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1 Storia, profilo societario e settori di attività2 Centri di produzione televisiva3 Publitalia '80 e le concessionarie di pubblicità4 Le reti generaliste: Canale 5, Italia 1 e Rete 45 Il digitale terrestre: i canali tematici, la pay-tv Premium, l'alta definizione 3D6 I canali digitali satellitari e la piattaforma Tivù Sat7 Internet e la TV su PC: Mediaset.it e Video Mediaset8 Il DVB-H, la TV digitale in mobilità9 Produzione e distribuzione cinematografica con Medusa10 I diritti televisivi e cinematografici11 Rilevazioni Auditel12 Telecinco, le attività internazionali e le partecipate estere13 Testate giornalistiche14 I Master universitari15 Mediafriends, Link e le attività socio-culturali16 Principali azionisti17 Società del Gruppo Mediaset18 Canali televisivi e piattafome pay-tv18.1 Canali analogici terrestri18.2 Canali digitali terrestri (SD e HD)18.3 Canali digitali satellitari (SD)18.4 Canali digitali via cavo (SD e HD)18.5 Canali digitali via rete mobile (SD)18.6 Piattaforme digitali pay-tv, pay per view e video on demand (SD, HD e 3D)19 Dati societari20 Organi sociali21 Logo22 Critiche22.1 Lodo Retequattro22.2 Anime22.3 Pubblicità22.4 YouTube22.5 Faziosità22.6 Auditel22.6.1 Il "Caso Englaro"22.7 Rapporti con i dipendenti22.8 TV Trash in Italia e Spagna22.9 Controprogrammazione23 Voci correlate24 Fonti25 Note26 Collegamenti esterni//
Storia, profilo societario e settori di attività [
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Il gruppo televisivo di
Fininvest venne fondato a
Milano il
7 settembre 1978 da
Silvio Berlusconi, allora in veste di presidente (attualmente azionista di maggioranza), con l'inaugurazione ufficiale del
canale televisivo locale via etere
Telemilano (poi
Telemilano 58)
[4]; due anni più tardi, assunto il riconoscimento giuridico di
rete su scala nazionale, venne rinominato
Canale 5.
Il primo logo di
Canale 5, in onda dal
1980 al
1982Telemilano, precedentemente denominata
Telemilanocavo (ai tempi si trattava di una
emittente a trasmissione via cavo), venne ceduta a Fininvest da
Giacomo Properzj ad un
prezzo simbolico come emittente locale esclusiva del centro residenziale di
Milano Due, realizzato negli stessi anni dallo stesso Berlusconi e situato nel comune di
Segrate, confinante con Milano. Nello stesso anno la sentenza n. 202 della
Corte costituzionale decretò la libertà di esercizio per le reti televisive locali private via etere, favorendo lo sviluppo del
modello televisivo commerciale. Pochi anni dopo Fininvest, acquisì e sviluppò anche altri due
network nazionali nati in quel periodo:
Italia 1 nel
1982 e
Rete 4 (
Retequattro) nel
1984. La costituzione e il mantenimento da parte dell'azienda di un tale assetto a tre reti, nonché la relativa diffusione analogica su scala nazionale e la quota di raccolta pubblicitaria detenuta, utile al finanziamento dell'impresa, diedero luogo nel corso degli anni a una lunga serie di complesse vicende politico-giudiziarie.
L'attuale denominazione come Gruppo Mediaset ebbe origine quindici anni dopo la sua fondazione, il
15 dicembre 1993, con la nascita di Mediaset s.r.l.
[5], che rilevò il ramo d'azienda della società
Reteitalia, nata nel
1979, relativo alla gestione dei diritti di sfruttamento televisivi. Nel
gennaio 1994 Silvio Berlusconi si dimise da tutte le cariche ricoperte nel gruppo Fininvest per fondare il movimento politico di
centro-destra Forza Italia, dal
2008 Popolo della Libertà, lasciando la guida del Gruppo a
Fedele Confalonieri, tuttora presidente in carica; la società televisiva in quello stesso anno venne ridefinita
Società per Azioni. Nel
1995 fu quindi definitivamente scorporata da Fininvest nella neonata subholding Mediaset S.p.A. e aperta a soci esterni: i principali istituti di credito italiani e alcuni investitori stranieri, tra cui l'imprenditore tedesco
Leo Kirch, il principe saudita
Al-Walid bin Talal e
Johann Rupert.
Il
15 luglio 1996 approdò quindi in borsa, direttamente nel
MIB30 grazie a una
capitalizzazione di circa 8.200 miliardi di
Lire, con un collocamento di 7.000 Lire ad
azione (3,62 €)
[6], raccogliendo rapidamente circa 300.000 azionisti: Fininvest, da allora, detiene la maggioranza delle azioni (attualmente 38,98%). Nel
1998 la holding della famiglia Berlusconi rifiutò ufficialmente l'offerta di acquisto da parte del magnate australiano
Rupert Murdoch, intenzionato a rilevare Mediaset per un cifra di 7.000 miliardi di Lire
[7]; nel
2000, a meno di quattro anni di distanza dalla quotazione, il titolo superò la soglia di 52.000 Lire ad azione (circa 27 €), il suo massimo storico
[8]. Nel
2005 entrò poi a far parte anche del mercato finanziario
statunitense con il programma ADR (American Depositary Receipt) Level 1;
JPMorgan Chase è la
banca depositaria.
Sin dalla sua nascita rappresenta il primo network di emittenti private in Italia all'interno di un polo cine-televisivo denominato
R.T.I. - Reti Televisive Italiane, attualmente guidato dal figlio del fondatore,
Pier Silvio Berlusconi, creato nel
1984 dall'unione delle tre reti nazionali analogiche
fre to air in grado di generare oggi circa il 40% degli ascolti televisivi (
share):
Canale 5,
Italia 1 e
Rete 4, finanziate totalmente dalla pubblicità, da sempre gestita in esclusiva dalla propria concessionaria
Publitalia '80, fondata appositamente per la nascita di Canale 5 e divenuta rapidamente leader in Italia nel mercato della raccolta pubblicitaria. Detiene inoltre l'intera rete di trasporto per la diffusione del segnale televisivo analogico e
digitale terrestre attraverso
Elettronica Industriale, maggiore operatore di rete televisiva nazionale, nonché propri studi per la produzione di programmi televisivi attraverso
Videotime. Produce autonomamente programmi di informazione attraverso sette diverse
testate giornalistiche. Ha come concorrenti dirette la televisione di Stato
RAI e
Telecom Italia Media, con le quali tuttavia spartisce quote societarie della controllata
Tivù, oltre il
Gruppo Editoriale L'Espresso e le rispettive concessionarie
Sipra,
Cairo Communication,
Mtv Pubblicità e
A. Manzoni & C..
Dal
1999 è presente nel settore
multimediale con
Internet, attraverso una serie di servizi disponibili sul
portale http://www.mediaset.it/ (precedentemente denominato MOL - Mediaset On Line): video gratuiti in esclusiva ad alta qualità (Video Mediaset), informazione (
TGcom) e rubriche
sportive (
Sport Mediaset),
e-commerce (
Mediashopping),
community, servizi per
telefonia cellulare, informazione aziendale (Qui Mediaset). Il portale è tra i siti più visitati dagli italiani
[9].
Attraverso la società
Media Shopping, costituita nel
2004 ed editrice del canale televisivo omonimo, detiene il primato nel mercato delle vendite a distanza ed è presente in oltre 900 punti vendita nel settore della
grande distribuzione italiana, tra cui
Carrefour,
Auchan,
Billa,
Iper e
Autogrill.
È attiva nel settore della
pay-tv, in cui iniziò a muovere i primi passi già nel
1990 ancora come Fininvest, con la creazione della prima piattaforma analogica terrestre a pagamento italiana:
Tele+, in società con
Vittorio Cecchi Gori e Leo Kirch, fino al
1998, anno in cui cedette le proprie quote. Dal
2005 è tornata sul mercato con un servizio nazionale di totale ed esclusiva proprietà, denominato
Mediaset Premium, disponibile via
digitale terrestre e via
cavo (
IPTV) con
Alice Home TV e
TV di Fastweb, in cui oggi figurano più di venti canali, di cui alcuni in
alta definizione (HD) e in
3D; dieci di proprietà esclusiva denominati
Mya,
Mya +1,
Joi,
Joi +1,
Premium Calcio,
Premium Cinema,
Premium Cinema HD,
Premium Cinema Emotion,
Premium Cinema Energy e
Hiro, due in collaborazione con
NBC Universal di nome
Steel e
Steel +1, dieci canali di servizio dedicati al calcio nazionale e internazionale (
Premium Calcio 1-2-3-4-5-6), (
Premium Calcio HD 1 e HD 2), al
Motomondiale (
Premium MotoGP) e ai
reality show autoprodotti (
Premium Extra), oltre alla distribuzione di
Disney Channel,
Disney Channel +1,
Playhouse Disney,
Cartoon Network e
Studio Universal (quest'ultimo in distribuzione esclusiva). Sulla stessa piattaforma gestisce il proprio servizio
video on demand in alta definizione, denominato
Premium-on-Demand HD, fruibile esclusivamente attraverso appositi
set top box.
La
pay-tv Mediaset Premium lanciata a
gennaio 2005Nel ramo pay-tv e
pay per view ha come concorrente diretta
Dahlia TV del gruppo
AirPlus TV presente in digitale terrestre nazionale, nonché la piattaforma
digitale satellitare di
SKY Italia (con cui detiene accordi commerciali), attraverso un'offerta televisiva alternativa per numero di canali, tipologia di programmi, modalità di acquisto e pagamento. Alla fine di
aprile 2010, ha superato la quota di 4,3 milioni di attivazioni al servizio
[10], consolidando il proprio primato europeo nel business della pay-tv su digitale terrestre
[11].
Possiede inoltre altri sei canali nazionali non a pagamento (
FTA), a carattere tematico e semigeneralista, in digitale terrestre:
Boing,
Iris,
La 5,
Mediaset Extra,
TG Mediaset e
Mediashopping. Questi vanno ad aggiungersi ai tre canali generalisti principali, trasmessi anch'essi in digitale terrestre nazionale già dal
2003. Dal
2009 propone gratuitamente nelle aree
switch-off i tre canali generalisti anche nella versione ritardata di un'ora:
Canale 5 +1,
Italia 1 +1 e
Rete 4 +1, oltre che in alta definizione (
Canale 5 HD,
Italia 1 HD e
Rete 4 HD) .
Dal
2006 detiene costanti rapporti commerciali nel settore delle
telecomunicazioni con tutti i principali operatori italiani di
telefonia fissa e
mobile, in particolar modo con
Telecom Italia, per la distribuzione digitale di tutti i propri canali nazionali
free to air, dei contenuti televisivi e dell'offerta in pay-tv, via
rete mobile (
DVB-H) oltre che via cavo (
IPTV).
Nel
2008 ha attivato un canale satellitare denominato
Mediaset Plus, in esclusiva sulla piattaforma
SKY, e da
luglio 2009 replica tutta la propria offerta televisiva non a pagamento in digitale terrestre, sulla piattaforma satellitare gratuita
Tivù Sat della società
Tivù, controllata al 48%.
L'azienda si sviluppa anche in ambito internazionale. Sin dal
1989 opera in
Spagna e dal
2003 è azionista di riferimento, attraverso la controllata Mediaset Investimenti, del
Grupo Gestevisión Telecinco (50,13%) editrice dell'omonimo canale anch'esso free to air; a
dicembre 2009 ha ufficializzato l'acquisto dell'emittente
Cuatro, portando a otto il numero complessivo dei propri canali nazionali (
Telecinco,
La Siete,
FDF Telecinco,
Cincoshop,
Cuatro,
CNN+,
40 latino e
Canal Club) e rilevando altresì il 22% della piattafoma satellitare a pagamento
Digital+.
Dal
2007 detiene una quota del 33% dell'
olandese Endemol attraverso Mediaset Investment Sarl. È attiva inoltre dal
2008 nel mercato televisivo
nordafricano, con una partecipazione del 25% nel canale televisivo satellitare in
lingua francese Nessma (visibile anche in Italia e in tutta
Europa), e
cinese, con la partecipazione del 49% in
Sportnet Media e accordi commerciali con il canale sportivo
China Sport Programs Network (
CSPN). Attraverso Telecinco possiede una quota rilevante del canale
nordamericano CV Network (CaribeVisión). Per mezzo della concessionaria internazionale Publieurope, nata nel
1996, gestisce la vendita di spazi pubblicitari su più di venti canali televisivi europei, tra cui le reti del gruppo televisivo multinazionale
ProSiebenSat.1.
Dal
2007 è attiva nel mercato
cinematografico attraverso
Medusa, già controllata da Fininvest dal
1995, società leader assoluta in Italia nella
produzione e
distribuzione cinematografica di
film italiani e internazionali, specializzata anche nell'
home entertainment, nella realizzazione e gestione di sale e
multisale cinematografiche presenti sul territorio nazionale; si contano attualmente 27 centri cinematografici appartenenti dal
2009 alla società
Capitolosette, partecipata al 49%, proprietaria del circuito
The Space Cinema, nato dalla fusione di
Medusa Multicinema e
Warner Village Cinemas. Dalla
joint venture tra Medusa Film e la casa di produzione capitolina di
fiction d'autore
Taodue, acquisita nel corso del 2007, è stata creata una major, Med Due, per la produzione di contenuti italiani per la TV e il
cinema. Nella distribuzione cinematografica in Italia ha come concorrenza diretta le major americane
Universal,
Warner e
Fox.
Attraverso accordi commerciali con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee e alle proprie risorse produttive, tra cui le partecipate
Fascino PGT,
Mediavivere e
Ares Film, detiene un'immensa library di diritti televisivi e cinematografici. È presente sia in campo accademico con una serie di
master universitari, che nell'ambito socio-culturale attraverso l'organizzazione di eventi e le iniziative della propria
Onlus denominata Mediafriends.
Centri di produzione televisiva [
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Milano (Cologno Monzese), Centro di Produzione - Sede Centrale - Via Cinelandia
Milano (Segrate), Palazzo dei Cigni - Centro Direzionale di
Milano DueMilano (Segrate), T.O.C. - Via Marconi, 27
Roma, Centro Safa Palatino - Piazza SS. Giovanni e Paolo, 8
Roma, Helios - Via Tiburtina, 1361
La torre Mediaset, inaugurata nel
1994, situata all'interno del Centro di Produzione di
Cologno Monzese (
Milano).
Mediaset trasmette sulle proprie reti circa 26.000 ore di programmazione all'anno; un terzo sono frutto di produzioni realizzate autonomamente.
La produzione di programmi televisivi italiani è garantita da
R.T.I., attraverso la controllata
Videotime, società presieduta da
Franco Ricci, che dal
1982 gestisce lo sviluppo e il mantenimento tecnologico di studi, sale di postproduzione, grafiche e regie mobili.
A
Milano -
Cologno Monzese, adiacente alla sede centrale del Gruppo, è situato il centro di produzione
TV principale, nato sulle ceneri degli ICET Studios - Cinelandia, teatri di posa e studi di incisione utilizzati negli anni sessanta e settanta per fare concorrenza a
Cinecittà con la creazione di una sede cinematografica milanese. Gli studi, acquistati nel
1983 da
Fininvest, furono debitamente ampliati e ristrutturati per ospitare le maggiori produzioni della nascente televisione privata. Oggi quest'area ospita più di 10 studi di registrazione tra i quali uno dei più grandi d'
Europa[12] (Studio 20), uffici, bar e ristoranti, zone commerciali e
fitness, con all'interno una serie di servizi dedicati esclusivamente ai dipendenti e agli artisti (Mediacenter), oltre a quelle specifiche per la produzione televisiva e per la trasmissione terrestre e via satellite e del segnale nazionale e internazionale.
Un altro centro di produzione ha sede nel Centro Direzionale di
Milano Due (Palazzo dei Cigni), rilevato nel
1976, in cui principalmente risiedono le redazioni giornalistiche di
Studio Aperto,
Tg4 e di
Striscia la Notizia, così come gli studi da cui questi programmi vanno in onda. Questo palazzo rappresenta la sede storica ove nacque la prima rete,
Canale 5, e in cui vennero registrati già nel
1978 i primi programmi di Telemilano.
A
Milano -
Segrate, nella sede denominata TOC, ha sede un moderno centro di emissione completamente digitale, in cui vengono prodotti e irradiati i canali digitali terrestri, satellitari e i contenuti veicolati tramite
IPTV. Si trovano inoltre gli studi in cui vengono realizzate televendite, annunci e telepromozioni in onda sia sulle reti generaliste, sia sul canale tematico
Mediashopping.
A
Roma si trovano il centro di produzione Helios, di cui Videotime detiene il 30% (la restante parte è di proprietà di Titanus S.p.A.), e il Centro Safa Palatino, nato nel
1984, in cui oggi vengono realizzati i programmi di approfondimento giornalistico come
Matrix e il
Tg5 e dove hanno sede le redazioni romane di
Tg4 e
Studio Aperto.
Per alcune produzioni vengono utilizzati eccezionalmente altri teatri e studi, come
Cinecittà a
Roma per il
reality show Grande Fratello e Telecittà Studios a
San Giusto Canavese (
Torino) per la fiction
CentoVetrine.
Publitalia '80 e le concessionarie di pubblicità [
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Per via della propria tipologia di
business, Mediaset controlla uno dei più grandi gruppi di
raccolta pubblicitaria del mondo
[13] attivo soprattutto, ma non solo, nel settore televisivo. La società di punta è
Publitalia '80, fondata nel
1979 dallo stesso
Berlusconi e oggi guidata da
Giuliano Adreani, concessionaria multinazionale di pubblicità per le reti nazionali generaliste e tematiche da anni leader nel mercato italiano ed europeo
[14] con sede principale nel Centro Direzionale di
Milano Due (Palazzo Cellini), a
Segrate (
Milano).
Publitalia '80, con circa 3 miliardi di Euro di fatturato annuo complessivo, è il principale canale finanziario in entrata del Gruppo e controlla totalmente altre due concessionarie minori:
Publieurope, filiale multinazionale attiva dal
1996 sui mercati e i media esteri con sede centrale a
Londra, e
Digitalia '08, nata nel
2008 (precedentemente denominata
Promoservice Italia), delegata alla vendita di pubblicità sui canali realizzati per il
digitale terrestre e
satellitare, per le attività legate al pagamento della pubblicità in cambio merce. Detiene inoltre il 50% di
Mediamond per la vendita di spazi pubblicitari presenti sui siti
Internet del gruppo e di
Mondadori.
La raccolta pubblicitaria in
Spagna è affidata dal
1988 a
Publiespaña, concessionaria del
Grupo Telecinco, che con circa 1 miliardo di Euro di fatturato annuo detiene il primato in ambito nazionale; la sede principale è situata nel centro di
Madrid[15]. Publiespaña, controlla inoltre la concessionaria
Publimedia Gestiòn per la commercializzazione di contenuti audiovisivi per la televisione via cavo e digitale terrestre, la vendita di format tv e di pubblicità sui diversi siti Internet spagnoli del gruppo (divisione Advanced Media).
Nel
2009 è stata creata la concessionaria
Nessma Advertising per la raccolta pubblicitaria del canale satellitare
Nessma presente nel
Maghreb.
Le reti generaliste: Canale 5, Italia 1 e Rete 4 [
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Canale 5, lanciata nel
1980, è la rete ammiraglia.
Mediaset è nata dal conferimento da parte di
Fininvest di un polo televisivo (
R.T.I.) costituito da tre
reti analogiche terrestri nazionali (
network), finanziate esclusivamente dalla pubblicità e in libera visione (
free to air):
Canale 5, lanciata nel
1980,
Italia 1, acquistata dall'editore
Edilio Rusconi nel
1982, e
Rete 4 (
Retequattro), rilevata dalla casa editrice
Mondadori e da
Giulio Perrone e
Carlo Caracciolo nel
1984. Esattamente trent'anni dopo la nascita della tv in Italia con
RAI (
1954), venne costituito un gruppo di reti generaliste private totalmente gratuite e a parità numerica delle reti televisive di Stato, finanziate in gran parte dall'
imposta sul
canone televisivo in quanto di
servizio pubblico. L'assetto a tre reti raggiunto nel
1984, così come avvenne già per RAI nel
1979, permise al gruppo privato di entrare in concorrenza a pieno titolo con la tv pubblica, muovendosi subito per l'acquisizione delle frequenze televisive necessarie per la diffusione nazionale del segnale, nonché di contenuti e programmi in esclusiva. Già nel
1980, per il lancio di Canale 5, vennero acquisiti dai network americani
ABC,
CBS e
NBC circa 6.000 ore di cinema e serie tv di grande successo, tra le quali
Dallas, ed eventi sportivi. Inoltre in quegli stessi anni approdarono alle reti commerciali, lasciando la RAI, alcuni dei più noti volti e autori televisivi di allora, primi fra tutti
Mike Bongiorno,
Corrado Mantoni,
Raimondo Vianello,
Sandra Mondaini,
Maurizio Costanzo,
Gigi Sabani e successivamente molti altri. Nel corso degli anni ottanta le autoproduzioni aumentarono esponenzialmente, così come l'idezione di
format televisivi di successo (
quiz,
talk show e
varietà) destinati a varie tipologie di pubblico, soprattutto giovane, trasmessi per anni:
Attenti a noi due,
Ok il prezzo è giusto,
Superflash e
Telemike,
Drive In,
Premiatissima,
Risatissima,
Il pranzo è servito,
Deejay Television,
Bim Bum Bam,
Maurizio Costanzo Show,
Buona Domenica,
Il gioco delle coppie e molti altri. In pochi anni le tre reti conquistarono un volume di ascolti solo di poco inferioriore alle emittenti statali, divenendo così un punto di riferimento alternativo dell'offerta televisiva nazionale e richiamando altre celebrità della televisione nazionale come
Pippo Baudo e
Raffaella Carrà, poi tornati in RAI. Nel
1991, grazie alla
legge Mammì che consentì alle reti commerciali di trasmettere in
diretta nazionale per favorire il pluralismo informativo, iniziò a produrre anche informazione giornalistica e
telegiornali su ogni rete (prima con
Studio Aperto, poi si aggiunsero
Tg4 e
Tg5 nell'anno successivo) e a trasmettere in tempo reale programmi d'intrattenimento (il primo fu
Buona Domenica), eventi di cronaca, di costume e sportivi (
calcio,
Formula 1,
ciclismo e
Motomondiale); fino ad allora difatti tale servizio era concesso esclusivamente alla televisione di Stato. Con gli anni novanta le tre reti si affermarono definitivamente, raggiungendo un indice totale di ascolto pari alle tre reti statali, grazie alla grandissima varietà di programmi, all'informazione prodotta dal Tg5 diretto da
Enrico Mentana e dalle altre due testate giornalistiche, infine alla consacrazione di una nuova generazione di conduttori di successo come
Gerry Scotti,
Fiorello,
Ezio Greggio,
Marco Columbro,
Lorella Cuccarini,
Alberto Castagna,
Amadeus,
Teo Teocoli,
Enrico Papi,
Simona Ventura e
Maria De Filippi. Dopo il
2000, con l'arrivo in Italia della prima edizione del programma
Grande Fratello trasmesso su
Canale 5 e di altri nuovi format televisivi di successo distribuiti su scala nazionale (
reality show e
talent show), si aggiunsero ai precedenti personaggi dello spettacolo altri nuovi volti per lo più femminili, divenuti poi famosi, quali
Daria Bignardi,
Barbara D'Urso,
Alessia Marcuzzi,
Federica Panicucci,
Paola Perego e
Michelle Hunziker, dando corso a una fase di mantenimento della quota di ascolti raggiunta nel corso degli anni precedenti.
Le tre reti, convertite in
digitale terrestre nel
2003 e disponibili in libera visione anche in
digitale satellitare dal
1997, hanno caratteristiche differenti: Canale 5 (diretta da
Massimo Donelli) è la rete ammiraglia destinata al vasto pubblico delle famiglie con un indice di ascolto medio pari al 20%, Italia 1 (diretta da
Luca Tiraboschi) offre una una programmazione destinata maggiormente ai giovani realizzando circa il 9% degli ascolti, mentre Rete 4 (diretta da
Giuseppe Feyles) trasmette programmi più tradizionali tra cui anche sport, divulgazione scientifica e approfondimento giornalistico, attestandosi intorno a un valore del 7% di
share.
Italia 1, rilevata nel
1982, è la rete giovane.
Le prime due reti ricevettero regolare e definitiva concessione a livello nazionale nel
1999, a distanza di nove anni dalla prima legge italiana organica di sistema per la disciplina del settore radiotelevisivo pubblico e privato, denominata
Legge Mammì. Tale legge seguì ad un periodo, dal
1984 al
1989, nel quale l'assenza di precise regolamentazioni e di leggi (
vacatio legis) per un settore in fase di radicale cambiamento, portarono a una serie di provvedimenti transitori nel corso delle varie
legislature. Già nel
1984, venne varato dal governo a guida
socialista di
Bettino Craxi il cosiddetto
Decreto Berlusconi, convertito poi in
legge nel
1985, finalizzato ad impedire interventi della
magistratura atti a sospendere la diffusione simultanea in differenti aree regionali di programmi trasmessi da
Canale 5,
Italia 1,
Rete 4 e altre emittenti private, già presenti a centinaia sul territorio, in attesa di una nuova legge per la regolamentazione radiotelevisiva. La legge fino allora vigente non prevedeva, ma nemmeno escludeva, la possibilità per i privati di interconnettere i propri ripetitori situati in regioni diverse in modo da poter trasmettere lo stesso programma in tutto il territorio nazionale. La sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del
1976 cancellò il monopolio televisivo pubblico, ma solo in ambito locale, senza che nulla fosse poi stabilito dal
Parlamento in ambito nazionale. La creazione di un gruppo di canali televisivi nazionali si rivelò di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte che, già dal
1960 (n. 59/1960), mostrò il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più seguente pronunciamento del
1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati delle frequenze via etere a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'
articolo 21 della Costituzione. Difatti, dopo le denunce della RAI e dell'associazione delle emittenti locali (ANTI) avvenute nel
1982, le reti Fininvest vennero oscurate contemporaneamente a
ottobre del
1984 per alcuni giorni in tre regioni d'Italia, a seguito della disposizione dei
pretori di
Torino,
Roma e
Pescara, secondo i quali il sistema di interconnessione simultanea regionale a mezzo di videocassette violava ugualmente l'articolo 195 del Codice Postale datato
1973, ovvero il monopolio sulla trasmissione nazionale da parte della tv pubblica. La diffusione dei programmi, tuttavia, avveniva con una minima differita tra ogni regione comprovando che ciascuna emittente locale trasmetteva autonomamente secondo le norme allora vigenti. A seguito di questo oscuramento avvennero in queste città manifestazioni popolari per richiedere l'immediato ripristino delle reti Fininvest
[16]. Questi episodi contribuirono a spingere il governo alla conversione in legge del Decreto Berlusconi che aprì la strada alla creazione di network televisivi privati anche in Italia, così come accadde in altri Paesi dell'
Europa Occidentale negli stessi anni, seguendo il già avviato modello statunitense tra cui spiccavano ABC, CBS e NBC.
La posizione di Rete 4 è stata differente per molti anni per via di una serie di altre vicende politico-giudiziarie (
Lodo Retequattro). Una volta effettuata l'acquisizione da parte di Finininvest nel
1984, l'anno seguente venne avviata una trattiva per la cessione dell'emittente all'industriale
Callisto Tanzi, già operante nel settore televisivo. Ciò avvenne per presunti motivi politici collegati alla
Democrazia Cristiana, allora partito di governo
[17]. Sfumata l'operazione, la
Corte Costituzionale a distanza di tre anni, nel
1988, giudicò anticostituzionale la concessione di tre reti analogiche nazionali ad un unico soggetto privato, nuovamente in violazione dell'
articolo 21 della Costituzione Italiana. Al contrario di quanto espresso dalla Corte, nel
1990 la rete ottenne ugualmente la concessione a trasmettere sul territorio nazionale ai sensi della
Legge Mammì appena varata dal governo guidato da
Giulio Andreotti. Nel
1994, con una nuova sentenza, la Corte sancì l'incostituzionalità della legge e così, nel
1995, pochi mesi dopo l'ingresso in politica di
Silvio Berlusconi, venne promosso un
referendum popolare per l'abrogazione delle norme che consentivano la concentrazione di tre reti televisive a un unico soggetto privato (
legge Mammì); l'esito negativo della votazione legittimò il mantenimento dell'assetto esistente ponendo apparentemente fine alle controversie. Nel
1997 la situazione mutò nuovamente: con l'approvazione della
Legge Maccanico, durante il governo di
centro-sinistra guidato da
Romano Prodi, venne vietato ad uno stesso soggetto di essere titolare di concessioni o autorizzazioni che consentissero di irradiare più del 20% delle reti televisive analogiche in ambito nazionale, quindi esclusivamente a Mediaset, unico caso esistente in Italia. La legge stabilì inoltre che le "reti eccedenti", quindi Rete 4, avrebbero potuto continuare a trasmettere anche dopo il nuovo limite fissato per il
1998, a patto che fossero affiancate alle trasmissioni analogiche quelle con segnale digitale (intese allora come cavo e satellite, ancora poco diffuse), per poi permettere un passaggio più graduale e definitivo verso queste ultime. Ciò sarebbe avvenuto solo quando l'
Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avesse accertato che in Italia la diffusione di antenne paraboliche per la ricezione del segnale satellitare fosse congrua; termine, quest'ultimo, che non esprimendo una quantità, fu lasciato alla discrezione della stessa Autorità e mai più definita.
Rete 4, acquisita nel
1984, è la rete tradizionalista.
Nel
luglio 1999, sulla base della legge e della graduatoria approvata dalla Commissione e differenza delle reti Fininvest
Canale 5 e
Italia 1, a
Rete 4 non fu rilasciata la concessione nazionale analogica, seppure già attiva da oltre sedici anni; la licenza invece venne accordata a
Europa 7, una nuova emittente non ancora attiva e in fase di avviamento. Per via di un'autorizzazione ministeriale, approvata dal governo di
centro-sinistra in carica guidato da
Massimo D'Alema, la situazione restò tuttavia ancora immutata e Rete 4 poté continuare regolarmente le proprie trasmissioni in analogico. Nel
2002 una nuova sentenza della Consulta confermò la violazione della legge in atto fissando il termine ultimo della diffusione del segnale al termine del
2003, ma a dicembre di quell'anno il nuovo governo di centro-destra con a capo
Silvio Berlusconi approvò un nuovo decreto legge per permettere di progarne la diffusione analogica; contemporaneamente le tre reti iniziarono ad essere trasmesse anche in
digitale terrestre, una nuova tecnologia di trasmissione che nel corso di alcuni anni avrebbe sostituito progressivamente il sistema analogico, secondo le indicazioni dell'
Unione Europea. Con la definizione della successiva
Legge Gasparri nel
2004 per il riordino del sistema radiotelevisivo, fu definitivamente svincolata la diffusione di Rete 4 in via analogica terrestre, in trasmissione simultanea digitale terrestre (simulcast), sino al passaggio definitivo in sola tecnica digitale (
switch off), fissato dal precedente governo di centro-sinistra entro la fine del
2006 (poi prorogato al
31 dicembre 2012, seguendo la direttiva dell'
UE), seppure in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.
La Legge Gasparri venne tuttavia contestata nel luglio
2007 dall'
Unione Europea avviando una procedura d'infrazione e sollecitando il governo italiano a modificarla in più punti; difatti secondo la
Corte di giustizia dell'Unione Europea, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva venne decretato contrario al
diritto comunitario. Allo stesso tempo, rispettando il programma ministeriale di
switch-over su base regionale, iniziò il passaggio a diffusione esclusivamente in digitale di Rete 4 (così come per
Rai 2), ad oggi ancora in atto. Il
Consiglio di Stato, nel
2008, confermò come lecita la momentanea attività di diffusione televisiva dell'emittente in ambito analogico (la diffusione in digitale non è mai stata in discussione) ma, allo stesso tempo, richiamò esplicitamente il ministero a rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Europa 7 intesa alla attribuzione delle frequenze, sulla base della sentenza europea. Alle fine del
2008 il ministero attribuì definitivamente le frequenze a Europa 7 e agli inizi dell'anno successivo il Consiglio di Stato accordò un risarcimento economico all'emittente superiore al milione di euro. A seguito della delibera dell'
Agcom sulle nuove frequenze digitali disponibili, la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea contro la legge Gasparri è stata quindi sospesa nel
2009.
Le tre reti dispongono dal
1997 di un servizio
teletext, chiamato
Mediavideo, in cui sono disponibili contenuti testuali di
informazione,
sport,
economia,
televisione e servizi per non udenti (sottotitoli).
L'intera rete di trasporto per la diffusione del segnale dei canali analogici e digitali terrestri, nonché dei "semi-lavorati", è pertinenza esclusiva di R.T.I. attraverso la controllata
Elettronica Industriale, società di proprietà di
Adriano Galliani dal
1975 e poi ceduta interamente al Gruppo Mediaset nel
1996 con sede centrale a
Lissone (
Monza e Brianza) e presieduta da
Franco Ricci. Con essa, grazie ad un'infrastruttura di circa 1.700 torri tecnologiche e circa 15 sedi operative, viene garantita la copertura di tutta la popolazione italiana. In ambito televisivo, analogico e
digitale terrestre, Elettronica Industriale è pertanto il maggior operatore di rete nazionale.
Sardegna,
Valle d'Aosta,
Trentino-Alto Adige,
Campania,
Piemonte,
Lombardia,
Lazio (ad esclusione della
Provincia di Viterbo),
Emilia-Romagna,
Veneto e
Friuli Venezia-Giulia sono le aree italiane in cui è già cessata definitivamente la diffusione del segnale analogico delle le tre reti a favore esclusivamente del segnale
digitale, secondo il programma ministeriale di
switch-off.
Il digitale terrestre: i canali tematici, la pay-tv Premium, l'alta definizione 3D [
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In vista del progressivo
switch-off televisivo nazionale stabilito dalla legge italiana e dalla direttiva dell'
Unione Europea entro il termine dell'anno
2012, Mediaset, attraverso
R.T.I., è di fatto l'azienda televisiva che più ha investito in Italia sulla tecnologia
digitale terrestre (
DTT o
DVB-T) e fa parte dal
2004, insieme ai principali gruppi televisivi, dell'associazione nazionale
DGTVi. Dal
2008 detiene il 48% di
Tivù, società creata insieme a
RAI (48%) e
Telecom Italia Media (4%) per sviluppare la diffusione della tv digitale terrestre in Italia. Per ricevere i canali digitali terrestri è sufficiente disporre di televisori con sintonizzatore DTT incorporato o collegare al televisore che già si possiede un ricevitore DTT (
set-top box o
decoder).
Il primo logo creato per il lancio di
Mediashopping (
2004), la rete dedicata alle
televendite.
Dal
1º dicembre 2003 trasmette su
piattaforma Tivù tutti i propri canali, a partire dalle reti generaliste Canale 5 (
LCN 5), Italia 1 (LCN 6) e Rete 4 (LCN 4), su tutto territorio italiano mediante tale tecnologia attraverso i
MUX di proprietà
Mediaset 1,
Mediaset 2,
Mediaset 4,
Mediaset 5,
Mediaset 6, oltre all'ausilio di MUX terzi, quali
Dfree,
L'Espresso 1 e
TIMB 1. I possessori di set-top box o televisore con tecnologia MHP (
Multimedia Home Platform) possono inoltre fruire gratuitamente di tutte le funzionalità interattive incluse nel segnale dell'emittente (
TV interattiva): portali di rete,
EPG, approfondimenti sui programmi, servizi di pubblica utilità, pubblicità interattiva. I MUX Mediaset 1 e 2, che ad oggi offrono in assoluto la maggiore copertura della popolazione italiana tra quelli esistenti, ospitano alcuni canali appartenenti ad altri editori nazionali:
Coming Soon Television e
Class News msnbc.
Con l'avvio del digitale terrestre in Italia, Mediaset acquisì nel
2003 Home Shopping Europe rilanciandolo l'anno successivo, sotto la direzione di
Rodrigo Cipriani, come
Mediashopping (LCN 121), un canale dedicato alle televendite e visibile anche via satellite e su
web-tv, edito dalla società di vendite a distanza
Media Shopping, controllata al 100% e presieduta da
Niccolò Querci. In seguito creò nel
2004, insieme a
Time Warner, la società
Boing, controllata al 51% ed editrice di un canale omonimo (LCN 40) dedicato a bambini e ragazzi, diretto da
Silvio Carini.
Boing, la rete gratuita per i più giovani.
Nel corso
2007 si aggiunse
Iris (LCN 22), un terzo canale gratuito di cinema, musica, teatro e documentari, diretto da
Miriam Pisani. Nel
2010, a completare l'offerta di canali gratuiti esistente, sono nati
La 5 (LCN 30), dedicato al pubblico femminile, e
Mediaset Extra (LCN 34), dedicato alla riproposizione dei programmi di successo. Entrambi i canali sono diretti da
Massimo Donelli. Sempre nello stesso anno è iniziata la diffusione del canale dedicato alla riproposizione di tutti i telegiornali Mediaset,
TG Mediaset[18] (LCN 51).
Mediante questa nuova tecnologia di trasmissione, Mediaset decise nel
2005 di diversificare la propria offerta televisiva, fino ad allora esclusivamente gratuita, lanciando un innovativo servizio
pay per view fruibile con tessera (
smart card Nagravision) ricaricabile, ai tempi l'unico in Europa su digitale terrestre. Dopo aver mosso i primi passi nel settore della
pay-tv già nel
1990, ancora come Fininvest e in società con altri editori, con la creazione della prima piattaforma analogica terrestre a pagamento italiana denominata
Tele+, diede quindi vita quindici anni più tardi ad una piattaforma di proprietà esclusiva denominata
Mediaset Premium, con un'offerta di servizi televisivi dedicata inizialmente al
calcio in diretta, ai
film in prima tv, ai
reality show e alle
opere teatrali, disponibile sia per utenti privati che per locali pubblici.
Nel
2008 modificò sensibilmente il modello di business della piattaforma a pagamento, realizzando un vero e proprio sistema
pay-tv con abbonamento mensile prepagato, per poi attivare da luglio dello stesso anno l'opzione bimestrale, semestrale e annuale in addebito diretto su
conto corrente bancario o
carta di credito (Easy Pay). L'offerta di
Mediaset Premium venne difatti ampliata con il pacchetto
Premium Gallery, ovvero tre canali a pagamento, in esclusiva sul DTT, dai nomi
Joi (LCN 321, 324),
Mya (LCN 322, 325) e
Steel (quest'ultimo in collaborazione con
NBC Universal, LCN 323, 326), dedicati al cinema, alle serie tv e ad altri programmi d'intrattenimento di qualità e alle prime visioni. Questi canali offrono la cosiddetta versione +1, dove la programmazione è ritardata di un'ora rispetto ai primi tre canali.
Sempre nello stesso anno si aggiunse all'offerta di Premium Gallery la distribuzione del principale canale della
Disney,
Disney Channel (LCN 350, 351), anch'esso dotato di versione +1. Un canale sportivo dedicato al calcio 24 ore su 24,
Premium Calcio 24 (l'anno successivo rinominato
Premium Calcio) (LCN 370), diede vita a un secondo pacchetto,
Premium Calcio, costituito da sei canali di dedicati agli incontri calcistici in diretta e in differita (LCN da 371 a 376) già attivi e acquistabili anche in modalità pay per view. L'offerta dei canali calcio si concentra sulle partite del campionato italiano di
Serie A, della
UEFA Champions League e
Europa League (quest'ultima in esclusiva).
Hiro, il canale a pagamento per ragazzi, lanciato nel
2008, nel pacchetto
Premium Fantasy.
Alla fine del
2008 entrarono a far parte di Premium altri tre canali:
Playhouse Disney del gruppo Disney (LCN 352),
Cartoon Network del gruppo Time Warner (LCN 353) e
Hiro (LCN 354), che insieme a Disney Channel costituirono un terzo pacchetto:
Premium Fantasy.
Ad
aprile 2009 venne lanciato il servizio pay per view dedicato al
Motomondiale in esclusiva (attivo per tutta la durata del campionato del mondo),
Premium MotoGP (LCN 341), e da
maggio il pacchetto Gallery fu arricchito con due nuovi canali destinati al cinema: uno di proprietà,
Premium Cinema (LCN 311), e la distribuzione in esclusiva del canale della NBC Universal,
Studio Universal (LCN 314). A novembre iniziarono le trasmissioni altri due canali di proprietà a programmazione cinematografica:
Premium Cinema Emotion (LCN 312) e
Premium Cinema Energy (LCN 313).
Per le edizioni del reality
Grande Fratello, furono attivati in passato uno o più canali
Extra dedicati all'evento 24 ore su 24. In aggiunta, nel corso del 2009, venne attivato temporaneamente anche un canale dedicato al reality
La fattoria, denominato
Premium La Fattoria per tutta la durata del programma. Nell'autunno dello stesso anno è stato riavviato il canale
Extra 2 (LCN 332) per la nona edizione del
talent show Amici sino al termine della produzione, così come per il canale
Extra 1 (LCN 331) dedicato alla decima edizione di Grande Fratello. Entrambi i programmi, dalla stagione 2009-2010, sono divenuti un'esclusiva di Mediaset Premium, all'interno di un nuovo pacchetto denominato
Premium Reality.
Alla fine del
2009 è stato lanciato il primo servizio
video on demand su digitale terrestre, denominato
Premium-on-Demand HD, fruibile esclusivamente mediante il set-top box omonimo in commercio. Attraverso questo servizio, già incluso nell'abbonamento a Premium Gallery, è possibile accedere a una library in costante aggiornamento di circa 50 film a settimana di cui alcuni in HD e 3D, visionabili in qualsiasi momento. Nel corso del
2010 doveva essere lanciato un nuovo canale all news 24 ore su 24
[19], ma il suo avvio è stato rimandato al 2011.
Iris, la rete dedicata al cinema d'autore, alla musica e ai documentari.
Con l'ausilio della tecnologia digitale terrestre è attiva nella diffusione di programmi in alta definizione (
HD). Dal
2007 è in corso, nelle sole aree switch-off, la diffusione del segnale di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 HD, ovvero in alta definizione (LCN 504, 505 e 506) e, a livello nazionale, è disponibile da
agosto 2009 su Mediaset Premium il canale
Premium Calcio HD 1 e HD 2 (LCN 381 e 382, sintonizzabili solo con appositi decoder HD). Da
maggio 2010 è visibile in alta definizione anche il canale
Premium Cinema (
Premium Cinema HD, LCN 320). Dal
2009, solo nelle aree interessate dallo
switch-over, trasmette anche nella versione +1 le tre reti generaliste (LCN 104, 105 e 106). Tutti i canali su digitale terrestre sono in formato
16:9, trasmessi con audio
Dolby Digital e con opzione in lingua originale. Da
ottobre 2010 trasmette alcuni contenuti in alta definizione
3D, visibili solo con decoder
Premium-on-Demand HD.
Mediaset è anche partner del progetto
TED - Tv Educational Channel (LCN 96), un innovativo servizio televisivo digitale terrestre a carattere nazionale lanciato nel 2008 e dedicato alla formazione a distanza di
medici e professionisti della
sanità (
e-learning); la trasmissione del segnale avviene attraverso il MUX
TIMB 1 di
Telecom Italia Media. È partner inoltre di
Class Editori per il canale
Class News (LCN 27) e detiene quote rilevanti di
Nessma, di
Karoui & Karoui World, canale
maghrebino che sarà visibile in Italia anche in digitale terrestre nel corso del
2011.
Ad eccezione dell'offerta a pagamento di Mediaset Premium, tutti canali Mediaset in libera visione (
FTA) sono disponibili gratuitamente solo in digitale terrestre (piattaforma
Tivù) e la maggior parte di essi attraverso la piattaforma satellitare
Tivù Sat; contrariamente a ciò che avviene per la loro stessa riproposizione su tutte le altre
piattaforme televisive digitali mediante abbonamento: satellitare (
SKY), via cavo (
IPTV di
TV di Fastweb), via cavo con lo sfruttamento del digitale terrestre (
Alice Home TV e
Infostrada TV). Dal
2009 l'offerta di Mediaset Premium è disponibile anche via IPTV su Alice Home TV e TV di Fastweb.
Attraverso Elettronica Industriale, è attiva nella fornitura di capacità trasmissiva digitale terrestre a società televisive terze, in adempimento delle disposizioni di legge.
I canali digitali satellitari e la piattaforma Tivù Sat [
modifica]
Tra il
1998 e il
2003 lanciò cinque canali tematici visibili esclusivamente sulle piattaforme satellitari e via cavo a pagamento allora esistenti:
Happy Channel nel
1998 per
Tele+,
Duel TV e
Comedy Life nel
2000 per
Stream TV. Nel
2001 creò
MT Channel ancora per
Stream TV e infine, nel
2003,
Italia Teen TV per l'allora neonata
SKY. Tutti i canali confluirono in quello stesso anno nell'offerta della nuova piattaforma satellitare a pagamento ad eccezione di
Comedy Life che terminò invece i suoi programmi con la conseguente chiusura di Stream TV. Nel
2006 MT Channel, Happy Channel, Duel TV e Italia Teen TV cessarono le trasmissioni per via di una ridefinizione contrattuale con SKY. Dal
2000 è partner di
Class Editori per il canale di news economiche
Class CNBC sulla piattaforma satellitare (canale SKY 505).
Le tre reti generaliste, Canale 5, Italia 1 e Rete 4, sono presenti via satellite in libera visione (ad eccezione di alcuni programmi criptati) attraverso
Hot Bird 9 di
Eutelsat; inoltre sono da sempre presenti su SKY (canali 104, 105 e 106), così come il canale di televendite
Mediashopping (canale 808). A
dicembre 2008 ha lanciato, in esclusiva su SKY,
Mediaset Plus (canale 123), diretto da
Miriam Pisani, che ripropone una serie di programmi trasmessi sulle tre reti generaliste ma a orari differenti, nonché il TG5 della sera e le 2 edizioni di Studio Aperto posticipati di un'ora.
Attraverso la piattaforma
Tivù Sat, realizzata dalla società partecipata
Tivù, da
luglio 2009, viene replicata integralmente via satellite l'offerta di canali gratuiti già disponibile in digitale terrestre. Il servizio è accessibile mediante smart card
Nagravision. A
dicembre 2009 è stato ufficilizzato il dato di 570 mila tessere distribuite
[20].
Internet e la TV su PC: Mediaset.it e Video Mediaset [
modifica]
Dal
1999 è attiva nel settore
multimediale. Attraverso il sito web mediaset.it
[21], è possibile conoscere tutta l'offerta di contenuti di Mediaset via
Internet. Dal portale, gestito da R.T.I. Interactive Media (ex Mediadigit), si accede ai siti di tutte le reti, ai siti dedicati ai programmi tv, alle community (6 come 6), alle news della testata giornalistica multimediale
Tgcom (fornitore di news per radio
R101 di
Mondadori), oltre che alle "pillole informative" Tv in onda sulle reti Mediaset, dei telegiornali e dello sport (sportmediaset.it
[22]), ai siti dedicati all'
e-commerce e al
merchandising (Mediashopping e Five Store), ai contenuti dedicati alla telefonia mobile.
Rivideo,
video on demand a pagamento via
Internet attivo dal
2007 al
2009.
Attraverso Video Mediaset è possibile vedere gratuitamente e in alta qualità, con tecnologia Smoothstreaming (HQ) parti di programmi già andati in onda e intere puntate in esclusiva, oltre ad alcuni programmi in diretta (tra cui
Mattino Cinque e
Pomeriggio Cinque) e i telegiornali delle tre reti generaliste. Sul sito mediasetpremium.it tutti i possessori di smart card
Mediaset Premium abilitata alla visione del
reality show Grande Fratello, possono seguire in diretta il programma 24 ore su 24 gratuitamente. All'interno delle sezione Qui Mediaset è possibile trovare notizie e video relative ad attività ed eventi legati all'azienda.
Dal
2007 alla fine del
2009, il servizio
Mediaset Rivideo, permetteva inoltre di vedere su PC tutte le puntate delle fiction e delle serie tv trasmesse sulle reti Mediaset, i film, i cartoni animati, le partite di calcio di
Serie A in diretta e in differita in modalità
video on demand a pagamento. Attualmente il servizio risulta sospeso.
Media Shopping possiede uno spazio per televendite sul canale on-demand di
Youtube e dal
2008 è presente su
eBay con un negozio virtuale (
e-commerce). Dal
2010 diversi programmi di successo sono presenti su
Facebook con pagine ufficiali.
Per via della grande quantità di contenuti, di servizi e di informazioni, mediaset.it è tra i siti più visitati dagli italiani
[9].
Il DVB-H, la TV digitale in mobilità [
modifica]
Con l'alleanza dei principali operatori italiani di telefonia mobile, è attiva nello sviluppo della tecnologia
DVB-H, il nuovo standard per la visione di contenuti multimediali digitali su cellulari evoluti. Agli inizi del
2006 lanciò il primo servizio di "Mobile TV" in tecnologia DVB-H al mondo.
Dopo aver raggiunto un accordo con
TIM e
Vodafone, acquisì e successivamente convertì in digitale le frequenze analogiche della rete
Sportitalia, realizzando così un terzo
MUX (
Mediaset 3), che nel rispetto dei limiti posti dall'
Antitrust venne dedicato esclusivamente all'offerta in DVB-H. Gli accordi stipulati previdero inoltre l'affitto del 40% della totale capacità trasmissiva a ciascuno dei due operatori telefonici.
3 invece decise di realizzare, allo stesso modo, un proprio MUX attraverso l'acquisizione delle frequenze di un largo numero di emittenti locali distribuite sul territorio.
Le programmazioni integrali di Canale 5, Italia 1 e i contenuti legati al calcio di
Serie A di Mediaset Premium fanno parte dell'offerta gratuita in DVB-H di
TIM TV.
3 TV invece, oltre all'opzione a pagamento di Mediaset Premium, dispone nel proprio pacchetto gratuito una selezione dei programmi dei tre canali generalisti e l'intero palinsesto del canale
Boing.
Mediaset è presente anche come fornitore di contenuti sulla tradizionale rete cellulare. Nello specifico, a TIM, Vodafone,
Wind e 3 offre contenuti video on demand basati su
streaming, in particolare news, pillole di intrattenimento, immagini, suonerie, musica e giochi. Dal
2009 ha lanciato alcune applicazioni gratuite e a pagamento per
iPhone,
iPad e
iPod touch:
TGcom,
Sport Mediaset,
Video Mediaset,
Grande Fratello e la guida tv di
Mediaset Premium, scaricabili attraverso
App Store o
iTunes di
Apple.
Produzione e distribuzione cinematografica con Medusa [
modifica]
Nel
2007 rilevò dalla holding Fininvest il
Gruppo Medusa, incorporandola nel gruppo all'interno della controllata R.T.I., entrando così a pieno titolo anche nel mercato
cinematografico.
L'attuale Medusa, già dal
1987 al
1994 Silvio Berlusconi Communications, nacque nel
1995 ed è la società leader assoluta in Italia nella
produzione e
distribuzione cinematografica di
film italiani e internazionali, con sede centrale a
Roma. Le origini della società risalgono tuttavia al
1962, anno in cui venne fondata da
Lorenzo Ventavoli; venne acquistata poi da Fininvest nel
1989.
È specializzata anche nell'home entertainment; attraverso Medusa Video, difatti, è tra i primi operatori nazionali per la produzione e distribuzione di film, documentari, cartoni animati, trasmissioni televisive in formato
VHS,
DVD e
Blu-ray Disc. È attiva inoltre nella realizzazione e nella gestione di sale e multisale cinematografiche ubicati nelle principali città italiane. Medusa Film detiene una quota di minoranza di
Cinecittà Digital Factory, specializzata in postproduzione cinematografica, e insieme alla casa produttrice di fiction
Taodue fa parte della società Med Due. Il presidente di Medusa è
Carlo Rossella.
A
luglio 2009 il Gruppo ha ufficializzato la costituzione della società
Capitolosette, detenuta al 49%, dedicata alla gestione di sale e multisale, grazie all'accordo con il gruppo di
private equity 21 Partners, di proprieta della holding di partecipazioni
Schemaquattordici (ex
21 Investimenti). La società è proprietaria del circuito
The Space Cinema, presieduto da
Giuseppe Corrado, in cui sono confluiti i multiplex di
Medusa Cinema e di
Warner Village Cinemas, costituito da 27 multiplex, quindi leader di mercato
[23]. Gli immobili sono di proprietà di Capitolosette ad eccezione dei multisala situati a
Torri di Quartesolo (
Vicenza),
Livorno,
Torino,
Bologna e
Salerno, posseduti dalla
Fimit.
Sale e multisale cinematografiche del circuito
The Space Cinema:
Milano, Milano - Odeon
Milano, Rozzano
Vimercate (
Monza e Brianza) Vimercate
Cerro Maggiore (
Milano), Cerro Maggiore
Torino, Torino
Beinasco (
Torino), Beinasco
Lugagnano di Sona (
Verona), Verona
Torri di Quartesolo (
Vicenza), Vicenza
Montebello della Battaglia (
Pavia), Montebello
Parma, Parma - Barilla Center
Bologna, Bologna
Livorno, Livorno
Grosseto, Grosseto
Roma, Roma - Parco De Medici
Roma, Roma - Moderno
Guidonia (
Roma), Guidonia
Terni, Terni
Corciano (
Perugia), Corciano
Montesilvano, (
Pescara), Montesilvano
Napoli, Med Maxicinema
Nola (
Napoli), Napoli
Salerno, Salerno
Casamassima (
Bari), Casamassima
Surbo (
Lecce), Surbo
Maida (
Catanzaro), Lamezia Terme
Belpasso (
Catania), Catania
Quartucciu (
Cagliari), Cagliari
I diritti televisivi e cinematografici [
modifica]
Attraverso
R.T.I.,
Medusa,
Mediavivere,
Fascino PGT,
Taodue e Grupo Gestevisión Telecinco in Spagna, è proprietaria ldi una vasta library di diritti televisivi e cinematografici e tra le maggiori su scala europea
[24]. Dopo aver estinto nel corso del
2002 Mediatrade, la società delegata all'acquisizione dei diritti televisivi e alla produzione di fiction, è attiva con Mediavivere, fondata nel
1999 insieme ad
Endemol, nella produzione di soap e mini-serie tv italiane; Fascino PGT, in comproprietà con
Maria De Filippi, produce invece format televisivi e
talent show; Taodue, fondata da
Pietro Valsecchi e
Camilla Nesbitt nel
1991, produce film e fiction per la tv. Detiene inoltre il 30% della società
Ares Film, casa di produzione di fiction diretta da
Alberto Tarallo.
Per via di accordi pluriennali in esclusiva con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee, tra cui
Universal,
20th Century Fox,
Dreamworks,
Sony Columbia e
Warner Bros. International, dispone dei prodotti televisivi di maggiore popolarità mondiale:
film,
serie tv,
soap opera,
fiction,
cartoni,
telenovele,
miniserie,
film tv, oltre ad eventi musicali, d'intrattenimento e a manifestazioni sportive di livello internazionale e mondiale tra cui spiccano
Motomondiale e
Campionato italiano di calcio Serie A,
UEFA Champions League,
Europa League,
UEFA Super Cup (questi ultimi solo su piattaforma digitale terrestre).
Attraverso la controllata
Endemol detiene i diritti sui format per programmi televisivi di maggior successo e di livello internazionale, per una library complessiva di oltre 2.400 format diffusi in tutto il mondo e destinati a differenti piattaforme televisive.
Dopo aver definitavemente abbandonato nel
1999 il settore
discografico con l'etichetta
RTI Music (in precedenza
Five Record), è tuttora attiva nel
licensing e nel
merchandising dei propri marchi, nonché personaggi televisivi. Con Mediaset Distribution distribuisce all'estero i prodotti televisivi del Gruppo a favore delle principali emittenti di tutto il mondo.
L'azienda nel
2008 ha avviato una causa legale contro
Google e
YouTube per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo, per la violazione dei diritti televisivi e di
copyright, richiedendo un risarcimento di circa 500 milioni di Euro e la rimozione dei filmati in cui sono presenti contenuti televisivi trasmessi sulle proprie reti FTA e a pagamento. Il
15 dicembre 2009 è stato accolto integralmente dal Tribunale di
Roma il ricorso di Mediaset contro Youtube, disponendo la rimozione immediata dai server Youtube di tutti i contenuti illecitamente caricati. Nello specifico, l'ordinanza si riferisce a
Grande Fratello[25][26]. A
febbraio 2010 il Tribunale di Roma ha respinto il reclamo di YouTube e confermato il provvedimento emesso.
Rilevazioni Auditel [
modifica]
È presente in
Auditel fin dalla sua creazione nel
1984.
Secondo le rilevazioni Auditel (
Rilevazioni Auditel), sul totale individui in Italia Mediaset ha una quota di ascolti giornalieri media pari a circa il 39%, leggermente inferiore alla quota
RAI - Radiotelevisione Italiana pari al 41%.
Canale 5 e
Italia 1 sono rispettivamente la seconda e la terza rete nazionale più seguite alle spalle di
Rai 1, mentre
Rete 4 si colloca al quinto/sesto posto, sempre dietro
Rai 2.
Poiché Mediaset ha una tipologia di business prettamente commerciale, a differenza delle reti di servizio pubblico, dalla primavera
2006 presenta le share
Auditel rilevate esclusivamente nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni, denominata
target commerciale, la più redditizia dal punto di vista pubblicitario; secondo questi parametri Mediaset totalizza oltre il 40% di ascolti giornalieri, distaccando Rai che si attesta al 34%. Canale 5 e Italia 1, difatti, risultano prima e terza rete nazionale, Rete 4 quinta.
Da
febbraio 2009 anche il canale
Boing, presente esclusivamente in digitale terrestre (
Tivù) e su piattaforma satellitare
Tivù Sat, viene rilevato quotidianamente da Auditel, con una media di ascolto prossima al 1% nel totale giornata. Boing si colloca così all'ottavo posto tra le reti nazionali rilevate, alle spalle di
La7, e si afferma il canale junior più visto tra quelli trasmessi su tutte le piattaforme, gratuite e a pagamento.
Iris,
La5,
Mediaset Extra e i servizi pay-tv di
Mediaset Premium sono anch'essi rilevati da Auditel dal
2010.
Telecinco, le attività internazionali e le partecipate estere [
modifica]
Dal
2003 è l'azienda azionista di riferimento di
Telecinco, canale tv del Grupo Gestevisión Telecinco diretto da
Paolo Vasile è primo in
Spagna sia in ascolti (15,5% di share)
[27], sia in raccolta pubblicitaria (30% con la controllata Publiespaña, guidata da
Giuseppe Tringali) e dal
2004 quotato alla Borsa di
Madrid nel listino
IBEX-35 (
Madrid, codice isin: ES0152503035, codice alfanumerico: TL5
[28]). L'emittente spagnola Telecinco venne fondata da
Silvio Berlusconi nel
1989, così come avvenne nel
1986 in
Francia con il canale
La Cinq e nel
1988 in
Germania con il canale
Tele 5. Al contrario di ciò che accadde in Francia e in Germania, il canale spagnolo ebbe decisamente maggior fortuna, finché nel
1997 Mediaset acquisì la partecipazione di Fininvest pari al 25% per poi passare all'attuale 50,13%. Le attività di La Cinq e Tele 5 cessarono nel
1992, ma sulla prima fu fatto abortire un tentativo di salvataggio da parte di Berlusconi dal governo francese allora in carica.
Il Grupo Telecinco, che ha sede principale a
Madrid nel quartiere
Fuencarral, è attivo sul digitale terrestre spagnolo con altri tre canali tematici gratuiti:
La 7 (ex
Telecinco 2),
FDF Telecinco e
Boing, il massimo previsto dalla legge spagnola. Il canale Telecinco, che dal
30 marzo 2010 è visibile solo in digitale su
DTT, è distribuito anche via satellite sulla piattaforma a pagamento
Digital+, di cui possiede il 22% delle quote azionarie. Telcinco controlla in tutto circa una quindicina di società tra cui l'agenzia stampa Atlas, i servizi Internet Conecta 5 Telecinco, produzione cinematografica con Estudios Picasso Fábrica de Ficción, Mi Cartera Media e la società di vendita a distanza Publieci Televisión. A
dicembre 2009 ha ufficializzato la creazione di una nuova società insieme all'altro canale digitale
Cuatro e al controllo dei canali
Gran Hermano 24 horas,
CNN+,
40 latino e
Canal Club, rafforzando così la propria leadership privata nel mercato televisivo iberico e gettando le basi per una ridefinizione del Gruppo spagnolo come Mediaset España. Il presidente del gruppo televisivo spagnolo è
Alejandro Echevarrìa.
Dal
1996 la concessionaria
Publieurope, società totalmente controllata da Publitalia '80, segue le attività di raccolta pubblicitaria per i clienti internazionali. Oltre alle reti del Gruppo e alle principali testate editoriali di
Mondadori, è concessionaria delle maggiori emittenti televisive commerciali europee di
Spagna,
Germania,
Regno Unito,
Austria,
Svizzera,
Paesi Bassi,
Belgio,
Norvegia,
Svezia,
Finlandia,
Danimarca,
Ungheria,
Bulgaria,
Romania, per le reti del gruppo
ProSiebenSat.1, per il canale sportivo cinese
CSPN, per il canale d'intrattenimento arabo
Nessma e per il network nordamericano
Caribevisiòn. Publieurope inoltre si avvale della fattiva collaborazione di Publitalia '80, per i clienti italiani, e di Publiespaña, per i clienti spagnoli.
Endemol, acquisita nel
2007, è presente in più di 20 Paesi nel mondo.
Dopo aver tentato l'acquisto del gruppo televisivo tedesco ProSiebenSat.1, ma non andato a buon fine, nel
2007 ebbe invece successo la gara per l'acquisizione (attraverso Telecinco in consorzio paritetico con il fondatore
John de Mol e
Goldman Sachs), per una cifra di circa 2,6 miliardi di Euro, della società internazionale leader nella produzione di format televisivi
Endemol, di origine olandese (sede centrale ad
Amsterdam) e presente in 25 Paesi e in tutti i continenti, quotata alla borsa olandese dal
1996 al
2007. Il presidente del gruppo olandese, fondato nel
1994 da
Joop van den Ende e John de Mol, è l'israeliano
Ynon Kreiz.
Nel
2008 Telecinco è entrata nel mercato tv nordamericano con l'acquisto del 28,3% di
CV Network (
CaribeVisiòn), canale televisivo in lingua spagnola diffuso a
New York,
Miami,
Chicago e
Porto Rico e rivolto alle comunità ispaniche. Sempre nello stesso anno Mediaset ha acquisito il 25% della
tunisina Nessma, che con il 19% di share si attesta a primo canale satellitare di intrattenimento rivolto al mondo arabo mediterraneo (
Maghreb) in
lingua francese e visibile anche in
Italia e in
Europa, creando poi la concessionaria di pubblicità
Nessma Advertising; ha stretto accordi commerciali in
Cina con il canale sportivo
China Sport Programs Network (
CSPN) e ha rilevato quote pari al 49% di
Sportnet Media, società attiva nella raccolta pubblicitaria, nell'acquisto diritti e nella produzione di programmi televisivi per il network cinese.
Attraverso Mediaset Distribution ha presentato nel 2008 il canale Mediaset International
[29], rivolto esclusivamente ai Paesi esteri, ove vengono trasmessi i principali programmi delle tre reti generaliste in differita di ore o giorni. Nel corso dello stesso anno l'azienda ha ufficializzato il proprio interessamento all'ingresso, tramite Endemol, in
ITV, la principale tv commerciale britannica.
Testate giornalistiche [
modifica]
Con l'annuncio dell'inizio dell'azione militare alleata nella
Guerra del Golfo in diretta e in anteprima nazionale da parte di
Emilio Fede su
Italia 1 con il notiziario
Studio Aperto, dal
16 gennaio 1991 produce notiziari d'informazione in tempo reale su tutte le reti attraverso differenti testate e circa 400 giornalisti. Solo sulle tre reti generaliste sono trasmesse 11 edizioni di telegiornali e 3 notiziari sportivi ogni giorno, attraverso 4 differenti testate:
Tg5,
Studio Aperto,
Tg4 e
Sport Mediaset, la testata dedicata all'informazione e agli eventi sportivi nata nel
2003.
Il
Tg5, dal
1992 è la principale testata giornalistica delle reti Mediaset e il secondo telegiornale italiano più seguito.
Esistono inoltre
TGCom, attiva dal
2001, una testata giornalistica operante via Internet con finestre informative televisive sulle reti digitali tematiche e via radio (
R101) e
Videonews, nata nel
2004, che è invece la testata trasversale con il compito di ideare e realizzare programmi di approfondimento e di infotainment sulle tre reti generaliste (tra cui spiccano
Matrix,
Verissimo,
Mattino 5,
Pomeriggio 5,
Domenica 5 e
Lucignolo).
Sul sito Internet mediaset.it è possibile vedere le dirette dei programmi di Videonews e le edizioni dei tg attraverso il servizio Video Mediset, oltre a quelle più recenti. Sul canale
Mediaset Plus vengono riproposti in differita di pochi minuti alcune edizioni dei telegiornali e i programmi di approfondimento presenti nel palinsesto delle reti generaliste. Nel corso del
2008, le produzioni news hanno rappresentato più del 18% dei programmi emessi dalle reti italiane Mediaset
[30].
NewsMediaset è stata creata nel
2010, lavora come service giornalistico per il Gruppo e produce anche contenuti d'informazione con proprio marchio. La struttura è il laboratorio incaricato di studiare e realizzare il nuovo canale digitale all news
[31]. A dicembre dello stesso anno è iniziata la diffusione del canale dedicato alla riproposizione dei telegiornali Mediaset,
TG Mediaset (LCN 51).
Le reti spagnole del
Grupo Gestevisión Telecinco dispongono di quattro testate giornalistiche, oltre ad un canale all news 24 ore su 24 denominato
CNN+, rilevato attraverso l'acquisizione dell'emittente
Cuatro alla fine del
2009.
Il direttore generale delle testate giornalistiche italiane di Mediaset (R.T.I.) è
Mauro Crippa.
Italia
TG5, direttore
Clemente J. Mimun, sei edizioni quotidiane e un settimanale di approfondimenti denominato
Terra! su
Canale 5.
Studio Aperto, direttore
Giovanni Toti, due edizioni quotidiane su
Italia 1.
TG4, direttore
Emilio Fede, tre edizioni quotidiane e un rotocalco, dal lunedì al sabato, denominato
Sipario del TG4 su
Rete 4.
Sport Mediaset, direttore
Ettore Rognoni, tre edizioni quotidiane su
Italia 1 con
Studio Sport e tutti i programmi sportivi su
Canale 5,
Italia 1,
Rete 4 e
Premium.
TGcom, direttore
Paolo Liguori, varie edizioni quotidiane su
Mediashopping e
Iris, nell'intervallo di film su
Canale 5,
Italia 1 e
Rete 4 e più edizioni quotidiane su
R101.
Videonews, direttore
Claudio Brachino, tutti i programmi di approfondimento su
Canale 5,
Italia 1,
Rete 4,
Iris,
La 5 e
Mediaset Extra.
NewsMediaset, direttore
Mario Giordano, service giornalistico e programmi di informazione su
Canale 5,
Italia 1 e
Rete 4.
Spagna
Informativos Telecinco, direttore
Pedro Piqueras, 3 edizioni quotidiane su
Telecinco.
La 7 Noticias, direttore
Pedro Piqueras, 2 edizioni quotidiane a cura di Informativos Telecinco su
La 7.
Noticias Cuatro, direttore
Juan Pedro Valentìn, 3 edizioni quotidiane a cura di
CNN+ su
Cuatro.
CNN+, direttore
Juan Pedro Valentìn, 3 edizioni quotidiane su
CNN+.
I Master universitari [
modifica]
Nel
2004, in collaborazione con la Libera Università di Lingue e Comunicazione
IULM di Milano, fondò il consorzio
Campus Multimedia In.Formazione, con l'obiettivo di creare un'offerta di alta formazione nell'ambito dei media, dell'economia digitale e della comunicazione. Due i
master universitari attivi: Master in Management Multimediale (MIMM) e Master in Giornalismo (riconosciuto dall'
Ordine dei giornalisti).
La concessionaria di pubblicità
Publitalia '80 organizza a Milano dal
1988 un corso post-laurea accreditato
ASFOR: il Master in Marketing, Comunicazione e Sales Management.
Dal
2003 al
2007, in collaborazione con l'Università
La Sapienza di Roma, realizzò il Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti con due corsi: Scuola della Tv, per la creazione di figure professionali specializzate, e il Laboratorio Linguaggio Tv.
Mediafriends, Link e le attività socio-culturali [
modifica]
Attraverso Mediafriends, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (
Onlus), presieduta da
Pier Silvio Berlusconi e costituita da Mediaset e Mondadori, vengono svolte attività di ideazione, progettazione, realizzazione e promozione di eventi, in special modo televisivi (La Fabbrica del Sorriso dal
2003), finalizzati alla raccolta di risorse da destinare alla beneficenza ed al finanziamento di progetti mirati quali: istruzione, assistenza socio-sanitaria, valorizzazione della cultura e dell'ambiente, cooperazione internazionale. La Onlus è attiva per la raccolta fondi a seguito di emergenze scaturite da eventi drammatici e catastrofi sia nazionali che internazionali.
La controllata Medusa sostiene da anni la Società italiana per l'
Amiloidosi Onlus. Attraverso Publitalia '80, ogni anno dedica oltre 6.000 passaggi pubblicitari a campagne di carattere sociale. Telecinco, in Spagna, mette a disposizione l'emissione di spot dedicati a temi di interesse sociale.
Mediaset è attiva anche nel settore dell'
editoria con "
Link. Idee per la televisione", collana di comunicazione curata da R.T.I. dedicata alla divulgazione dei meccanismi che governano l'industria televisiva mediante il contributo di esperti e professionisti del settore, italiani e stranieri.
Nel
1995, attraverso Medusa, ha intrapreso un progetto di restauri cinematografici denominato Cinema Forever-Dedicato a Carlo Bernasconi, per la tutela di capolavori del cinema italiano diretti da grandi registi come
De Sica,
Fellini,
Pasolini,
Rossellini,
Antonioni e
Bertolucci. Tra il
1999 e il
2002, ha donato al
Museum of Modern Art di
New York una serie di lungometraggi restaurati per arricchire con pellicole prestigiose del cinema italiano il patrimonio dell'archivio storico del museo, uno dei più illustri del mondo.
Da più di vent'anni organizza al
Teatro Manzoni di Milano la rassegna musicale "Aperitivo in Concerto"; la controllata Publitalia '80 è sponsor principale della "Mostra del Libro Antico", organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, presso il
Palazzo della Permanente di Milano.
Principali azionisti [
modifica]
Capitalizzazione di mercato: circa 6.500.000.000 €
Silvio Berlusconi - 38,980%, tramite:
Fininvest Finanziaria d'Investimento SPATrefinance SAMediaset SPA (
azioni proprie) - 3,795%
Mackenzie Cundill Investment Management LTD - 3,441%
Blackrock INC - 2,287%
Dato aggiornato al
1 dicembre 2010 secondo i dati
Consob sulle partecipazioni rilevanti.
Società del Gruppo Mediaset [
modifica]
MEDIASET S.p.A.:
Publitalia '80 S.p.A. 100%:
Digitalia '08 S.r.l. 100%
Publieurope Ltd 100%
Mediamond S.p.A. 50%
R.T.I. S.p.A. 100%:
Elettronica Industriale S.p.A. 100%
Media Shopping S.p.A. 100%
Medusa Cinema S.p.A. 100%:
Taodue S.r.l. 100%
Medusa Film S.p.A. 100%
Cinecittà Digital Factory S.r.l. 15%
X Content S.r.l. 100% (in liquidazione)
Videotime S.p.A. 98,96%
Boing S.p.A. 51%
Mediavivere S.r.l. 50%
Fascino PGT S.r.l. 50%
Capitolosette S.r.l. 49%
The Space Entertainment S.p.A. 91,55%
The Space Cinema 1 S.p.A. 100%
The Space Cinema 2 S.p.A. 100%
Tivù S.r.l. 48,25%
Ares Film S.r.l. 30%
Class CNBC S.p.A. 10,9%
Mediaset Investimenti S.p.A. 100%:
Gestevision Telecinco S.A. 50,10%: Publiespaña Sau 100%, Estudios Picasso Fábrica de Ficción Sau 100%, Grupo Editorial Tele5 Sau 100%, Atlas España Sau 100%, Mi Cartera Media Sau 100%, Cinematext Media S.A. 60%, Cinematext Media Italia S.r.l. 60%, Conecta 5 Telecinco Sau 100%, Mediacinco Cartera S.L. 75%, Premiere Megaplex S.A. 50%, Canal Factoría de Ficción S.A. 40%, Aprok Imagen S.L. 40%, Producciones Mandarina S.L. 30%, La Fabrica de la Tele S.L. 30%, Publieci Televisión S.A. 50%
Pegaso Television Inc. 35,08%:
Caribevisiòn TV Network L.C.C. 83,34%
Mediaset Investment S.a.r.l. 100%:
Mediacinco Cartera S.L. 25%: EDAM Aquisition Holding I Cooperatief U.A. 33,3%,
Endemol Group B.V. 100%
Sportnet Media Ltd 49%
Nessma S.A. 25%:
Nessma Entertainement S.a.r.l. 99,99%
Nessma Advertising S.a.r.l. 100%
Horizon Media International S.a.r.l. 100%
Nessma Broadcast S.a.r.l. 25%
Società estinte:
Mediatrade,
R.T.I. Music,
Mediadigit,
Promoservice Italia.
Canali televisivi e piattafome pay-tv [
modifica]
Canali analogici terrestri [
modifica]
Italia
Rete 4 (
FTA, non più attivo nelle aree di
Switch-over e
Switch-off, termina il
12 dicembre 2012)
Canale 5 (
FTA, non più attivo nelle aree di
Switch-off, termina il
12 dicembre 2012)
Italia 1 (
FTA, non più attivo nelle aree di
Switch-off, termina il
12 dicembre 2012)
Canali digitali terrestri (SD e HD) [
modifica]
Italia
Rete 4 (
FTA su
Tivù, LCN 4, Mux
Mediaset 2 e
4)
Canale 5 (
FTA su
Tivù, LCN 5, Mux
Mediaset 2 e
4)
Italia 1 (
FTA su
Tivù, LCN 6, Mux
Mediaset 2 e
4)
Iris (
FTA su
Tivù, LCN 22, Mux
Mediaset 2)
La5 (
FTA su
Tivù, LCN 30, Mux
TIMB 1 e
Mediaset 4)
Mediaset Extra (
FTA su
Tivù, LCN 34, Mux
TIMB 1 e
Mediaset 4)
Boing (
FTA su
Tivù, LCN 40, Mux
Mediaset 2)
TG Mediaset (
FTA su
Tivù, LCN 51, Mux
L'Espresso 1)
Rete 4 +1 (
FTA su
Tivù, LCN 104, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off)
Canale 5 +1 (
FTA su
Tivù, LCN 105, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off)
Italia 1 +1 (
FTA su
Tivù, LCN 106, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off)
La 5 +1 (
FTA su
Tivù, LCN 130, Mux
Mediaset 5, solo nelle aree di
Switch-off, sospeso)
Boing +1 (
FTA su
Tivù, LCN 140, Mux
Mediaset 2, sospeso)
Mediashopping (
FTA su
Tivù, LCN 121, Mux
Mediaset 2, dal
1 marzo 2011 ME, LCN 35)
Rete 4 HD (
FTA in
alta definizione su
Tivù, LCN 504, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off, sospeso)
Canale 5 HD (
FTA in
alta definizione su
Tivù, LCN 505, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off)
Italia 1 HD (
FTA in
alta definizione su
Tivù, LCN 506, Mux
Mediaset 6, solo nelle aree di
Switch-off)
Spagna
Telecinco (
FTA, Canal 68)
La 7 (
FTA, Canal 68)
FDF Telecinco (
FTA, Canal 68)
Cuatro (
FTA, Canal 67)
Boing (
FTA, Canal MPE2)
Gran Hermano 24 horas (
FTA)
Telecinco HD (
FTA)
Canali digitali satellitari (SD) [
modifica]
Italia
Satellite
Hot Bird 9 - 13 gradi est, frequenza 11.919 MHz:
Rete 4 (
Tivù Sat, LCN 4, visione integrale;
FTA e
SKY, can. 104, alcuni programmi sono criptati)
Canale 5 (
Tivù Sat, LCN 5, visione integrale;
FTA e
SKY, can. 105, alcuni programmi sono oscurati mediante rullo
Tivù Sat)
Italia 1 (
Tivù Sat, LCN 6, visione integrale;
FTA e
SKY, can. 106, alcuni programmi sono criptati)
Boing (
Tivù Sat, LCN 15)
Iris (
Tivù Sat, LCN 25)
Satellite
Hotbird 9 - 13 gradi est, frequenza 11.219 MHz:
Mediaset Plus (in esclusiva su
SKY, can. 123)
Satellite
Hotbird 6 - 13 gradi est, frequenza 11.179 MHz:
Mediashopping (
Tivù Sat, LCN 24;
FTA e
SKY, can. 808, dal
1 marzo 2011 ME)
Satellite
Hotbird 6 - 13 gradi est, frequenza 12.545 MHz:
La 5 (
Tivù Sat, LCN 12)
Satellite
Atlantic Bird 1 - 12,5 gradi ovest, frequenza 12.545 MHz:
La 5Mediaset ExtraSpagna
Satelliti
Hispasat 1D - 30 gradi ovest, frequenza 12.303 MHz /
Astra 1E - 19,2 gradi est, frequenza 10.788 MHz:
Telecinco (
Digital+, dial 15)
Cuatro (
Digital+, dial 4, 14)
CNN+ (
Digital+, dial 70)
40 latino (
Digital+, dial 81, 158)
Canal Club (
Digital+, dial 88)
Nord America (New York, Miami, Chicago e Porto Rico)
Satellite
Galaxy 13/
Horizons 1 - 127 gradi ovest, frequenza 3.800 MHz:
CaribeVisiòn -
CV Network (
FTA)
Nord Africa (Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania)
Satelliti
Nilesat 102 - 7 gradi ovest, frequenza 12.203 MHz /
Badr 6 - 26 gradi est, frequenza 11.727 MHz:
Nessma (
FTA)
Canali digitali via cavo (SD e HD) [
modifica]
Italia
Rete 4 (
IPTV di
Alice Home TV can. 4,
TV di Fastweb can. 4 e
Infostrada TV can. 4)
Canale 5 (
IPTV di
Alice Home TV can. 5,
TV di Fastweb can. 5 e
Infostrada TV can. 5)
Italia 1 (
IPTV di
Alice Home TV can. 6,
TV di Fastweb can. 6 e
Infostrada TV can. 6)
Boing (
IPTV di
Alice Home TV can. 677,
TV di Fastweb can. 57 e
Infostrada TV)
Iris (
IPTV di
Alice Home TV can. 332,
TV di Fastweb can. 36 e
Infostrada TV)
La 5 (
IPTV di
Alice Home TV,
TV di Fastweb e
Infostrada TV)
TG Mediaset (
IPTV di
Alice Home TV,
TV di Fastweb e
Infostrada TV)
Mediaset Extra (
IPTV di
Alice Home TV,
TV di Fastweb e
Infostrada TV)
Mediashopping (
IPTV di
Alice Home TV can. 808,
TV di Fastweb can. 932 e
Infostrada TV, dal
1 marzo 2011 ME)
Mediaset Plus (
IPTV di
Alice Home TV can. 123)
Mediaset Premium (solo
Premium Bouquet,
Premium Calcio e
Premium MotoGP,
IPTV di
Alice Home TV e
TV di Fastweb)
Mediashopping è visibile anche attraverso il sito mediashopping.it in modalità
streaming (
web-tv). Gran parte dei programmi di
Canale 5,
Italia 1 e
Rete 4 sono visibili il giorno successivo alla messa in onda in formato integrale e/o in
videoclip su "Video Mediaset" attraverso il sito video.mediaset.it in alta qualità; alcuni programmi e i telegiornali delle reti generaliste sono anche disponibili in diretta.
Spagna
Telecinco è distribuito in digitale via cavo da Ono, R, Euskaltel, Telecable e via (
IPTV) da Imagenio, Orange TV, Jazztelia TV;
La 7,
FDF Telecinco,
Cuatro,
CNN+ e
40 latino sono distribuiti da Ono, R e Imagenio.
Nord America (New York, Miami, Chicago e Porto Rico)
CV Network è distribuito via cavo da Comcast e Atlantic Broadband.
Canali digitali via rete mobile (SD) [
modifica]
Italia
Canale 5 (
FTA,
DVB-H di
TIM TV)
Italia 1 (
FTA,
DVB-H di
TIM TV)
Boing (
FTA,
DVB-H di
3 TV)
Il meglio di
Canale 5,
Italia 1 e
Rete 4 (
FTA,
DVB-H di
3 TV)
Mediaset Premium (solo partite di
Serie A su
Premium Calcio in
pay per view,
DVB-H di
TIM TV e
3 TV)
Piattaforme digitali pay-tv, pay per view e video on demand (SD, HD e 3D) [
modifica]
Italia
VIA DIGITALE TERRESTRE (
MHP) E DIGITALE VIA CAVO (
IPTV di
Alice Home TV e
TV di Fastweb)
Mediaset Premium (
pay-tv,
pay per view e
video on demand)
Premium Menu (LCN 300, Mux
Mediaset 1 servizio televisivo per la gestione della
smart card, in esclusiva su
digitale terrestre)
Premium Gallery (in esclusiva su
digitale terrestre):
Premium Cinema (LCN 311, Mux
Dfree)
Premium Cinema Emotion (LCN 312, Mux
Dfree)
Premium Cinema Energy (LCN 313, Mux
Dfree)
Studio Universal (LCN 304, Mux
Dfree, solo distribuzione)
Premium Cinema HD (in
alta definizione LCN 320, Mux
Mediaset 5)
Premium Joi (LCN 321, Mux
Dfree)
Premium Mya (LCN 322, Mux
Dfree)
Premium Steel (LCN 323, Mux
Dfree)
Premium Joi +1 (LCN 324, Mux
Dfree)
Premium Mya +1 (LCN 325, Mux
TIMB 1 e Mux
Mediaset 5)
Premium Steel +1 (LCN 326, Mux
Mediaset 1)
Premium Extra 1 (LCN 331, Mux
Mediaset 1)
Premium Extra 2 (LCN 332, Mux
Mediaset 1)
Disney Channel (LCN 350, Mux
Dfree, solo distribuzione)
Disney Channel +1 (LCN 351, Mux
Mediaset 5, solo distribuzione)
Premium Fantasy (in esclusiva su
digitale terrestre):
Disney Channel (LCN 350, Mux
Dfree, solo distribuzione)
Disney Channel +1 (LCN 351, Mux
Mediaset 1, solo distribuzione)
Playhouse Disney (LCN 352, Mux
Mediaset 1, solo distribuzione)
Cartoon Network (LCN 353, Mux
Mediaset 1, solo distribuzione)
Premium Hiro (LCN 354, Mux
Mediaset 1)
Premium on Demand HD (in esclusiva su
digitale terrestre, funzione
video on demand in
alta definizione e in
3D con
set top box e tv abilitati)
Premium Calcio (
digitale terrestre e
IPTV) :
Premium Calcio (LCN 370, Mux
Mediaset 1, in pay per view solo le dirette
Serie A,
Champions League e
Europa League;
Alice Home TV, can. 80;
TV di Fastweb, can. 851)
Premium Calcio 1 (LCN 371, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 81;
TV di Fastweb, can. 852)
Premium Calcio 2 (LCN 372, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 82;
TV di Fastweb, can. 853)
Premium Calcio 3 (LCN 373, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 83;
TV di Fastweb, can. 854)
Premium Calcio 4 (LCN 374, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 84;
TV di Fastweb, can. 855)
Premium Calcio 5 (LCN 375, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 85;
TV di Fastweb, can. 856)
Premium Calcio 6 (LCN 376, Mux
Mediaset 1, pay per view;
Alice Home TV, can. 86;
TV di Fastweb, can. 857)
Premium Calcio HD 1 (in
alta definizione LCN 381, Mux
Mediaset 1)
Premium Calcio HD 2 (in
alta definizione LCN 382, Mux
Mediaset 5)
Premium MotoGP (
digitale terrestre e
IPTV):
Premium MotoGP (Mux
Mediaset 1, pay per view,
Alice Home TV, can. 79;
TV di Fastweb, can. 860, sospeso)
Premium Bouquet (in esclusiva su
IPTV):
Premium Joi (
Alice Home TV, can. 51;
TV di Fastweb, can. 801)
Premium Mya (
Alice Home TV, can. 52;
TV di Fastweb, can. 802)
Premium Steel (
Alice Home TV, can. 53;
TV di Fastweb, can. 803)
Premium Joi +1 (
Alice Home TV, can. 54;
TV di Fastweb, can. 805)
Premium Mya +1 (
Alice Home TV, can. 55;
TV di Fastweb, can. 806)
Premium Steel +1 (
Alice Home TV, can. 56;
TV di Fastweb, can. 807)
Premium Cinema (
Alice Home TV, can. 57;
TV di Fastweb, can. 811)
Premium Cinema Emotion (
Alice Home TV, can. 58;
TV di Fastweb, can. 812)
Premium Cinema Energy (
Alice Home TV, can. 59;
TV di Fastweb, can. 813)
Studio Universal (
Alice Home TV, can. 60;
TV di Fastweb, can. 814, solo distribuzione)
Premium Hiro (
Alice Home TV, can. 71;
TV di Fastweb, can. 831)
Cartoon Network (
Alice Home TV, can. 72;
TV di Fastweb, can. 832, solo distribuzione)
Le partite trasmesse sui canali Diretta Calcio e Premium Calcio24 (solo per le partite di
Serie A e
Champions League,
Europa League) sono acquistabili singolarmente in modalità pay-per-view (per le nuove tessere acquistate nel corso del 2008 previo acquisto Premium Gallery).
Parte dell'offerta Mediaset Premium è distribuita in Italia anche in DVB-H su
TIM TV e
3 TV.
Spagna
VIA DIGITALE SATELLITARE
Satelliti
Hispasat 1D - 30 gradi ovest, frequenza 12.303 MHz /
Astra 1E - 19,2 gradi est, frequenza 10.788 MHz:
Digital+ (
pay-tv e
pay per view)
Dati societari [
modifica]
Ragione sociale: Mediaset S.p.A.
Sede legale: Via Paleocapa, 3 - 20121
MilanoPartita Iva e
Codice Fiscale: 09032310154
Capitale sociale: 614.238.333
EuroOrgani sociali [
modifica]
Consiglio di Amministrazione:
Presidente:
Fedele Confalonieri*
Vice Presidente:
Pier Silvio Berlusconi* (Presidente e Amministratore Delegato R.T.I.)
Amministratore Delegato:
Giuliano Adreani* (Presidente e Amministratore Delegato Publitalia '80)
Consiglieri:
Gina Nieri*,
Marina Berlusconi,
Niccolò Querci (Presidente
Media Shopping),
Pasquale Cannatelli, Paolo Andrea Colombo, Luigi Fausti, Carlo Secchi, Attilio Ventura,
Mauro Crippa,
Bruno Ermolli,
Marco Giordani, Alfredo Messina
Collegio Sindacale: Alberto Giussani, Francesco Vittadini, Silvio Bianchi Martini, Mario D'Onofrio, Antonio Marchesi
(*) Membri del Comitato Esecutivo
Logo [
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L'emblema originario dei Visconti raffigurante il "
Biscione"
Il logo di Mediaset è la testa stilizzata del
Basilisco, detto anche
Biscione, adottato come simbolo araldico e stemma dai
Visconti, signori di
Milano, a partire dal XI secolo in seguito alle gesta di Oddone Visconti in
Terra Santa nel
1187. Il Basilisco venne poi acquisito dagli
Sforza nel corso del
XIV secolo, sino a divenire uno dei simboli della città.
Il Biscione di Mediaset porta tra le fauci un
fiore di otto petali, a differenza dello stemma dei Visconti in cui vi si trova un moro. Il logo è stato creato negli anni settanta come simbolo di
Milano 2: un progetto urbanistico ad opera di
Silvio Berlusconi situato nella natura (il fiore), adiacente a Milano (il Biscione). Da allora ha sempre rappresentato il gruppo
Fininvest, quindi il canale
Telemilano, la cui sede era per l'appunto a Milano 2, in seguito rinominato
Canale 5. Di qui l'adozione del simbolo da parte di Mediaset nel
1993 esteso a tutte le società del gruppo televisivo; nel
2004 ha poi assunto la linea attuale in concomitanza con il lancio dell'offerta televisiva in digitale.
È simbolo anche di
Milano 3,
Medusa, della società di aerotrasporti privata Alba, del
Teatro Manzoni e, in altre differenti declinazioni, del canale
Mediashopping, della Onlus Mediafriends, del gruppo assicurativo-bancario
Mediolanum, facente sempre parte di Fininvest.
Il colore del fiore oggi è il principale carattere distintivo del simbolo: blu per Mediaset, arancione per Canale 5 (in precedenza rosso), verde per Fininvest e Mediafriends, giallo per Mediashopping, azzurro per Mediolanum, giallo oro per Alba e Medusa, rosso per Milano 2, Milano 3 ed il Teatro Manzoni.
Per identificare il gruppo televisivo facente capo a Fininvest, viene spesso utilizzato per l'appunto il termine Biscione.
Critiche [
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Per approfondire, vedi la voce
Critiche a Mediaset.
Mediaset (e prima della sua costituzione
Fininvest) è da diversi anni al centro di diverse critiche, nonché iter politico-giudiziari per lo più strettamente intrecciati tra la storia politica italiana, la
magistratura e il fondatore
Silvio Berlusconi; in altri casi invece totalmente separati dallo stesso fondatore in quanto dal
1994 non rientrante più nei quadri societari. Principalmente tali critiche riguardano le presunte violazioni di alcune leggi, le quote di ricavi da concessioni pubblicitarie, l'informazione giornalistica, la qualità dei programmi trasmessi, i diritti televisivi, la gestione dei rapporti con la concorrenza (televisiva e mediatica in generale) e le censure degli anime.
Lodo Retequattro [
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Per approfondire, vedi la voce
Lodo Retequattro.
Una critica rivolta all'azienda è relativa all'emittente
Rete 4 e al cosiddetto lodo Retequattro, secondo cui l'emittente non avrebbe diritto a trasmettere in analogico (in altre forme invece sì). La situazione è ancora pendente, mentre la giurisprudenza ha prodotto molte sentenze al riguardo.
Anime [
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Per approfondire, vedi la voce
Adattamento e censura degli anime.
Un'altra importante critica mossa nei confronti di Mediaset riguarda la
politica relativa ai prodotti di animazione, soprattutto l'
animazione giapponese. Sul web sono infatti facilmente rintracciabili siti e comitati di protesta che attaccano duramente gli adattamenti italiani di alcuni
anime curati dal network. Molto spesso Mediaset è stata accusata di aver censurato i contenuti, i dialoghi e le immagini di alcune serie stravolgendone il significato, perché ritenute inadatte.
[32] Serie come
Temi d'amore fra i banchi di scuola,
È quasi magia Johnny, le 3 serie di
Dragon Ball e le 5 serie di
Sailor Moon sono spesso portate ad esempio. Va segnalato che in alcuni casi Mediaset ha dichiarato di aver solo ceduto alle pressioni del
MOIGE, di cui è noto l'ostracismo verso tutti gli anime del Sol Levante. Gli accusatori sostengono invece che la mancanza di motivazione di alcuni tagli porta a pensare che Mediaset non abbia ceduto alle pressioni ma intrattenga una vera collaborazione con il
MOIGE o addirittura cerchi solo di adattare le opere ad un target diverso dall'originale, per poter migliorare l'audience. A riprova di questo c'è il fatto che gli anime trasmessi da
MTV o dalle emittenti locali non presentano censure o tagli arbitrari che stravolgono l'opera o comunque non in maniera forte.
In altre occasioni Mediaset è stata accusata di aver stravolto il significato di una serie per puri scopi commerciali, un esempio in questo caso è la celebre serie
Mila & Shiro, in cui la protagonista viene fatta diventare cugina della protagonista di
Mimì e la nazionale di pallavolo, creando una connessione in realtà inesistente tra le due opere (poi portata nelle versioni francese e spagnola) e giustificata dal tentativo di trasferire il successo della serie di Mimì su quella di Mila, che comunque divenne popolare in
Italia. Lo stesso discorso è valido per le due serie
Holly e Benji, due fuoriclasse e
Palla al centro per Rudy.
Pubblicità [
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Da diverse parti Mediaset è stata accusata di inserire nel palinsesto quantità eccessive e sempre crescenti di pubblicità, a volte ricorrendo a trucchi e artifizi cavillosi. Un esempio è il fatto che
TGcom, un servizio a pagamento di informazioni, è considerato da Mediaset un programma autonomo simile ad un
telegiornale piuttosto che una pubblicità inserita all'interno di altri programmi. Forte di questa interpretazione, Mediaset ha più volte aggirato la normativa vigente e interrotto una trasmissione per trasmettere pubblicità seguita dal TGcom e poi da un ulteriore stacco pubblicitario anziché con la ripresa del programma. L'autorità garante delle comunicazioni ha già condannato più volte questo atteggiamento.
[33]Nel
2003 un telespettatore ha fatto causa a Mediaset a causa del numero di
spot giudicato intollerabile trasmessi durante le semifinali di Champions League, il caso è arrivato in cassazione e la suprema corte si è espressa a favore del telespettatore riconoscendogli il risarcimento simbolico chiesto di 100 euro (più il pagamento delle spese legali).
[34]Nel novembre
2006 Mediaset è stata multata di 650.000 euro per le ripetute violazioni delle norme riguardanti le interruzioni pubblicitarie durante la trasmissione dei film e per la violazione delle norme in materia di tutela dei minori.
[35]All'inizio degli
anni duemila sono stati soppressi tutti i
contenitori di cartoni animati, con grande disappunto degli affezionati, per far posto ad un programma di pochi secondi (secondo alcuni uno spot mascherato) che reclamizza suonerie e loghi per
telefoni cellulari.
[36]YouTube [
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Nel
2008 Mediaset ha fatto causa a
YouTube per violazione dei diritti d'autore richiedendo 500 milioni di euro di risarcimento. Secondo Mediaset, alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori, con relative perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete. Alcuni hanno visto in questo atteggiamento una volontà di censura, ma Mediaset si è difesa affermando di aver cercato più volte un dialogo con YouTube e con il suo proprietario
Google senza mai ottenere risposta, vedendosi costretta a ricorrere alle vie legali.
[37] Questo comportamento è stato tuttavia criticato da molti poiché molte televisioni in
Italia (
La7 e la
Rai dispongono di canali su
Youtube su cui pubblicano gratuitamente parte del loro materiale) e all'estero (su tutte la
BBC[38]) applicano sempre più una politica di rilasciare i propri contenuti.
In
Spagna è successa quasi la stessa cosa:
Telecinco ha vinto una causa contro il portale ottenendo la rimozione dei video non autorizzati ma non il risarcimento economico, mentre altre (
TVE,
Antena 3,
Cuatro TV) hanno il loro spazio su
YouTube.
Faziosità [
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Alcuni esponenti del
centro-sinistra hanno accusato alcune delle trasmissioni di informazione di Mediaset (su tutte il
TG4 ma solo nei riguardi di
Emilio Fede e non degli altri giornalisti che non mostrano il suo grado di faziosità, e in parte anche
Matrix[39] di
Enrico Mentana) di faziosità in favore del loro editore.
In occasione della celebre "
discesa in campo" del
1994 alcuni personaggi
VIP delle reti Mediaset (tra cui
Raimondo Vianello,
Ambra Angiolini e
Mike Bongiorno) hanno pubblicamente dichiarato in diretta televisiva di votare per il loro editore, causando molte polemiche. La legge sulla
par condicio metterà poi fine in seguito a tali espliciti endorsements. In occasione delle
elezioni politiche italiane del 2008 invece, i due candidati Berlusconi e Veltroni hanno sostenuto delle interviste con Mentana nel corso della stessa serata (a causa del rifiuto del leader PDL di un faccia a faccia). A parlare per primo è stato Veltroni e in seguito all'uscita del leader del centro-sinistra si è avuto l'ingresso di Berlusconi. Ha sollevato delle polemiche il fatto che Berlusconi abbia potuto parlare per secondo ascoltando e dibattendo su tutto ciò che il suo avversario aveva detto in precedenza, mentre a Veltroni non è stata concessa l'opportunità di replicare alle dichiarazioni del leader del
centrodestra, anche in questo caso Mediaset si è difesa per bocca di Fedele Confalonieri e dello stesso Mentana, dichiarando che l'ingresso è stato dato da un regolare sorteggio richiesto proprio dal partito Democratico di Veltroni, originariamente contrario all'ingresso di Berlusconi per primo. Altra critica riguarda il fatto che i palinsesti di
Italia 1 e
Rete 4, al momento dell'intervista Veltroni, prevedevano programmi molto seguiti come
CSI e
Tempesta d'amore, mentre Berlusconi sarebbe stato avvantaggiato perché, nella fascia oraria della sua intervista, non era prevista la messa in onda di programmi di punta come i precedenti.
In più occasioni le emittenti del gruppo (in particolare
Rete 4) sono state multate per violazione della legge sulla par condicio.
Auditel [
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Altre critiche riguardano la sospensione improvvisa per motivi di
auditel di alcune serie televisive a causa dei bassi ascolti. Telefilm come
Nati ieri e
Crimini bianchi sono stati cancellati o sospesi dopo poche puntate per gli ascolti buoni ma insufficienti a battere la concorrenza
RAI. Gli spettatori non negano all'emittente il diritto di cancellare un programma non proficuo, ma obbiettano che comunque non è corretto nei confronti degli appassionati sospendere una serie a metà lasciando irrisolta la conclusione della trama.
[40] Soluzioni come lo spostamento in un'altra fascia oppure la realizzazione di uno o due episodi conclusivi sono considerati soluzioni molto più oneste nei confronti del pubblico.
Il "Caso Englaro" [
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Il
9 febbraio 2009, in occasione della morte di
Eluana Englaro, la rete ammiraglia
Canale 5 ha mantenuto la programmazione invariata con la messa in onda del
Grande Fratello 9 (a differenza della RAI in cui fu la rete secondaria
Rai 2 a mantenere invariata la programmazione trasmettendo X factor), nonostante le richieste di
Enrico Mentana per
Matrix e del
TG5 di trasmettere uno speciale sul caso. La rete del Gruppo preposta a tale approfondimento giornalistico, in prima serata, è stata
Rete 4 (terza rete del gruppo) con uno speciale condotto dal direttore della testata Emilio Fede. La sera stessa Mentana, attraverso un comunicato stampa, annuncerà per protesta le sue dimissioni dalla carica di direttore editoriale di Mediaset, accusando il suo editore di pensare solo e unicamente all'auditel e di ignorare l'aspetto fondamentale della televisione come mezzo di informazione.
[41][42] Mediaset accetterà immediatamente le dimissioni del giornalista affermando, attraverso un comunicato stampa, il proprio ruolo di televisione commerciale con un sistema a tre reti. Due giorni dopo, Mentana, tramite una lettera pubblicata dal quotidiano Libero, illustra a pieno la vicenda ribadendo le accuse e ottenendo solidarietà dal mondo giornalistico.
[43].
Rapporti con i dipendenti [
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Mediaset è duramente criticata dagli addetti ai lavori poiché si sono verificati casi in cui è mancata la comunicazione diretta agli attori e ai membri della troupe della decisione (o anche solo della possibilità) di sospendere la serie. Nel caso del già citato
Crimini bianchi molti membri dei cast si sono lamentati di aver saputo della perdita del lavoro solo all'annuncio stampa.
[44]Ad inizio del
2009 ha molto risalto sui media il caso di
Mike Bongiorno, volto storico del network fin dalla sua nascita. Infatti il contratto di Bongiorno scadeva alla fine del 2008 e lo stesso conduttore aspettava un rinnovo che in 30 anni era sempre arrivato puntuale e in automatico. Alla fine del
2008 tuttavia Mike non ricevette il rinnovo e le sue continue telefonate ai più alti dirigenti per avere chiarimenti furono ignorate fino a quando un impiegato dell'azienda gli comunicò per telefono che Mediaset già da tempo aveva deciso di non rinnovare il contratto. Durante la trasmissione di
Raitre Che tempo che fa di
Fabio Fazio Bongiorno si è detto duramente amareggiato per il modo in cui è stato trattato e del fatto che nessuno per mesi (neanche il suo grande amico
Silvio Berlusconi) si è degnato di rispondere alle sue telefonate.
TV Trash in Italia e Spagna [
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La principale critica alla tv spagnola
Telecinco, rivolta fin dalla nascita e mai sopita, è stata quella di proporre Telebasura, cioè programmi di qualità scadente e di carattere popolare atti a conseguire grandi ascolti.
Anche in Italia trasmissioni come
Uomini e donne,
C'è posta per te,
La pupa e il secchione, e in generale i reality show ed alcuni talk show proposti dalle emittenti del gruppo, sono state più volte indicate dagli opinionisti come televisione spazzatura e duramente attaccate anche dalle associazioni di psicologi perché propongono ai giovani esempi distorti e disapprovabili della vita. Duramente criticata è anche la costante presenza nei programmi di ballerine poco vestite e di personaggi privi di qualunque qualifica (
Costantino Vitagliano,
Daniele Interrante,
Alessandra Pierelli, ecc.) scelti solo a causa del loro gradevole aspetto fisico. Mediaset si è più volte difesa affermando che il fatto stesso che i programmi facciano grandi ascolti significa che il pubblico apprezza, ma altri obbiettano che questo successo di ascolti è dovuto principalmente al grande battage autopubblicitario che le emittenti fanno ai loro programmi, infatti in molti casi i programmi di gossip e a volte perfino i telegiornali dedicano servizi interi alle vicende dei tronisti, sempre i telegiornali del gruppo sono stati accusati anche di fare pubblicità alle trasmissioni delle reti Mediaset tramite finti servizi giornalistici per approfondire il "grande successo" che la serie sta riscuotendo.
Controprogrammazione [
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Da più parti Mediaset è stata accusata di decidere i propri palinsesti unicamente in base al desiderio di contrapporsi alle scelte della
RAI. Infatti se la televisione di stato annuncia i suoi palinsesti senza tenere conto delle programmazioni del rivale, lo stesso non si può dire di Mediaset che in più occasioni ha spostato i propri programmi più visti (di fascia oraria o anche da un giorno all'altro) unicamente per rivaleggiare con programmi più forti della
RAI. Nel
marzo 2009 la celebre conduttrice
Maria De Filippi criticò il proprio editore a causa dello spostamento del talent
Amici di Maria De Filippi al martedì, con il solo scopo di rivaleggiare con il
talent show X factor di
Rai 2.
[45] Altro esempio, almeno dal 2006, è
Striscia la notizia, che quando è in diretta quasi sempre adegua la sua durata a quella dell'arcirivale
Affari tuoi.
Voci correlate [
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FininvestPublitalia '80R.T.I.Medusa CinemaTelecincoDigitale terrestreEndemolMondadoriTeatro ManzoniAuditelTelecom Italia3 ItaliaWindSKYClass EditoriAlice Home TVTV di FastwebAppleIULM21 InvestimentiNBC UniversalDisney Channel ItaliaDGTViTivùLegge MammìLegge MaccanicoLegge GasparriLodo RetequattroSilvio BerlusconiSigle delle produzioni MediasetFonti [
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Company Profile da Borsaitaliana.itBorsaitaliana.itAzionariato da Consob.itOrgani sociali da Consob.itBilancio consolidato Mediaset S.p.A. al 31.12.2007Sito Internet Gruppo MediasetSito Internet Publitalia '80Note [
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^ Classifica Broadcaster Europei, 2007^ Classifica del mercato mondiale dei media, 2007^ Classifica Thomson Reuters Extel^ Inaugurazione Telemilano^ Provvedimento Agcm n. 1742^ Collocamento azioni Mediaset^ [1]^ Massimo storico titolo MS^
a b Classifica siti italiani più visti^ [2]^ Fatturato Mediaset Premium 2008^ Studio 20^ Publitalia '80^ Publitalia '80^ Publiespaña^ Manifestazione popolare per il ripristino delle reti Fininvest nel 1984^ Trattativa per la cessione di Rete 4^ Articolo sul sito Tv-Zone^ [3]^ Distribuzione tessere Tivù Sat^ Mediaset.it^ Sportmediaset.it^ 21 Partners e Medusa Cinema^ Diritti televisivi^ Mediaset vince ricorso con Youtube tgcom.mediaset.it
^ Sentenza del tribunale tgcom.mediaset.it (
PDF)
^ Telecinco^ Telecinco^ Mediaset International^ Programmi di informazione^ http://www.davidemaggio.it/archives/21421/mario-giordano-a-capo-della-nuova-agenzia-news-mediaset-aspettando-la-rete-all-news/^ Fonte: Mentecritica.net^ Fonte su repubblica.it^ Fonte su ilmessaggero.it^ Fonte su enricodiparola.it^ Fonte su bimbumbam.altervista.org^ Fonte su digital-sat.it^ Fonte su repubblica.it^ Fonte su dsmilano.eu^ Fonte su blogapuntate.it^ Notizia sulle dimissioni di Mentana da tv-zone.it
^ In onda il Gf9, Mentana si dimette Tgcom.it
^ stralcio lettera di Mentana a Libero^ Fonte su blogapuntate.it^ Maria de Filippi si infuria per lo spostamento al martedi Tgcom.it
Collegamenti esterni [
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Mediaset.itGruppo MediasetGuida ai programmi reti MediasetTgcomSportMediasetVideo MediasetMediaset PremiumPublitalia '80Digitalia '08PublieuropeMedusaMedusa CinemaMedia ShoppingTaodueTelecincoCuatroDigital+PubliespañaEndemol GroupTivùCV NetworkNessma TvCampus MultimediaMediafriendsDGTViFininvest[
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