi confronti ma esclusivamente l’espressione di una divergenza di vedute, di opinioni e di giudizi rispetto a quanto da lui sostenuto nel citato intervento sull’UDC aggiungo – senza voler insegnare niente a nessuno – che prima di entrare in casa degli altri “partiti” sarebbe il caso che il Consigliere valutasse attentamente le faide, le incomprensioni, le mancanze di accordo, i tentativi di prese di potere, i continui attacchi personali, la mancanza di unità che , quotidianamente, sono all’ordine del giorno all’interno del PD, tra il PD e i di pietristi che hanno fatto del giustizialismo forcaiolo a tutti i costi la ragione di essere partito. E problematiche similari attanagliano il PdL anche se su fronti e per ragioni in pare diverse.
Del resto, sarebbe importante il fatto che il Consigliere si occupasse di far politica in maniera costruttiva per la città, piuttosto che di entrare in casa UDC presupponendo di conoscerne le manovre tattiche; di contro, rimango stupito del fatto che non ha perso occasione nel suo intervento in questione per dimenticare che il nemico da combattere per noi cattolici è il comunismo ed il comunismo mascherato del PD (vista anche la recente infelice elezione di Bersani a segretario) e l’accantonamento del moderato Franceschini. Ancor più voglio ricordare che l’infausta scelta fatta dal PdL di candidare a sindaco un imprenditore (che per tutta la campagna elettorale non ha fatto altro che ribadire la sua lontananza da Berlusconi tanto da affermare che nel caso in cui Berlusconi si fosse presentato a Bologna lui si sarebbe recato in altro luogo) è la dimostrazione della mancanza assoluta della voglia di vincere nonché del fatto che il PdL non sia stato in grado di trovare un degno antagonista a Delbono. Resto dell’opinione che se tutti noi avessimo trovato un accordo e avessimo appoggiato l’amico Guazzaloca il risultato sarebbe stato notevolmente migliore.
Dulcis in fundo, l’UDC , erede di una grande tradizione democratica dello Scudo Crociato, che – come simbologia veniva alzato per proteggere la democrazia dalle falci e dai falcetti lanciatile contro dal comunismo – ha fatto in modo che l’Italia grazie a De Gasperi e a tutti i suoi sostenitori sia stata un Paese che ha potuto evitare le conseguenze di una dittatura comunista come invece è capitato al blocco dell’Est. E dobbiamo anche di questo ringraziare le profonde radici cristiane del nostro Paese che fanno parte indelebilmente della nostra cultura che tanto fanno oggi per dimenticarle e per eliminarle. Ed a questo aggiungo e ricordo che l’Italia oltre a dover molto al cattolicesimo e al Vaticano deve molto agli alleati, in particolare agli Statunitensi che sono venuti a farsi ammazzare in Europa ed in Italia per liberarci da quello che rimaneva del fascismo e, soprattutto, dai nazisti.
Spero che il mio pensiero sia stato espresso con metodo costruttivo ed in modo chiaro e soprattutto nel rispetto delle persone e delle reciproche idee e che non esuli assolutamente da un sano ed intelligente confronto politico su tematiche utili al miglioramento continuo del benessere dei cittadini della vostra città.
Pietro Berti – UDC - Imola, Operatore CdIE Bologna

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