Pietro Berti

Pietro Berti

VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

PER ESPRIMERE IL VOSTRO PARERE

PER CHI VOLESSE ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SUGLI ARGOMENTI TRATTATI O VOLESSE RICHIEDERE IN MERITO AGLI STESSI DELUCIDAZIONI O CHIARIMENTI, E' POSSIBILE COMUNICARE CON ME INVIANDO UN COMMENTO (cliccando sulla scritta "commenti" è possibile inviare un commento anche in modo anonimo, selezionando l'apposito profilo che sarà pubblicato dopo l'approvazione) OPPURE TRAMITE MAIL (cliccando sulla bustina che compare accanto alla scritta "commenti")







FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


Condizioni per l'utilizzo degli articoli pubblicati su questo blog

I contenuti degli articoli pubblicati in questo blog potranno essere utilizzati esclusivamente citando la fonte e il suo autore. In difetto, si contravverrà alle leggi sul diritto morale d’autore.
Si precisa che la citazione dovrà recare la dicitura "Pietro Berti, [titolo post] in http://pietrobertiimola.blogspot.com/"
E' poi richiesto - in ipotesi di utilizzo e/o citazione di tutto o parte del contenuto di uno e/o più post di questo blog - di voler comunicare all'autore Pietro Berti anche tramite e-mail o commento sul blog stesso l'utilizzo fatto del proprio articolo al fine di eventualmente impedirne l'utilizzo per l' ipotesi in cui l'autore non condividesse (e/o desiderasse impedire) l'uso fattone.
Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

Anchorage
Visualizzazione post con etichetta stilisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stilisti. Mostra tutti i post

mercoledì 4 maggio 2011

Marianne Alvoni




















































Marianne Alvoni (Willisau, 15 aprile 1964) è una stilista svizzera (cittadinanza Verona - Berna). Dopo un apprendistato da sarta con diploma in una sartoria si è diplomata in due anni di studi alla scuola d'arte di Basilea. Nel 1985 aprì il suo Atelier da stilista a Berna e produsse la sua prima collezione con il marchio "Touch of Class". Oggi l'Haute Couture Atelier si è specializzato in Alta Moda come anche creazioni di abiti da sposa. L'epoca che l'inspira è l'Art Déco.
Nel 1991 la Svizzera festeggiò i 700 anni. Marianne propose 3 modelli che vennero esposti per sempre al Museo nazionale svizzero a Zurigo. Nello stesso anno venne presentata la prima volta nella televisione svizzera a "Mode Macher und Musik" da allora ebbe molte presentazioni a diverse trasmissioni televisive in Svizzera ed anche all'estero. ( Novosty Modi - Mosca, Latvja TV - Riga, Rai2, MTV, TF3 ed altri). Fino ad oggi continua ad essere presentata in diversi Media Print.
Styling per la Swisscom, Sony Ericsson, Sony Ericsson - James Bond Casino Royale, Sipuro, Motorola,
Collegamenti esterni[modifica]
Portale Biografie
Portale Moda

lunedì 2 maggio 2011

Julien MacDonald



































































































































Julien MacDonald (Merthyr Tydfil, 19 marzo 1971) è uno stilista gallese.
Indice[nascondi]
1 Carriera
2 Critiche
3 Note
4 Collegamenti esterni
Carriera[modifica]
Dopo essersi diplomato alla Cyfarthfa High school di Merthyr Tydfil, Julien Macdonald sviluppa un forte interesse nel design della moda e approfondisce i suoi studi del settore alla Royal College of Art di Brighton. Dopo la laurea inizia viene assunto da Karl Lagerfeld per lavorare presso Chanel, collaborando come freelance anche per Alexander McQueen.
Nel 2000, prende il posto di Alexander McQueen come direttore artistico delle collezioni donna della casa di moda francese Givenchy[1], e nel 2001 viene nominato stilista inglese dell'anno. Fra le sue clienti più celebri si possono citare Joely Richardson, Kylie Minogue, Geri Halliwell, Shirley Bassey, Carmen Electra e Naomi Campbell[2]. MacDonald viene anche scelto dalla British Airways per ridisegnare le uniformi degli assistenti di volo, adottate ufficialmente nel 2004[1]. Partecipa anche come giudice nella trasmissione televisiva Project Runway. Nel giugno 2006 è stato premiato con un OBE per i suoi contributi al mondo della moda.
Critiche[modifica]
Macdonald è spesso stato oggetto di forti critiche per il suo largo utilizzo delle pellicce nelle sue creazioni. MacDonald ha dichiarato che la sua attività fallirebbe, se non ricorresse all'utilizzo delle pellicce.[3] Le polemiche sono incrementate quando nel febbraio 2007 ha dichiarato di amare le pellicce, definendole un "bellissimo prodotto degli animali".[4]
Note[modifica]
^ a b Dizionario della moda
^ Hellomagazine
^ Julien Macdonald: Defender of the fur. The Independent, 19 February 2006
^ The Daily Mail. The anti-fur mob? They can p*** off. 14 February 2007
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Julien_MacDonald"
Categorie: Stilisti britannici Nati il 19 marzo Nati nel 1964 Givenchy [altre]

domenica 1 maggio 2011

Wilbert Das


























































Wilbert Das (Olanda, 2 dicembre 1963) è uno stilista olandese. È il direttore creativo della Diesel.
Vive nella fattoria di famiglia fino a quando, a 19 anni, si trasferisce ad Arnhem, per studiare all'Academy of Fine Arts, dove consegue il diploma nel 1988. Decide quindi di partire per l'Italia, dove inizia a lavorare per la Diesel disegnando le collezioni uomo, accessori, pelle e bambino. Nel 1993 ottiene l'incarico di coordinare l'ufficio stile come direttore creativo.
Mentre per tutti gli anni ’80 Diesel era conosciuta principalmente come marchio di jeanseria, durante la conduzione stilistica di Das, inizia a guadagnarsi il titolo di fashion brand, introducendo collezioni in numerosi settori merceologici: scarpe, occhiali, gioielli, orologi.
A partire dal 2007, dirige la creazione e il lancio di una collezione profumi; crea per Diesel nuove collezioni, e collabora con partner nell’home textile, nell'illuminotecnica, nell'arredamento, nell'automotive.
Dirige la parte di design che riguarda i negozi Diesel, più di 300 negozi monomarca in varie città del mondo e si occupa delle campagne pubblicitarie dell'azienda.
Al di fuori del mondo della moda, fornisce consulenza nell'ambito dei rinnovi e delle ristrutturazioni alberghiere. Nel 2006 crea UXUA Casa Hotel, un resort di lusso a Trancoso, sulla costa meridionale di Bahia, in Brasile.
Galleria fotografica[modifica]

Dentro Seu Pedrinho House

Uxua lounge bar sulla spiaggia

Wilbert Das nel giardino di UXUA
Altri progetti[modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Wilbert Das
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Wilbert_Das"

sabato 30 aprile 2011

Jimmy Choo









































































Dato' Jimmy Choo OBE, il cui nome di nascita è Jimmy Choo Yeang Keat (in scrittura cinese: 周仰杰[1]; Penang, 1961) è uno stilista malaysiano che produce prodotti di lusso con sede a Londra, molto famoso per le sue scarpe femminili prodotte a mano dall'azienda Jimmy Choo Ltd.
Indice[nascondi]
1 Carriera
2 Premi
3 Note
4 Collegamenti esterni
Carriera[modifica]
Cittadino della Malaysia, Jimmy Choo discende dall'etnia Hakka cinese. Nato a Penang da una famiglia di produttori di scarpe[2], Choo realizzò il suo primo paio all'età di 11 anni. Dopo aver studiato presso il Cordwainers' Technical College ed essersi laureato nel 1983[2], nel 1986 apre il suo laboratorio ad Hackney per la realizzazione di scarpe, nella parte Est di Londra, ristrutturando un vecchio edificio di un ospedale.
Nel 1988 la rivista Vogue dedica un servizio di otto pagine alle creazioni di Jimmy Choo, che unitamente alla sponsorizzazione di Diana, principessa del Galles[2], contribuisce a far diventare Choo uno dei fashion designer più popolari al mondo e gli permette nel 1996 di fondare la Jimmy Choo Ltd in società con Tamara Mellon, editrice di Vogue.
Nell'Aprile del 2001, Choo vende la sua percentuale del 50% della società per un valore dieci milioni di dollari, concentrandosi unicamente sull'esclusiva linea Jimmy Choo Couture, sotto licenza della Jimmy Choo Ltd. La linea londinese, conosciuta anche come Jimmy Choo prêt-à-porter o, semplicemente, Jimmy Choo, è sotto la competenza di Tamara Mellon. Le collezioni di Jimmy Choo si sono allargate per includere nelle proprie linee anche accessori, borse o occhiali da sole.
Premi[modifica]
2000: Titolo di Dato', assegnatoli dal sultano di Pahang in Malaysia per i suoi risultati.
2002: Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico, titolo assegnatoli dalla Regina Elisabetta II, come ringraziamento per i suoi servizi per l'industria della moda nel Regno Unito.
2004: Premio Darjah Setia Pangkuan Negeri, ricevuto dalla sua città d'origine Penang[3]
Note[modifica]
^ [1] AllMalaysia.info
^ a b c Fashion Model Directory
^ [2] TheStar.com.my 2004/7/10
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Choo"
Categorie: Stilisti malesi Nati nel 1961 [altre]

martedì 26 aprile 2011

BIKI














“Non esistono donne brutte, esistono soltanto donne che si trascurano” Biki












Elvira Leonardi Bouyeure in arte Biki (Milano, 1909Milano, 1999) è stata una stilista italiana. È stata una delle più celebri sarte italiane tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta. Il suo atelier milanese, luogo d'incontro di molte personalità della cultura, è stato anche frequentato da Maria Callas, della cui "trasformazione" Biki è stata la principale artefice.
Il suo pseudonimo, che è anche il marchio della sua casa di mode, deriva dal soprannome "Bicchi" (derivato da "birichina") datole da Giacomo Puccini (la Leonardi era figlia di Fosca, che era figlia di primo letto di Elvira, poi compagna e moglie del celebre compositore). Il cognome da ragazza è Leonardi; Bouyeure è il cognome del marito, Robert B.
Indice[nascondi]
1 Gli esordi
2 In proprio
3 Dopo il boom economico
4 Dopo il '68
5 Bibliografia
Gli esordi[modifica]
Diciottenne, frequenta il bel mondo, la Scala, i Visconti di Modrone, la famiglia Toscanini, Franco Florio, il sarto Lelong, il fotografo Horst, Isadora Duncan. Nella necessità di lavorare, da sempre appassionata di abiti, alla fine del 1933 incontra ad un pranzo Vera Borea, che ha un piccolo atelier a Parigi, e propone a lei e Gina Cicogna di occuparsi delle sue collezioni sportive e balneari per l'Italia. Il progetto non va in porto, ma le due decidono comunque di aprire in società un atelier di biancheria intima d'imitazione francese, particolarmente richiesto ora che, per volontà del regime fascista, che imponeva l'autarchia, le importazioni dalla Francia, e lo stesso impiego di teline francesi, non dovevano superare il 50% del vendibile. Il loro marchio, "Domina", è inventato da Gabriele D'Annunzio, che è presente anche alla sfilata d'esordio nella primavera del 1934, nell'atelier di via del Senato n° 8. D'Annunzio fa incetta di biancheria per l'amante di turno, la pianista Luisa Baccara, ma, indebitatissimo, non può pagare altrimenti che con una fiorita lettera di complimenti.
In proprio[modifica]
Sciolta l'associazione con la Cicogna, Biki si mette in proprio, lasciando da parte la biancheria e cominciando a ideare modelli di lusso (abiti di gala e da gran sera) e tailleurs. La prima sfilata è del 5 maggio 1936 (stesso giorno della proclamazione dell'impero da parte di Benito Mussolini). La sua casa, per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, è frequentata da tutte le maggiori personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della finanza; diventa, per eccellenza, la sarta delle grandi signore milanesi. Conosce la Callas nel 1951 in casa di Wally Toscanini; più tardi la stessa Biki, curiosamente, ricorderà come la futura primadonna (e sua maggior "testimonial") la colpisse proprio per la sciatteria del suo abbigliamento. In questo suo "decennio d'oro" è affiancata dal genero Alain Reynaud (già allievo di Jacques Fath), che firma collezioni proprie dal 1957. Caratteristici del suo stile sono gli accostamenti di colori, la ricchezza e un generale rifarsi alla foggia del Cinquecento.
Dopo il boom economico[modifica]
Più in generale, Biki è, con Germana Marucelli e Jole Veneziani, l'artefice del made in Italy, specialmente a partire dagli anni Sessanta. Ma è anche una delle primissime sarte ad allearsi con l'alta moda: tra il 1960 e il 1966 collabora con il Gruppo Finanziario Tessile creando la linea Cori-Biki. Alla morte della madre, risposatasi a suo tempo con Mario Crespi, il maggiore dei tre fratelli che hanno la totale proprietà del Corriere della Sera, eredita una fetta consistente di quell'impero editoriale, ma continua a lavorare alacremente. È ormai stabilita definitivamente in via s. Andrea, prima in un atelier vicino a via Montenapoleone, poi in un altro quasi all'angolo di via della Spiga. Qui resterà fino alla morte.
Dopo il '68[modifica]
Nell'ultima fase della sua carriera, in un clima culturale molto mutato, lancia una moda molto più sobria; fanno una certa sensazione suoi abiti da sera confezionati in tweed, una novità assoluta. Nel corso degli anni, oltre a mantenere una propria sceltissima, affezionata clientela, è stata attiva anche come giornalista e consulente di ditte di confezioni. Negli ultimi anni '90 collaborava con lei la figlia Roberta. Nel 1999, con la morte della fondatrice, la maison è stata chiusa.
Bibliografia[modifica]
Georgina O'Hara, Il dizionario della moda. Ed. it. a cura di Rossella Panuzzo e Jacopo Valli. Zanichelli, Bologna 1990. Pp. 32-33.
Dizionario della moda, a cura di Guido Vergani, Baldini Castoldi Dalai editori, Milano 2003. Pp. 130-133 (voce di Guido Vergani).
Dictionnaire International de la mode, Bruno Remaury e Lydia Kamitsis dir., Editions du Regard, Parigi 1994-2004. P. 73.
Hélène Blignaut, La scala di vetro (L'escalier de Verre), Rusconi, Milano 1995. È l'unica biografia di Biki.
Portale Moda: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Biki"
Categorie: Stilisti italiani Nati nel 1909 Morti nel 1999 [altre]

lunedì 25 aprile 2011

Helmut Lang




















































































































Helmut Lang (Vienna, 10 marzo 1956) è uno stilista austriaco che vive e lavora a New York.
Biografia[modifica]
Helmut Lang ha aperto la sua prima boutique a Vienna nel 1978 ed ha presentato la sua prima collezione presso il Centre Georges Pompidou di Parigi nel 1986[1]. Lang è diventato noto principalmente per il suo stile minimalista, decostruttivoa e spesso "severo".[2]
Il marchio moda dello stilista è stato acquistato dal gruppo Prada, mentre i profumi Helmut Lang sono distribuiti dalla Procter & Gamble.
Nel 2005 ha annunciato il suo ritiro dal mondo della moda[3], benché continui a lavorare come artista.
Note[modifica]
^ Dizionario della moda
^ Helmut Lang sul Fashion Model Directory
^ [1]
Collegamenti esterni[modifica]
Helmut Lang Studio
Portale Biografie
Portale Moda





















domenica 24 aprile 2011

Marià Fortuny i de Madrazo















































































































Marià Fortuny i de Madrazo noto anche col nome italianizzato Mariano Fortuny (Granada, 11 maggio 1871Venezia, 3 maggio 1949) è stato un pittore, stilista e scenografo spagnolo.
Fortuny nacque come figlio d'arte: suo padre era il pittore catalano Marià Fortuny i Marsal, mentre sua madre, Cecilia de Madrazo, proveniva parimenti da una famiglia di artisti (era figlia di Federico de Madrazo e nipote di José de Madrazo). Rimasto orfano del padre all'età di tre anni, Mariano Fortuny si trasferì a Parigi con sua madre e nella capitale francese si accostò per la prima volta alla pittura. Nel 1889 la famiglia si trasferì a Venezia e Fortuny stabilì il suo laboratorio nel Palazzo Pesaro Orfei.
Nel 1894 fece la sua prima esposizione a Londra, seguita da altre a Parigi (1899), Venezia III Esposizione internazionale d'arte (1899), Milano (1900) e Barcellona (1922).
Fortuny si dedicò alle arti applicate e le sue opere riflettono lo stile floreale dell'epoca. Particolarmente interessanti sono le sue creazioni di moda: recuperando l'abbigliamento greco, le stampe di Morris ed i motivi decorativi catalani, Fortuny creò uno stile fortemente riconoscibile e caratterizzato da lunghe tuniche (delphos) realizzate con tessuti leggeri lavorati a sottilissime piegoline.
Fece parte del gruppo di 27 artisti che a Venezia contribuirono alla decorazione della famosa valigia di cartone che radunò attorno a sé L'Ordine de La Valigia.
Fortuny morì all'età di 78 anni nel suo palazzo veneziano, che fu poi (1956) donato dalla vedova, Henrietta Negrín, alla città di Venezia. Il palazzo ospita oggi il Museo Fortuny.
L'artista è sepolto al Cimitero del Verano, a Roma.
Altri progetti[modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Marià Fortuny i de Madrazo
Collegamenti esterni[modifica]
Pagina web del civico Museo Fortuny
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Mari%C3%A0_Fortuny_i_de_Madrazo"
Categorie: Pittori spagnoli del XIX secolo Pittori spagnoli del XX secolo Stilisti spagnoli Scenografi spagnoli Nati nel 1871 Morti nel 1949 Nati l'11 maggio Morti il 3 maggio Pittori catalani Madrazo Personalità legate a Venezia [altre]

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

PLAYLIST MUSICALE 1^

Post più popolari

Elementi condivisi di PIETRO

Rachel

Rachel

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

GALWAY - IRLANDA

GALWAY - IRLANDA

PUNTA ARENAS

PUNTA ARENAS

VULCANO OSORNO

VULCANO OSORNO

Fairbanks

Fairbanks

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

DESERTO DI ATACAMA

DESERTO DI ATACAMA

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Port Soderick

Port Soderick

TRAMONTO SU GERUSALEMME

TRAMONTO SU GERUSALEMME

Masada, l'inespugnabile

Masada, l'inespugnabile

KATYN

KATYN

I GUERRIERI DELLA NOTTE

I GUERRIERI DELLA NOTTE

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

THE WOLFMAN

THE WOLFMAN

Sistema Solare

Sistema Solare

TOMBSTONE

TOMBSTONE

coco

coco

PLAYLIST MUSICALE I^

Rebecca Hall

Rebecca Hall