Pietro Berti

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giovedì 10 marzo 2011

Emergency


Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati [senza fonte].
Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada[1], chiamata a ricoprire la carica che fu della madre, Teresa Sarti, fino alla morte di quest'ultima[2]. Alessandro Bertani ricopre la carica di vicepresidente[3].
Indice[nascondi]
1 Presenza operativa
2 Campagne di comunicazione e sensibilizzazione
3 Controversie
3.1 Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency
3.2 Posizione politica e mancanza di neutralità
3.2.1 Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo
3.2.2 Arresto di tre operatori a Lashkar Gah
4 Note
5 Bibliografia
6 Filmografia
7 Collegamenti esterni
Presenza operativa [modifica]
Emergency è presente in Afghanistan[4], Cambogia[5], Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone[6], Sudan, dove ha costruito e gestisce ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei paesi confinanti.
In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Nell'inverno del 2010 viene aperto un secondo poliambulatorio a Marghera.
Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Angola e in Sri Lanka.

Mappa dei paesi in cui Emergency è intervenuta
Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi:
7 centri medici
Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
4 centri pediatrici
Goderich (Sierra Leone), Mayo e Nyala (Sudan), Bangui (Rep. Centrafricana)
1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
55 FAP (First Aid Post)
re-integrazione sociale di vittime di guerra
laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya)
assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati
interventi una tantum in altri paesi
Ruanda (1994), Serbia (1999), Eritrea (2000), Algeria (2003), Angola (2003), Palestina (2004), Sri-Lanka (2005)
Dal 1994 al marzo 2010 Emergency ha aiutato più di 3.700.000 persone. [7]
Campagne di comunicazione e sensibilizzazione [modifica]
Parallelamente agli interventi umanitari all'estero, l'attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all'impegno sul territorio italiano di 166 gruppi e 20 riferimenti locali, con un numero di circa 4000 volontari[senza fonte]; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza.
Dalla sua fondazione, Emergency ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:
nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;
nel 2001 Emergency propone l'iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
nel 2002 Emergency promuove l'iniziativa Fuori l'Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
nel 2003 Emergency aderisce all'iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l'attuazione dell'art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
nel 2008 Emergency elabora il "Manifesto per una medicina basata sui diritti umani": il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.
Emergency ha inoltre organizzato eventi di raccolta fondi e formazione interna:
Nel 1999 in occasione dei primi 5 anni dell'associazione Jovanotti, Piero Pelù e Luciano Ligabue hanno prodotto un album singolo dal titolo Il mio nome è mai più, devolvendone i proventi commerciali ad Emergency ed in particolare ai progetti umanitari in Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.
Il 28 ottobre 2006 si è svolta la prima Giornata Nazionale di Emergency; l'associazione è stata presente in oltre 290 piazze italiane con banchetti e varie iniziative locali.
Dal 2002, ogni anno, oltre mille volontari dell'associazione si ritrovano in una città italiana che ospita l'"Incontro Nazionale di Emergency". Tre giorni in cui si tengono corsi formativi per i nuovi volontari e aggiornamenti per chi invece è già "pratico".
Dall'8 al 13 settembre 2009 si è tenuto a Firenze l'incontro nazionale dei 15 anni di Emergency, per la prima volta l'incontro nazionale dei volontari è stato aperto al pubblico. Nelle serate di venerdì e sabato artisti e intellettuali tra cui Patti Smith, Jovanotti, Gianni Mura, Marco Paolini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia hanno festeggiato al Mandela Forum con almeno 20 mila persone e volontari questo compleanno.
Dal 7 al 12 settembre 2010 all'incontro nazionale di Firenze Gino Strada ha presentato il manifesto "Il mondo che vogliamo"[8].
Controversie [modifica]
Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency [modifica]
Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento[9].
Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituirebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati[9].
Per il fatto, poi, che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbe un'urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS[10].Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.
Posizione politica e mancanza di neutralità [modifica]
Emergency è stata criticata dal giornalista Sergio Romano[11] e dalla Croce Rossa Italiana[12] per mancanza di neutralità in politica estera.
Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo [modifica]
Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, Emergency ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione[13][14][15].
Arresto di tre operatori a Lashkar Gah [modifica]
Il 10 aprile 2010[16], tre operatori di Emergency (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia.[17] Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre ha suscitato particolare clamore. Gino Strada ha ricondotto l'operazione ad un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione. Domenica 18 aprile 2010, i tre cooperanti di Emergency sono stati liberati, in quanto non colpevoli[18]. Non è ancora chiaro quando, come e da chi siano state introdotte le armi rinvenute nell'ospedale. Le indagini sono tuttora in corso. Il 23 aprile 2010 Gino Strada ha annunciato di aver querelato Il Giornale e Libero, con l'accusa di aver scritto che i tre operatori arrestati avrebbero confessato.[19] L'organizzazione ha, nel frattempo, sospeso le attività dell'ospedale di Lashkar Gah[20]. Il 29 luglio 2010 Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah. L’attività è ripresa il giorno stesso.[21]
Note [modifica]
^ 28/12/09 - Cecilia Strada è la nuova Presidente di Emergency. URL consultato il 2-3-2010.
^ Daniele Mastrogiacomo. «Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency». la Repubblica, 1 9 2009. URL consultato in data 18-11-2009.
^ Ignazio Dessì. Emergency, il Vicepresidente Alessandro Bertani: "Volevano screditarci ma ne usciamo a testa alta". URL consultato il 07-09-2010.
^ Nel sud dell'Afghanistan, a Lashkar-gah, il Centro chirurgico per vittime di guerra è intitolato a Tiziano Terzani
^ Il centro chirurgico di Battambang (Cambogia) è intitolato a Ilaria Alpi
^ La corsia femminile dell'ospedale di Goderich in Sierra Leone è intitolato a "Via del Campo" in omaggio a Fabrizio De André
^ Emergency - sito ufficiale - storia
^ Emergency - Informati -settembre 2010
^ a b http://www.politichesanitarie.it/allegati/00388_2008_03/fulltext/139-142-Note-Ospedale.pdf
^ 2005 WHO Regional Committee for Africa - Documents
^ Corriere.it - Rubrica delle lettere di Sergio Romano: IL BUON LAVORO DI EMERGENCY MA NON È LA CROCE ROSSA
^ RadioRadicale.it - Intervista a Massimo Barra (presidente Croce Rossa italiana)
^ L'Unità
^ Corriere della Sera
^ Il Giornale
^ Emergency - Comunicati stampa -10 aprile 2010
^ Afghanistan, arrestati 3 operatori di Emergency Accusati di complotto - Esteri - ilGiornale.it del 10-04-2010
^ Emergency - Comunicati Stampa - 18 aprile 2010
^ Emergency: querelati Giornale e Libero - Cronaca - ANSA.it
^ Lashkar Gah, Emergency lascia l'ospedale «Hanno raggiunto il loro scopo», Corriere, 13 aprile 2010
^ Emergency torna a Lashkar Gah, oggi è una bella giornata
Bibliografia [modifica]
Gino Strada, Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra, Feltrinelli, 1999, ISBN 8807170329
Gino Strada, Buskashì. Viaggio dentro la guerra, Feltrinelli, 2002, ISBN 8807170698
Giulietto Chiesa, Vauro, Afghanistan anno zero, Guerini e Associati, 2001, ISBN 8883352424
Emergency, Medici di guerra - Inviati di pace, Guerini e Associati, 2002, ISBN 8883353196
Vauro, Principessa di Baghdad, Guerini e Associati, 2003, ISBN 888335432X
Emergency, "E (Emergency)", Mondadori, 2005, ISBN 8804547952
Favaro, Carrer, "L'albero incantato", Carthusia, 2005, ISBN 8887212503
Favaro, La Porta, "Chi è il più forte?", Carthusia, 2005, ISBN 888721249X
Favaro, Mulazzani, "Il ragno e il gallo", Carthusia, 2005, ISBN 8887212546
Favaro, Cerri, "Gurnatalla e il gigante senza nome", Carthusia, 2005, ISBN 8887212538
Giuseppe Villarusso, "Incontro all'Afghanistan" , Arca, 2006, ISBN 888820332X
Michele Costanzo, "Architetture di pace, ospedali di guerra - Le strutture sanitarie di Emergency", Mancosu Editore, 2007, ISBN 8887017468
Raul Pantaleo, "Attenti all'uomo bianco", Eleuthera, 2007, ISBN 888949039X
Beta, Junakovic, "Se vede una scala Ninetta curiosa..." , Carthusia, 2008 ISBN 9788895443119
Filmografia [modifica]
Jung - Nella terra dei Mujaheddin (Jung (War) in the Land of the Mujaheddin), regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2001)
Afghanistan: effetti collaterali, regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2002)
Domani torno a casa, regia di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini (2008)
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
Canale su YouTube

mercoledì 9 marzo 2011

Save the Children


Save the Children è il nome con cui è nota la rete di associazioni umanitarie nazionali facenti capo a International Save the Children Alliance, organizzazione non governativa con sede a Londra.
Presente in 27 Paesi, in Italia è rappresentata da Save the Children Italia, che ha lo status di ONLUS.
L'International Save the Children Alliance ha status consultivo presso il consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Save the Children, al pari di altre ONG, presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.
Le sue attività principali sono nell'ambito dell'educazione (istruzione), nella risposta alle emergenze, la riduzione della povertà, la lotta all'Aids, la salute e il contrasto allo sfruttamento e abuso dei bambini, come il fenomeno dei bambini soldato, della tratta, dello sfruttamento sessuale.
Tra i più recenti interventi dell'organizzazione figura quello a seguito dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì le popolazioni del sud-est Asia: Save the Children fu impegnata nella ricostruzione del tessuto sociale andato distrutto dalla catastrofe.
I suoi interventi hanno riguardato e riguardano la protezione dei bambini, il ricongiungimento con i familiari nel caso degli orfani, la ricostruzione del sistema scolastico.
Dopo il terremoto che ha devastato il Pakistan nell'Ottobre 2005, Save the Children si è impegnata in molti interventi di ricostruzione e protezione dei minori. Save the Children è presente in zone di guerra come Afghanistan, Libano, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, o in zona di post conflitto dell'area balcanica (Kosovo e Serbia).
È presente da molti anni in quasi tutti i paesi dell'Africa: in quelli colpiti più volte da siccità come l'Etiopia, o da quelli che affrontano un difficile transizione dopo anni di conflitti, come l'Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia. O in quelli che hanno problemi sanitari gravissimi, come il Malawi (a causa della diffusione dell'HIV-AIDS).
Save the Children sviluppa progetti anche in tutto il Centro e Sud America, in tutta l'Asia e in Oceania.
L'Alliance è presieduta da un segretario generale, carica che da gennaio 2008 è ricoperta dalla svedese Charlotte Petri Gornitzka, già a capo di Save the Children nel suo Paese[1]; nella filiazione associativa del Regno Unito la massima carica esecutiva è quella di direttore generale, ricoperta da Jasmine Withbread[2] (mentre la carica di presidente è conferita ad honorem alla principessa Anna); Save the Children Italia è invece rappresentata da un presidente che, sempre da gennaio 2008, è Claudio Tesauro[3]; in Svizzera l'associazione è altresì presieduta da un responsabile, che attualmente è Asa Sjöberg, svedese.
Indice[nascondi]
1 Campagne
2 Storia
3 Il lavoro di Save the Children in Italia
4 Note
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
[modifica] Campagne
Le principali campagne di Save the Children riguardano la riduzione della povertà, il contrasto al problema dei bambini soldato e l'educazione.
A tal propostito, nel settembre 2006, Save the Children ha lanciato a livello planetario una campagna denominata Riscriviamo il Futuro, con l'intento di dare istruzione di qualità a 8 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto o post-conflitto, entro il 2010. Save the Children opera secondo un quadro di buone prassi che mettono il bambino al centro della sua attività, che tendono a farlo partecipare in maniera attiva, detto il Child Right Programming.
[modifica] Storia
Save the Children nasce a Londra nel 1919. La sua fondatrice, Eglantyne Jebb, un'infermiera volontaria, intende creare un'organizzazione in grado di alleviare le terribili sofferenze dei bambini durante la Prima Guerra Mondiale.
Eglantyne Jebb, nel 1923, scrive la prima Carta dei Diritti del Bambino, adottata dalla Lega delle Nazioni, e successivamente dalle Nazioni Unite. Sulla stessa carta, si basa la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, del 1989.
[modifica] Il lavoro di Save the Children in Italia
Nel 1920 Save the Children ha portato sovvenzioni all'Italia come quelle per la Casa dei Bambini Sofferenti creata dal Vaticano e per la Lega Italo-Britannica. Nel 1923 alloca una somma di denaro per completare un sanatorio per bambini in Calabria, sull'Aspromonte. Si legge sul sito ufficiale che dopo la seconda guerra mondiale, Save the Children ha sostenuto la creazione di asili infantili e le formazione formazione di donne per l'insegnamento negli asili nido. La costruzione di asili infantili di Civitaluparella, in provincia di Chieti, di Lanciano e di Scandale in Calabria, è proseguita negli anni cinquanta. Negli anni sessanta assiste i terremotati del sud Italia.
Dal 1998 è presente in Italia con Save the Children Italia Onlus, che, oltre a sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo, opera in Italia con progetti di protezione dell'infanzia.
I principali ambiti di attività in Italia sono quelli relativi ai minori migranti, non accompagnati, presenti sul territorio italiano. Altri ambiti sono quelli per i minori vittime di tratta, sfruttati sessualmente o nel lavoro minorile.
Save the Children Italia è fortemente attiva nell'Educazione allo Sviluppo e nel contrasto alla pedo-pornografia in Intenet e nella sensibilizzazione all'uso sicuro di Internet e telefonini da parte dei bambini e dei ragazzi.
È anche molto impegnata nella promozione di politiche che tutelino i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il 26 agosto 2010 la società di calcio della Fiorentina ha annunciato l'adozione sulle proprie maglie del logo di Save the Children al posto di un vero e proprio sponsor ufficiale.[4]
[modifica] Note
^ (EN) «Charlotte Petri Gornitzka appointed Secretary General of the International Save the Children Alliance». URL consultato in data 15-9-2009.
^ (EN) People. URL consultato il 15-9-2009.
^ Save the Children Italia: Claudio Tesauro nuovo Presidente. URL consultato il 15-9-2009.
^ Fiorentina e Save the Children uniti per il futuro. ViolaChannel, 27-8-2010. URL consultato il 19-9-2010.
[modifica] Voci correlate
Child Rights Information Network
[modifica] Collegamenti esterni
(EN) Sito ufficiale Save the Children Alliance
Save the Children Italia ONLUS
(DE, FR, IT) Save the Children Svizzera

giovedì 17 febbraio 2011

Amnesty International

















Amnesty International è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l'amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty conta oltre 80.000 soci.
Scarica lo Statuto della Sezione Italiana di Amnesty International (287.85 KB).

Leggi la biografia di Peter Benenson (209.68 KB).

La storia di Amnesty International
1961 - Il 28 maggio l'avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà.
1963 - Viene istituito a Londra il Segretariato Internazionale di Amnesty International.
1964 - Le Nazioni Unite conferiscono ad Amnesty lo status consultivo. In tre anni ha adottato 1367 prigionieri, 329 dei quali successivamente rilasciati.
1975 - Nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International.
1977 - Amnesty riceve il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".
1985 - Amnesty decide di estendere il suo mandato anche ai rifugiati politici.
1991 - Amnesty adotta un nuovo mandato, impegnandosi a promuovere tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale.
1999 - Amnesty decide di sviluppare il proprio lavoro sull'impatto delle relazioni economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori dei diritti umani e contro l'impunità.
2001 - Svolta nella storia di Amnesty: il movimento agirà ora per "prevenire e porre fine a gravi abusi dei diritti all'integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell'ambito della propria opera di promozione di tutti i diritti umani".


Le campagne di Amnesty International dal 1961 a oggi
1962 Partono le prime missioni di ricerca in Ghana, Cecoslovacchia, Portogallo e Germania Est.
1965 Sono pubblicati i primi rapporti sulle condizioni di prigionia in Portogallo, Sud Africa e Romania. Parte la Campagna de "I prigionieri del mese".
1972 Amnesty lancia la prima campagna mondiale per l'abolizione della tortura.
1974 Amnesty pubblica un duro rapporto sulla repressione politica in Cile.
1979 Amnesty pubblica un elenco di 2.665 persone "scomparse" in Argentina.
1980 I rapporti dell'associazione sull'uso della psichiatria per motivi politici in Unione Sovietica ricevono grande copertura.
1982 In occasione del 10 dicembre, Amnesty lancia un appello per l'amnistia universale in favore di tutti i prigionieri di coscienza.
1983 Esce il primo rapporto di Amnesty sugli omicidi politici commessi dai governi.
1984 Amnesty lancia la sua seconda campagna mondiale contro la tortura.
1989 Amnesty lancia la sua prima campagna mondiale contro la pena di morte, dal titolo "Quando lo stato uccide".
1994 Amnesty lancia campagne su omicidi politici e sparizioni e sui diritti delle donne.
1996 Parte la mobilitazione per il Tribunale penale internazionale permanente.
1999 Amnesty prende parte alla Coalizione "Stop all'uso dei bambini soldato!".
2000 Amnesty lancia la terza campagna contro la tortura. La Sezione Italiana prende parte a Coalizioni sulle armi leggere e sugli acquisti trasparenti.
2002 A seguito di una campagna di Amnesty viene istituito un Tribunale penale internazionale sulla Sierra Leone.
2003 Parte la mobilitazione in difesa della popolazione civile irachena. Amnesty, Oxfam e la Rete internazionale d'azione sulle armi leggere (IANSA) lanciano la campagna "Control Arms".
2004 Parte la campagna "Mai più violenza sulle donne".
2005 Inizia la campagna "Make some noise": Yoko Ono concede i diritti d'autore dell'intero repertorio da solista di John Lennon.
2006 La Sezione Italiana lancia la campagna "Più diritti più sicurezza" per contrastare le violazioni dei diritti umani nella "guerra al terrore".
2007 Le Nazioni Unite votano a favore di una moratoria sulla pena di morte. La Sezione Italiana avvia la campagna "Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina", per ottenere miglioramenti sostanziali nel campo dei diritti umani in occasione dei Giochi olimpici.





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