Le prime proposte di un nuovo partito [
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Nel
2003 Michele Salvati, deputato eletto nelle liste dei Democratici di Sinistra, in alcuni articoli pubblicati sui quotidiani
Il Foglio[17] e
la Repubblica[18] nell'
aprile 2003, delineò un nuovo partito, nato dalla «riunione di tutte le correnti riformistiche moderate della storia italiana di cui tanto si è parlato a proposito dell’Ulivo» per formare così «un partito di sinistra moderata (o centrosinistra, se si preferisce), con un nome immediato, semplice e fortemente evocativo». L'idea di Salvati fu ripresa tre mesi dopo da Romano Prodi, all'epoca presidente della
Commissione Europea[19].
Per le
elezioni europee del 2004 nacque così la lista
Uniti nell'Ulivo, composta da
Democratici di Sinistra,
la Margherita,
SDI e
Repubblicani Europei. La lista unitaria raccolse il 31,1% dei voti, eleggendo 25 euro-parlamentari.
La lista unitaria si ripresentò anche in 9 delle 14 regioni chiamate al voto alle
elezioni regionali del 2005, tenutesi in
aprile. Il
16 ottobre 2005 in vista delle imminenti
elezioni politiche del 2006 si tennero le elezioni primarie per scegliere il leader della nuova coalizione di centrosinistra che riuniva, oltre ai partiti dell'Ulivo, anche la maggior parte delle forze di opposizione alla maggioranza di centrodestra e che prese il nome di
L'Unione. I membri della federazione dell'Ulivo (comunemente chiamata anche "Fed") sostennero la candidatura di
Romano Prodi, che con il 74% dei voti, divenne il candidato
Presidente del Consiglio dell'Unione.
Il successo delle primarie convinse anche
La Margherita, seppur inizialmente titubante, a presentare una lista unitaria dell'Ulivo alle politiche del 2006 per l'elezione della
Camera dei Deputati, mentre ciascun partito avrebbe corso con il proprio simbolo al
Senato. Nella lista unitaria non si presentarono tuttavia i
SDI che preferirono partecipare al progetto la
Rosa nel pugno, dichiarandosi non interessati alla costituzione di un partito unico di centrosinistra.
L'evoluzione del progetto e i congressi di DS e Margherita [
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Visti il successo della lista unitaria dell'Ulivo alle elezioni del 2006 (31,2%) e la vittoria elettorale dell'Unione, seppur con margini ristretti, con la conseguente elezione a Presidente del consiglio di
Romano Prodi, i partiti fondatori della lista decisero di continuare il percorso verso la formazione di un partito unico.
Nacquero numerose associazioni, che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico.
Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica di redigere un Manifesto per il Partito Democratico. Il documento venne reso pubblico nel dicembre del 2006.
Tra il 19 e il 21 aprile 2007 si tenne il IV e ultimo congresso dei DS, caratterizzato da una pluralità di mozioni:
Per il Partito Democratico (75,5%), che ricandidava segretario
Piero Fassino ed era favorevole al processo unitario con
La Margherita e alla fondazione del Partito Democratico
A Sinistra. Per il socialismo europeo (15,1%), che candidava segretario
Fabio Mussi ed era espressione del cosiddetto Correntone, contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione
Per un partito nuovo. Democratico e socialista (9,4%), che aveva come primi firmatari
Gavino Angius e
Mauro Zani, i quali richiedevano un legame esplicito al
socialismo europeo.
L'elezione alla segreteria di Piero Fassino fu sostanzialmente l'approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. Mussi ed il vecchio Correntone annunciarono la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto a sinistra del partito Democratico.
[20] La corrente di Gavino Angius, la settimana successiva all'assise congressuale, deciderà di abbandonare i DS, vista la non certezza dell'adesione al
PSE.
[21]Anche il II congresso de La Margherita (dal 20 al 22 aprile 2007) si svolse con l'obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l'unica mozione presentata dal presidente del partito Francesco Rutelli. L'assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l'ispirazione unificatrice delle forze di centrosinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel
2001, e come partito nel
2002. Le uniche critiche vennero da
Arturo Parisi, ministro della Difesa in carica, e da
Willer Bordon, che chiesero lo scioglimento delle
correnti interne in vista della nascita del PD e che il PD diventasse un vero e proprio partito unico e non una mera federazione di partiti. Più tardi, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon, l’ex
Presidente del consiglio Lamberto Dini e l'ex segretario del
PPI Gerardo Bianco decideranno di non aderire al nuovo partito.
Le elezioni primarie del 2007 e la vittoria di Veltroni [
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Per approfondire, vedi la voce
Elezioni primarie del Partito Democratico (Italia) del 2007.
Il primo atto formale verso la costituzione del nuovo Partito venne effettuato il
23 maggio 2007 con la nomina di un Comitato promotore, il "Comitato 14 ottobre", così chiamato con riferimento alla data in cui sarebbe stata eletta l'assemblea costituente del Partito Democratico
[22].
Tale comitato, nato con 45 membri, annoverava, oltre ad esponenti di DS e Margherita, anche politici provenienti da esperienze diverse (come l'ex
UDC Marco Follini e l'ex-
SDI Ottaviano Del Turco, governatore della Regione Abruzzo) e personalità della società civile, come il giornalista Gad Lerner, il presidente di "Slow Food"
Carlo Petrini e l'esponente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Tullia Zevi
[22].
Il comitato è stato criticato sia per la scarsa presenza di donne (poco più di un terzo) sia per la totale assenza di giovani (nessuno dei membri ha meno di 40 anni) dal candidato alle primarie dell'Unione
Ivan Scalfarotto e dal Ministro della Difesa
Arturo Parisi, uno dei 45
[23].
I membri del Comitato promotore [
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Giuliano AmatoMario BarbiAntonio BassolinoPier Luigi BersaniRosy BindiPaola CaporossiSergio CofferatiMassimo D'AlemaMarcello De CeccoLetizia De TorreOttaviano Del TurcoLamberto DiniLeonardo DomeniciVasco ErraniPiero FassinoAnna FinocchiaroGiuseppe FioroniMarco FolliniDario FranceschiniVittoria FrancoPaolo GentiloniDonata GottardiRosa JervolinoLinda LanzillottaGad LernerEnrico LettaAgazio LoieroMarina MagistrelliLella MassariWilma MazzoccoMaurizio MigliavaccaEnrico MorandoArturo ParisiCarlo PetriniBarbara PollastriniRomano ProdiAngelo RovatiFrancesco RutelliLuciana SbarbatiMarina SereniAntonello SoroRenato SoruPatrizia ToiaWalter VeltroniTullia ZeviIl Comitato definì le modalità di svolgimento delle primarie per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale e delle Assemblee Costituenti Regionali, con i rispettivi Segretari.
Il
31 luglio 2007 il Coordinamento Nazionale delle primarie ufficializzò le candidature alla carica di Segretario Nazionale del PD di
Mario Adinolfi,
Rosy Bindi,
Pier Giorgio Gawronski,
Jacopo G. Schettini,
Enrico Letta e
Walter Veltroni. La candidatura di Schettini fu successivamente apparentata a quella di Gawronski. Vennero inoltre presentate delle liste di candidati all'assemblea costituente del PD, collegate ad uno dei candidati alla segreteria.
Alle elezioni costituenti di domenica
14 ottobre 2007 si registrò una partecipazione superiore alle aspettative con 3.554.169 voti validi.
[24]Primarie del PD (14 ottobre 2007): da sinistra Schettini, Letta, Bindi, Prodi, Veltroni e Adinolfi
Le liste collegate a Walter Veltroni ("Democratici con Veltroni", "Ambiente, Innovazione, Lavoro.", "A Sinistra per Veltroni" ed altre liste locali) ottennero complessivamente il 75,82%, decretando automaticamente l'elezione di Veltroni a Segretario Nazionale del PD (avendo superato il 50% dei voti validi). La lista "Con Rosy Bindi democratici, davvero" ricevette il 12,83%, i "Democratici per Enrico Letta" l'11,02% mentre la lista in appoggio di Adinolfi ("Generazione U'") e quelle in appoggio di Gawronski ("Il coraggio di cambiare" e "Noi per il Partito Democratico") riuscirono ad eleggere solo i due candidati alla segreteria ottenendo rispettivamente lo 0,17% e lo 0,07%
[24].
L'Assemblea costituente [
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Sabato
27 ottobre 2007 avvenne la prima riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico a
Milano presso il polo fieristico di
Rho-
Pero. I delegati erano 2.858, eletti attraverso liste bloccate formate col criterio dell'alternanza uomo-donna.
Romano Prodi, fondatore dell'
Ulivo nonché premier in carica fu eletto primo Presidente dell'Assemblea.
Nella riunione di insediamento venne formalizzata l'elezione di Veltroni a primo Segretario Nazionale. Al termine l'assemblea approvò un dispositivo proposto da Veltroni, che fra le altre cose stabiliva la nomina di
Dario Franceschini a Vice Segretario Nazionale del partito e di
Mauro Agostini a Tesoriere Nazionale
[25].
Vennero poi costituite, all'interno dell'assemblea, tre commissioni di 100 componenti ciascuna (con rappresentanza di delegati di tutte le liste proporzionale alla composizione totale dell'assemblea) che dovevano redigere rispettivamente lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, analoghi documenti a livello regionale vennero redatti da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.
Il
4 novembre 2007 il segretario Veltroni nominò la segreteria del PD, con 17 membri di cui 9 donne (la maggioranza).
[26] Il
7 novembre 2007 fu eletto capogruppo del PD alla
Camera dei deputati Antonello Soro[27], che sostituì Dario Franceschini fino ad allora capogruppo dell'Ulivo mentre al
Senato della Repubblica venne confermata la capogruppo dell'Ulivo
Anna Finocchiaro.
Nel mese di
novembre si insediarono le Assemblee Costituenti Regionali, che elessero i rispettivi Presidenti e formalizzarono l'elezione dei Segretari Regionali. Sempre a novembre, si insediarono delle Assemblee Provinciali provvisorie (formate dai delegati alle Assemblee Costituenti Regionali e Nazionale territorialmente competenti), ciascuna delle quali scelse il proprio Presidente ed un coordinatore provinciale, pure essi pro tempore.
Tra la fine del
2007 e i primi mesi del
2008 avvenne il radicamento territoriale del partito. In ciascun comune vennero richiamate le assemblee degli elettori del 14 ottobre, per costituire i Circoli territoriali del PD. Ciascun Circolo elesse il proprio Coordinamento ed i propri delegati per le Assemblee Cittadina (ove nello stesso comune fossero presenti più Circoli territoriali) e Provinciale. Le Assemblee Provinciali e Cittadine così formate elessero nei giorni successivi i rispettivi Presidenti ed i Segretari Provinciali e Cittadini. Inoltre all'interno di ciascun Circolo territoriale il Coordinamento elesse il Coordinatore del Circolo (che coincide col Segretario Cittadino nei comuni ove fosse costituito un solo Circolo territoriale).
Nella seconda riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale, sabato
16 febbraio 2008 a Roma, vennero approvati lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico. Lo statuto prevedeva tra l'altro la possibilità di costituire, accanto ai Circoli territoriali, anche dei Circoli ambientali (nei luoghi di lavoro o di studio) e dei Circoli on line. Venne fissata per l'ottobre 2009 la data della prima convenzione del PD, con il rinnovo di tutte le cariche nazionali e regionali, che successivamente avranno invece mandato quadriennale.
La sede ed il simbolo [
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Il
9 novembre venne inaugurata la sede nazionale del PD, a
Roma in Piazza Sant'Anastasia, nei pressi del
Circo Massimo.
Il
21 novembre il PD presentò il suo nuovo simbolo tricolore, elaborato dal grafico venticinquenne molisano Nicola Storto. Per
Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del partito, «il simbolo assume su di sé l'identità nazionale con molta forza. Infatti, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte». La definizione e l'idea di partito "verde-bianco-rosso" nel segno delle anime del PD e della bandiera nazionale venne coniata per la prima volta dal candidato alla segretaria nazionale
Jacopo G. Schettini in una lettera aperta pubblicata dal sito del PD il 5 settembre, ed è il titolo della sua candidatura presentata dal primo numero del periodico ufficiale del PD.
L'attività politica con Veltroni segretario [
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Il Partito Democratico all'interno del governo Prodi II [
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Appena sorto, il Partito Democratico assunse immediatamente il ruolo di maggiore forza politica all'interno del
II Governo Prodi. Il segretario
Walter Veltroni intuì rapidamente la necessità di avviare un dialogo con le varie forze politiche per la creazione di importanti riforme, ritenute necessarie per la modernizzazione dello Stato. L'
11 novembre Veltroni lanciò
una nuova proposta di legge elettorale elaborata dal
costituzionalista Salvatore Vassallo[28], nell'ambito di una riforma che coinvolgesse anche i regolamenti parlamentari e la Costituzione, dando l'appoggio del PD alla proposta di revisione costituzionale al vaglio della Camera dei Deputati
[29].
Nei giorni successivi, si assistette alla fine della
Casa delle Libertà, coalizione di opposizione: il
governo Prodi II, la cui caduta era stata data per certa al Senato da
Silvio Berlusconi agli alleati
[30], tra il 14 e il 15 novembre passò indenne il delicato passaggio della
Finanziaria a
Palazzo Madama[31]. A seguito di questo fatto, la
Lega Nord, l'
UDC e soprattutto
Alleanza Nazionale rivolsero pesantissime critiche a
Forza Italia e raccolsero l'invito di Veltroni ad approvare insieme alcune riforme istituzionali. A stretto giro, lo stesso Berlusconi abbandonò il rifiuto di ogni dialogo con la maggioranza e si dichiarò disposto a discutere con Veltroni di legge elettorale, annunciando la fine della sua difesa al bipolarismo ed il gradimento per il sistema proporzionale.
A fine novembre, dopo il fallimento della "spallata" della
Casa delle Libertà (termine giornalistico per indicare i tentativi di Berlusconi di far cadere il
governo Prodi II), la coalizione di centro-destra sembrò frantumarsi in uno scontro tra
Gianfranco Fini e
Pier Ferdinando Casini da una parte, e
Silvio Berlusconi dall'altra
[32]. Ormai rassegnati all'idea che la caduta del governo non fosse imminente, tutti i partiti dell'opposizione accettarono dunque (pur con motivazioni diverse) la proposta di dialogo sulle "riforme" lanciata con forza da Veltroni e Franceschini.
Il segretario del PD incontrò quindi, in rapida successione, i leader della maggioranza e dell'ex-CdL per discutere e cercare di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, sulla riforma dei regolamenti parlamentari e della parte II della
Costituzione.
La caduta del Governo Prodi e la campagna elettorale 2008 [
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Per approfondire, vedi la voce
Elezioni politiche italiane del 2008.
Walter Veltroni a Trento per la campagna elettorale 2008
Il 24 gennaio 2008 il Governo Prodi venne sfiduciato al Senato, a seguito della crisi politica innescata da
Clemente Mastella. Il PD di Veltroni appoggiò il tentativo di formare un governo attorno ad una convergenza fra le forze politiche sulla riforma elettorale, affidato dal Capo dello Stato
Giorgio Napolitano al presidente del Senato
Franco Marini. Tuttavia il tentativo non riuscì per la ferma opposizione del centro-destra, ora ricompattato dalla prospettiva di una vittoria elettorale imminente.
Nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il PD scelse di formare le sue alleanze "esclusivamente su base programmatica", il che si risolse con l'esclusione di ogni apparentamento con la
Sinistra Arcobaleno e con - invece - la formazione di una coalizione con l'
Italia dei Valori di
Antonio Di Pietro. Si giunse anche ad un accordo con i
Radicali italiani, che implicò l'inserimento di alcuni loro esponenti nelle liste del PD. Nonostante gli sforzi, non si giunse a un accordo con il
Partito Socialista, il quale non accettò di rinunciare al suo simbolo per inserire suoi esponenti nelle liste del PD, presentando così una lista separata indipendente.
Dopo la presentazione delle liste ufficiali dei candidati scoppiò una polemica interna al Partito a causa di alcune esclusioni eccellenti. L'esclusione di
Ciriaco De Mita e quella di
Giuseppe Lumia, ex-Presidente della Commissione Antimafia, furono motivate dall'esigenza di partito di non candidare persone con più di tre legislature. A questa regola generale si sono fatte 32 deroghe per i cosiddetti "big" del partito
[33], tra cui lo stesso
Walter Veltroni.
Altre polemiche sorsero per la presunta scarsità di candidature femminili con buone possibilità di successo
[34].
Infine i Radicali hanno sostenuto che Veltroni non abbia dato corso al patto siglato: agli occhi della dirigenza Radicale, infatti, non tutte le nove candidature radicali avrebbero l'elezione garantita
[35] e, anche se i nove candidati risultarono poi tutti eletti, la dirigenza radicale sostenne che ciò fu possibile solo grazie all’inaspettata esclusione della
Sinistra Arcobaleno dalla ripartizione dei seggi.
[36] Gianfranco Pasquino, criticando il trattamento subito dai
Radicali, ha dichiarato: «Le liste del Partito Democratico, redatte secondo principi di marketing e di rappresentanza settorializzata, "ma anche", burocratico-partitocratica, sono già di per sé pessime.»
[37]Risultato delle elezioni e l'opposizione [
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Al Quirinale: Walter Veltroni (al centro),
Antonello Soro (a sinistra) e
Anna Finocchiaro (a destra)
Alle
elezioni politiche del 2008 PD e
Italia dei Valori raccolgono complessivamente il 37,546%
[38] dei consensi alla
Camera, contro il 46,811% della coalizione
Il Popolo della Libertà -
Lega Nord -
Movimento per l'Autonomia guidata da
Silvio Berlusconi, e il 38,010%
[39] al
Senato, contro il 47,320% della coalizione avversaria. Singolarmente il Partito Democratico ha ottenuto rispettivamente il 33,17% e il 33,69% dei suffragi. Il
16 aprile 2008 viene resa nota una lettera risalente al precedente
23 marzo, giorno di
Pasqua, in cui Romano Prodi informava il segretario Veltroni di voler abbandonare l'incarico di presidenza del Partito, per fare spazio a una nuova generazione dirigente.
La crisi [
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Dopo le elezioni in Sardegna del 14-15 febbraio 2009, dove
Renato Soru, governatore uscente e uomo di punta del PD viene sconfitto dal candidato del
PDL Ugo Cappellacci, in considerazione di questo e di altri risultati negativi del Partito in consultazioni elettorali precedenti e le forti critiche alla sua gestione, Veltroni si dimette da segretario
[40]. Viene riunita sabato
21 febbraio l'Assemblea Costituente, chiamata a decidere come uscire dal momento di difficoltà e quale strada intraprendere. Si fronteggiano due linee: da una parte chi vuole andare subito a
primarie, a cui far seguire un congresso per lanciare una nuova fase del partito, cambiando profondamente le leadership della classe dirigente del Partito e proponendo alla segreteria temporaneamente
Arturo Parisi; dall'altra parte coloro i quali ritengono sia dannoso aprire la fase congressuale in quel momento, data la vicinanza delle Elezioni Europee, preferendo confermare alla guida del Partito il vicesegretario di Veltroni,
Dario Franceschini. Nel frattempo, l'ex Ministro
Pierluigi Bersani rende pubblica la sua intenzione di correre alle future primarie del PD in vista della Convenzione di ottobre 2009, ipotesi in un primo tempo ventilata anche dall'ex candidato alla Segreteria nel 2007
Jacopo Schettini Gherardini. All'Assemblea dei circoli del PD tenutasi nel marzo 2009 è salita alla ribalta
[41], col suo applauditissimo intervento,
Debora Serracchiani, segretario comunale per il partito a Udine.
Verso il I Congresso: Franceschini segretario [
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Dario Franceschini.
Convocata dopo le dimissioni di Veltroni, l'Assemblea Costituente (presieduta da
Anna Finocchiaro, essendo vacante la carica di Presidente del PD) ha eletto, con 1047 preferenze,
Dario Franceschini nuovo segretario nazionale del Partito, contro i 92 voti raccolti da
Arturo Parisi[42].
Il nuovo segretario, eletto con il compito di portare il partito alle Elezioni Europee e al Congresso di autunno, annuncia di volere cominciare una nuova fase nel Partito, basata su inedite e giovani personalità, caratterizzata da una opposizione più ferma al Governo (puntando soprattutto sul tema della crisi economica e finanziaria in atto), mettendo da parte i "capibastone" e coinvolgendo maggiormente amministratori locali e dirigenti territoriali. Con l'elezione di Franceschini, sono decaduti gli organi direttamente nominati da Veltroni, in primis il
Governo ombra. Sono stati poi nominati una nuova segreteria e nuovi responsabili per tematiche politiche
[43].
Le elezioni europee del 2009 [
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La prima importante sfida che il nuovo segretario si trova ad affrontare è quella delle
elezioni europee del 2009. Il nodo sulla collocazione europea è stato sciolto ufficialmente solo dopo le votazioni, sebbene
Piero Fassino avesse già proposto di formare una federazione con il PSE che dia luogo a un unico gruppo nell'
Europarlamento, il quale contenga tutte le forze progressiste europee.
[44] La campagna del PD si è basata sulla rivendicazione della sua
identità europeista; inoltre tiene banco la denuncia del particolare approccio alla consultazione elettorale scelto da
Silvio Berlusconi, il quale corre in tutte le circoscrizioni elettorali pur essendo incompatibile per quella carica in quanto
deputato alla Camera e
Presidente del Consiglio dei ministri, opponendogli candidati che siederanno effettivamente all'
Europarlamento in caso di elezione. Alle elezioni del 2009 il Partito Democratico ha ottenuto il 26,1% dei voti, perdendo circa il 7% dei consensi rispetto alle politiche del 2008 (nel corso delle quali il PD comprendeva anche i radicali, mentre alle europee del 2009 questi avevano una propria lista che ha raggiunto il 2,4%).
Le primarie 2009 e l'elezione a segretario di Bersani [
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La corsa per la segreteria [
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Per approfondire, vedi la voce
Elezioni primarie del Partito Democratico (Italia) del 2009.
La Direzione Nazionale del partito fissa il nuovo congresso («convenzione» secondo lo statuto del partito) all'
11 ottobre del
2009 e le nuove
elezioni primarie per il
25 ottobre[45].
Inizialmente il segretario uscente
Dario Franceschini non si era espresso sulla possibilità di ricandidarsi alla guida del partito
[46] ma il
24 giugno annuncia ufficialmente la sua candidatura per il Congresso e per le primarie
[47].
A sua volta, l'ex ministro dello Sviluppo Economico
Pierluigi Bersani annunciò la sua candidatura ricevendo l'appoggio di D'Alema
[48].
Il
4 luglio, infine, il chirurgo
Ignazio Marino confermò a sua volta di voler correre per la segreteria, sostenuto in prima linea da
Giuseppe Civati.
Il
23 luglio il Comitato per il Congresso ufficializzò 4 candidature: quelle di
Pierluigi Bersani,
Dario Franceschini,
Ignazio Marino e
Amerigo Rutigliano. Il
28 luglio, però, proprio quest'ultima candidatura viene respinta dallo stesso Comitato, poiché delle 1542 firme presentate dal candidato, 500 sono risultate appartenenti a persone non iscritte al PD
[49]. Il giorno successivo la Commissione Nazionale per il Congresso annunciò anche che la quota degli iscritti che prendono parte alla prima fase congressuale è di 820607
[14].
I risultati definitivi dei congressi nei circoli vennero divulgati l'
8 ottobre dalla Commissione Nazionale: Pierluigi Bersani ottenne 255 189 voti pari al 55,13%, seguito da Dario Franceschini con 171 041 voti pari al 36,95% e da Ignazio Marino con 36 674 voti pari al 7,92%.
Tutti e tre i candidati sono stati quindi ammessi a partecipare alle elezioni primarie del
25 ottobre 2009. Si è confermata in questa occasione una ampia partecipazione popolare (3.067.821 votanti), che ha sostanzialmente confermato l'esito della Convention, dando la vittoria a
Pierluigi Bersani.
L'uscita dal partito di Rutelli [
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Francesco Rutelli e altri, già da tempo critici nei confronti di un partito a loro dire «mai nato», prendono atto della vittoria di Bersani, ma lasciano il partito. Secondo Rutelli, con Bersani si andrebbe verso un «partito democratico di sinistra. (...) la promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del
Pds con molti indipendenti di centrosinistra»
[50]. Così il
27 ottobre Rutelli annuncia che «occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse»
[51], e il giorno dopo fonda l'associazione Cambiamento e Buongoverno insieme a
Massimo Cacciari,
Giuliano da Empoli,
Lorenzo Dellai,
Linda Lanzillotta,
Vilma Mazzocco,
Roberto Mazzotta,
Andrea Mondello,
Bruno Tabacci,
Elvio Ubaldi e
Giuseppe Vita[52][53]. Inutile fino all'ultimo il tentativo di D'Alema per una riconciliazione
[54].
Il
17 aprile 2010 anche il
MRE di
Luciana Sbarbati ha lasciato il PD
[55].
Prospettiva di alleanza con l'Unione di Centro [
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Il leader dell'
Unione di Centro,
Pierferdinando Casini, il
12 dicembre 2009 si è detto disponibile alla costituzione di una coalizione con il Partito Democratico e con l'
Italia dei Valori nel caso in cui si verificassero elezioni politiche anticipate. L'obiettivo sarebbe la costruzione di un "fronte democratico" volto ad opporsi alla colizione PDL-Lega e a difendere i principi costituzionali e le istituzioni repubblicane, che rischierebbero di essere compromesse. Ciò accadde a seguito di una dichiarazione del Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi[56][57][58].
La proposta è stata accettata dal segretario
Pier Luigi Bersani[59] ed ha trovato anche l'adesione del segretario di
Rifondazione Comunista,
Paolo Ferrero, che potrebbe dare solo l'appoggio esterno alla coalizione PD-UDC
[60] .
L'alleanza con i centristi si è realizzata in occasione delle
elezioni regionali del 2010 in alcune delle regioni chiamate al voto: in
Liguria,
Basilicata,
Marche e
Piemonte. Saltato invece l'accordo nel
Lazio, dove Casini ha preferito appoggiare la
Polverini per il
PdL anziché
Emma Bonino, candidata dai
Radicali e che ha provocato il
14 gennaio 2010 l'abbandono dei deputati
Enzo Carra e
Renzo Lusetti. Il
14 febbraio, invece, annuncia la sua adesione all'UdC la deputata
Paola Binetti[61]. L'alleanza è stata riproposta dal leader centrista anche nelle settimane successive all'aggressione subita da Berlusconi
[62].
Ideologia e correnti [
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Per approfondire, vedi le voci
Correnti del Partito Democratico (Italia),
Categoria:Correnti del Partito Democratico (Italia) e
Centrosinistra.
Il Partito Democratico è un partito politico che ispira alle grandi culture politiche che costituiscono oggi il
centrosinistra ossia la
socialdemocrazia ed il
cristianesimo sociale con una certa influenza del pensiero
socio-liberale e
ecologista. I valori del partito sono formati dalla cultura del
repubblicanesimo, il rispetto della
Costituzione della Repubblica Italiana, del
Risorgimento e della
Resistenza. I partiti della cosiddetta "
Prima Repubblica" e le loro relative culture e posizionamenti politici di riferimento per il PD sono quelli che componevano l'intero
arco costituzionale.
Forte è la connotazione
europeista del partito e l'influenza del
Partito Democratico degli Stati Uniti e del
liberalismo americano. Scopo del partito è di creare un nuovo centrosinistra anche a livello europeo comprendendo anche esperienze politiche che non necessariamente provengano dalla tradizione
socialista e
socialdemocratica.
[63][64][65][66]L'articolo 30 dello Statuto del partito recita che il PD «ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione, favorisce la libertà e il pluralismo associativo e stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l’autonomia». «Tali fondazioni, associazioni ed istituti» vengono considerati «strumenti per la divulgazione del sapere, il libero dibattito scientifico, la elaborazione politico-programmatica» e le loro iniziative «non sono soggette a pareri degli organi del Partito Democratico».
Per tale motivo diversi esponenti nel PD hanno subito promosso fondazioni e associazioni o hanno rilanciato quelle che già preesistevano al partito. L'attività febbrile intorno alle fondazioni democratiche ha fatto sì che da più parti si parlasse di vera e propria attività correntizia più o meno occulta. Non è ancora dato di parlare di correnti in senso classico, e del resto uno stesso esponente democratico può essere iscritto a più fondazioni e associazioni, così come quest'ultime spesso iscrivono anche soggetti esterni al PD quando non iscritte ad altri partiti.
Le correnti sono suddivise per matrice ideologica. Non va tuttavia dimenticato il ruolo di
Area Democratica come luogo di coordinamento delle correnti che hanno sostenuto la candidatura di
Dario Franceschini alle primarie del 2009.
Area socialdemocratica [
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Per approfondire, vedi la voce
Socialdemocrazia.
L'area
socialdemocratica del Partito Democratico si rifà alla precedente esperienza dei
Democratici di Sinistra, del
Partito Democratico della Sinistra e prima ancora del
Partito Comunista Italiano. Nel partito vi sono anche modesti spezzoni del
Partito Socialista Italiano. L'area socialdemocratica rappresenta la maggioranza del partito e rivendica l'inserimento del partito all'interno dell'
Internazionale Socialista e del
Partito Socialista Europeo per rivendicare la natura di
sinistra del partito. È rappresentata dalle seguenti correnti:
Riformisti e Democratici/
Dalemiani. È la componente di origine
dalemiana e d'ispirazione
socialdemocratica, comprendente anche esponenti de
I Popolari e d'estrazione
liberale, come
Paolo De Castro. La corrente comprende circa 100 parlamentari ed è favorevole all'ingresso del partito nel
Partito del Socialismo Europeo.
Veltroniani. Rappresenta il gruppo costituito intorno all'ex segretario
Walter Veltroni di ispirazione prevalentemente
socialdemocratica. Prima della direzione del 23 settembre 2010 facevano parte di questo gruppo anche i sostenitori di
Piero Fassino, da cui si sono distinti per una linea politica meno critica nei confronti dell'attuale segretario.
[67]A Sinistra. La corrente rivendica la continuazione della tradizione del
Partito Comunista Italiano e del
Partito Socialista Italiano promuovendo l'entrata del partito nel
Partito del Socialismo Europeo nell'
Internazionale Socialista. Il gruppo è guidato da
Livia Turco.
Democrazia e Socialismo. Corrente guidata da
Gavino Angius e nata con l'obiettivo di rendere il PD un partito di natura
socialista e aderente al PSE e all'Internazionale Socialista.
Semplicemente Democratici. Di natura socialdemocratica/cristiano sociale, nasce come lista a sostegno di Dario Franceschini alle
primarie del 2009, promossa da importanti esponenti del Pd quali
Debora Serracchiani,
Rita Borsellino,
Sergio Cofferati,
David Sassoli e
Francesca Barracciu. Questo gruppo pone particolare attenzione al rinnovamento del gruppo dirigente e alla questione morale interna.
Vivi il Pd - Cambia l'Italia. Sono il gruppo eterogeneo e non organizzato che ha sostenuto la candidatura di
Ignazio Marino alle
primarie del 2009 ottenendo il 13% dei voti. Per la sua stessa avversione al correntismo il gruppo non forma una vera e propria corrente organizzata, però tutti coloro che sostenevano la candidatura Marino condividono un forte interesse comune per i temi legati alla laicità dello Stato e ai diritti civili, al rinnovamento generazionale, alla questione morale e al merito. A sostegno di Marino si sono schierati ex veltroniani doc come
Goffredo Bettini,
Marta Vincenzi e
Felice Casson, ulivisti come
Sandro Gozi, importanti esponenti nel campo dei diritti civili come
Ivan Scalfarotto e l'on.
Paola Concia.
Insieme per il Pd. Nata nel 2009 sul web2 da iscritti, militanti e coordinatori locali, non si può considerare una vera e propria corrente, i sostenitori condividono i temi quali la
meritocrazia, il riformismo, rinnovamento generazionale , criticismo verso i leader storici, contro il nucleare, a favore del testamento biologico e la regolamentazione giuridica delle unioni civili. Il
20 novembre 2010 per la prima volta i partecipanti si sono riuniti a Roma per la prima edizione di "INSIEME DAY" un convegno che ha sancito la nascita dell'area a livello pubblico. L'area è guidata da
Giuseppe Rotondo e dall'On.
Sandro Gozi.
Area cristiano-sociale [
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Per approfondire, vedi la voce
Cristianesimo sociale.
L'area
cristiano-sociale comunemente definita come "cattolica-democratica" trae la sua origine dal partito
centrista de
La Margherita e prima ancora dalla esperienze della sinistra della
Democrazia Cristiana e da altre esperienze centriste passate. L'area rivendica una maggiore rappresentanza del cattolicesimo sociale all'interno del partito rivendicandone un ruolo fondamentale nel
centrosinistra a cui ha contribuito alla sua nascita ai tempi de
L'Ulivo. L'area si oppone all'adesione al
Partito del Socialismo Europeo e alla
Internazionale Socialista. Le correnti di riferimento sono:
I Popolari/
Quarta Fase. È la principale corrente
cristiano-sociale che si rifà alla tradizione della sinistra interna della
Democrazia Cristiana e del
Partito Popolare Italiano. Rappresenta il 23% del Comitato Nazionale. Nell'area prevalgono due orientamenti diversi:
[68] Dario Franceschini e
Franco Marini guidano la parte della corrente che è più vicina alla maggioranza, mentre
Beppe Fioroni è il principale esponente di coloro che sono più critici verso il segretario.
Democratici Davvero/Bindiani. È il gruppo di riferimento di
Rosy Bindi, attuale presidente del partito. Si presenta come corrente di stampo
cristiano-sociale e
socialdemocratica, erede della sinistra democristiana e del Partito Popolare Italiano. I membri della corrente provengono dai gruppi degli
Ulivisti,
I Popolari (la stessa Bindi).
Teodem. Sono una corrente di stampo
democristiano e
cristiano-sociale che rappresenta la "destra" del PD sul fronte dei temi etico-sociali. Del gruppo fanno parte un deputato (
Luigi Bobba), e quattro senatori (
Benedetto Adragna,
Emanuela Baio Dossi,
Luigi Lusi e
Antonino Papania). Del gruppo facevano originariamente parte anche
Marco Calgaro e
Donato Mosella, che hanno aderito ad
Alleanza per l'Italia e
Dorina Bianchi,
Enzo Carra,
Renzo Lusetti e
Paola Binetti, che hanno aderito all'
Unione di Centro.
Ulivisti. È l'area più vicina a
Romano Prodi e alla sua idea di Partito Democratico. Gli Ulivisti enfatizzano molto l'apertura del PD alla società civile e la democrazia interna al partito e al congresso non hanno appoggiato alcuna mozione. L'area si ispira al
cristianesimo sociale e alla
socialdemocrazia.
Cristiano Sociali. È una piccola corrente proveniente dai
Democratici di Sinistra.
Area liberale [
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Per approfondire, vedi le voci
Cristianesimo liberale e
Liberalismo sociale.
I componenti di questa area rivendicano la presenza di una componente liberale all'interno del partito.
Associazione TrecentoSessanta/Lettiani. È la corrente di riferimento dell'attuale vice-segretario
Enrico Letta. Si presenta come un'associazione di matrice
cattolicoliberale e
centrista disponibile al dialogo con l'
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro. I membri del gruppo provengono da varie corrente come gli
Ulivisti,
I Popolari, i
Veltroniani, i
Dalemiani.
Democratici Rinnovatori e Coraggiosi . Definita un tempo come corrente dei Rutelliani rappresenta la parte
cattolicoliberale e
centrista del partito. Si è sfaldata a seguito dell'uscita del proprio leader
Francesco Rutelli e di gran parte dei propri membri che hanno scelto di aderire prevalentemente a
Alleanza per l'Italia. La parte che è rimasta nel PD è guidata da
Paolo Gentiloni.
Liberal Pd. Corrente di orientamento
socioliberale, costituita il
26 gennaio 2008 su iniziativa di
Enzo Bianco,
Valerio Zanone,
Enrico Morando (ex-leader dei
Liberal DS) e
Franco Bassanini.
Area ecologista [
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Per approfondire, vedi la voce
Ecologismo.
Ecologisti Democratici. Gruppo
ecologista formato da esponenti sia provenienti dai
Democratici di Sinistra che da
La Margherita. Leader di riferimento è
Ermete Realacci.
La collocazione europea [
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Per approfondire, vedi la voce
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.
La collocazione europea è stato uno dei principali nodi da sciogliere per il Partito Democratico, diviso tra un'anima di matrice socialdemocratica e un'altra cattolico-riformista: gli ex-DS, infatti, facevano parte del
Partito Socialista Europeo, mentre la Margherita nel
2004 aveva fondato un
Partito Democratico Europeo che siedeva nell'area liberaldemocratica.
Tra le maggiori preoccupazioni, specularmente delle minoranze diessine e dell'ala popolare della Margherita, c'era l'idea di rinuncia delle proprie identità storiche in un progetto che potrebbe condurre ad avere un partito senza identità ideologiche oppure l'appiattimento delle varie aree sulle posizioni di una sola. Quello della collocazione europea è il motivo che ha indotto la minoranza DS guidata da
Gavino Angius (in seguito rientrato) a non aderire al partito, sostenendo appunto che mancasse un richiamo forte del partito all'appartenenza al PSE.
A tal proposito, il
PSE, nel 7º congresso
[69] tenuto a
Oporto, ha modificato il proprio statuto definendosi come forza politica aperta a tutti i partiti europei "di ispirazione socialista, progressista e democratica", prospettando la possibilità di un allargamento a partiti e movimenti progressisti che non provengono necessariamente dallo storico campo del socialismo europeo. Tale modifica è stata considerata un'apertura nei confronti delle istanze avanzate dalla Margherita in Italia, anche se il partito ha rimarcato di non volere che il PD aderisca tout-court al PSE, semmai che intraprenda con esso un rapporto di collaborazione nell'alveo di un nuovo centrosinistra europeo.
In questa direzione va anche la posizione di Romano Prodi che, in sede di Assemblea Costituente, ha sostenuto che sarà l'Italia ad anticipare l'Europa nella creazione di un contenitore delle forze progressiste e democratiche. In sede europea, infatti, i parlamentari europei del PD hanno mantenuto inizialmente la loro collocazione originaria (divisi tra
PSE e
ALDE) fino alle
elezioni europee del 2009: solo in seguito è stata stabilita una collocazione unitaria. La scelta si è realizzata nel non aderire tout-court al PSE, bensì creando un gruppo unico in sede del
Parlamento europeo con esso, chiamato prima Alleanza dei Socialisti e dei Democratici per l'Europa (ASDE) e poi
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (APSD).
[70]Profilo organizzativo [
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A livello centrale il massimo organismo che dirige il partito fra un congresso e l'altro è l'Assemblea Nazionale. Organo esecutivo sono la Segreteria Nazionale, collegio che aiuta il lavoro del segretario nazionale. An e Sn restano in carica quattro anni. L'organo esecutivo di indirizzo politico dell'An è il Coordinamento Nazionale. Il Cn è detta Direzione Nazionale quando comprende il Segretario Nazionale, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Il Vicesegretario, il Tesoriere, il massimo dirigente dell’Organizzazione giovanile, i Presidenti dei Gruppi parlamentari italiani ed europei, i Segretari Regionali, 20 personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo, del lavoro e dell’impresa indicate dal Segretario, i Presidenti di Regione, i Sindaci delle Aree Metropolitane e i Presidenti delle Province con più di 3 milioni di abitanti e i presidenti di Anci, Upi e Uncem, gli ex Presidenti delle Camere e del Consiglio dei ministri, i vicepresidenti di Camera e Senato e Parlamento Europeo, i vicepresidenti dei gruppi parlamentari italiani ed europei del PD, i presidenti di Commissioni parlamentari di Camera e Senato, i candidati alle Primarie, i Presidenti e i relatori delle Commissioni costituenti Statuto, Manifesto dei valori, Codice Etico, 5 giovani espressione della organizzazione giovanile del PD, i
Giovani Democratici.
L'attuale DN è stata eletta il
7 novembre 2009.
Segretari del PD [
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Segretario
Periodo
Walter Veltroni15 ottobre 2007 – 17 febbraio 2009
Dario Franceschini21 febbraio 2009 – 24 ottobre 2009
Pier Luigi Bersani25 ottobre 2009 - in carica
Altre cariche del Partito [
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Presidenti [
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Romano Prodi (
14 ottobre 2007 –
16 aprile 2008[71])
Rosy Bindi (
7 novembre 2009 - in carica), vice:
Marina Sereni e
Ivan ScalfarottoVicesegretari [
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Dario Franceschini (
27 ottobre 2007 –
21 febbraio 2009)
Enrico Letta (
7 novembre 2009 - in carica)
Coordinatori [
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Goffredo Bettini (
14 ottobre 2007 -
17 febbraio 2009)
Maurizio Migliavacca (
7 novembre 2009 - in carica)
Segreteria Nazionale [
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Roberta AgostiniStella BianchiCecilia CarmassiStefano FassinaCatiuscia MariniEttore MartinelliMatteo MauriMarco MeloniMatteo OrfiniAnnamaria ParenteFrancesca PuglisiNico StumpoDavide ZoggiaSegretari regionali [
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Valle d'Aosta:
Davide Raimondo DonzelPiemonte:
Gianfranco MorgandoLiguria:
Lorenzo BassoLombardia:
Maurizio MartinaVeneto:
Rosanna FilippinAlto Adige:
Christian TommasiniTrentino:
Michele NicolettiFriuli-Venezia Giulia:
Debora SerracchianiEmilia-Romagna:
Stefano BonacciniMarche:
Palmiro UcchielliToscana:
Andrea ManciulliUmbria:
Lamberto BottiniLazio: Commissario
Vannino ChitiAbruzzo:
Silvio PaolucciMolise:
Danilo LevaPuglia:
Sergio BlasiCampania:
Enzo AmendolaBasilicata:
Roberto SperanzaCalabria:
Carlo GuccioneSicilia:
Giuseppe Lupo[72]Sardegna:
Silvio LaiMembri Onorari [
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Giorgio NapolitanoCarlo Azeglio CiampiOscar Luigi ScalfaroRomano ProdiGiuliano AmatoPresidenti dei gruppi parlamentari [
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Camera dei Deputati [
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7 novembre 2007[73] –
28 aprile 2008:
Antonello Soro, vice:
Marina Sereni,
Gianclaudio Bressa5 maggio 2008 –
16 novembre 2009:
Antonello Soro, vice:
Marina Sereni,
Gianclaudio Bressa17 novembre 2009 – (attualmente in carica):
Dario Franceschini, vice:
Michele Ventura,
Alessandro Maran,
Rosa Villecco CalipariSenato della Repubblica [
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27 novembre 2007[74] –
28 aprile 2008:
Anna Finocchiaro, vice:
Luigi Zanda,
Nicola Latorre6 maggio 2008 – (attualmente in carica):
Anna Finocchiaro, vice:
Luigi Zanda,
Nicola Latorre