Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Anchorage

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giovedì 26 febbraio 2009

ELUANA FOTOGRAFATA MENTRE MUORE

ELUANA FOTOGRAFATA MENTRE MUORE

Ad Udine nella clinica “la quiete “, dove Eluana ha trascorso le ultime ore di agonia, i Carabinieri del Reparto informativo di Udine hanno aperto un’indagine perché domenica 8 febbraio 2009 sono state scattate alcune foto di Eluana il giorno prima della sua morte che hanno portato a mettere sotto indagine quattro persone, tra cui l’anestesista. Gli scatti sono stati fatti durante le ultime ore di agonia della Englaro. A compierle sono stati l’anestesista Amato De Monte, capo dell’equipe dei 16 medici che ha usato il suo cellulare, altre dal fotogiornalista Francesco Bruni, entrato nella camera con la giornalista RAI Marinella Chirico. Il punto su cui si soffermano i Carabinieri è la violazione del protocollo che vietava di portare apparecchi fotografici e telefonini all’interno della stanza dove era ricoverata la Englaro. Come protocollo si tratta di una scrittura privata, ma i militari dell’Arma ritengono che integri il decreto della Corte d’Appello di Milano che il 9 luglio di un anno fa autorizzava la sospensione della nutrizione ad Eluana. Conseguentemente, l’atto di un’autorità in questo caso giudiziaria.
Si ritiene violato l’art. 650 c.p. che punisce la non osservanza di un provvedimento legalmente dato da un’autorità. Quindi, De Monte, la giornalista Chirico, il fotogiornalista Bruni e l’infermiera Gori sono stati avvisati dai Carabinieri ed invitati a nominare i difensori. Il procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha ricevuto gli atti che ipotizzano il reato. I Carabinieri hanno inoltre chiesto a Bruni e a De Monte le foto . Dal nostro punto di vista, riteniamo che quello che è stato fatto sia non solo totalmente irrispettoso nei confronti di una condannata a morte ma sia anche di cattivo gusto e da ritenersi vergognoso oltretutto dal nostro modesto punto di vista riteniamo che l’ultima cosa forse che Eluana avrebbe voluto – anche per una questione di sua dignità – fosse quella di farsi riprendere in quello stato di agonia che avrebbe preceduto la morte il giorno seguente. Povera Eluana, ti è stato mancato di rispetto anche nel momento in cui ti stavano facendo morire … se questa è civiltà! Pietro Berti

venerdì 6 febbraio 2009

NON E' ANCORA TROPPO TARDI

NON E’ ANCORA TROPPO TARDI

In merito al susseguirsi delle drammatiche vicende inerenti al caso della signorina Eluana Englaro, recentemente trasferita presso la clinica “La Quiete” di Udine il 3 febbraio 2009 dove un’equipe composta da 15 specialisti tra paramedici, volontari e medici, secondo un protocollo terapeutico - concordato dalla famiglia Englaro ed in conformità al decreto della Corte d’Appello di Milano – in tale struttura l’equipe provvederà progressivamente alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione tramite sondino alla signorina Englaro.Il 6 febbraio 2009 l’equipe annuncia che è iniziata la riduzione dell’alimentazione progressiva del 50% delle dosi d’acqua e cibo che normalmente fino al 5 febbraio 2009 le venivano somministrate. E’ utile ricordare che il 26 gennaio 2009 il TAR ha accolto il ricorso della famiglia Englaro avverso la Regione Lombardia ed ha imposto a quest’ultima di individuare una struttura ove dar corso alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione; che il 17 gennaio 2009 in seguito alla denuncia penale dei dirigenti del Partito Radicale la Procura di Roma ha iscritto il Ministro Sacconi tra gli indagati; che il 22 dicembre 2008 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha respinto la richiesta delle varie associazioni non giudicando sul caso specifico ma semplicemente considerando la richiesta irricevibile in quanto i ricorrenti non hanno alcun legame diretto con la vittima; il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni) Antonella Casu (Segretaria dei Radicali Italiani) e Sergio D’Elia (Segretario di Nessuno Tocchi Caino) hanno presentato denuncia contro il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi presso la Procura di Roma per violenza privata ed intimidazioni in seguito al suo atto di indirizzo di pochi giorni prima; che il 13 novembre 2008 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro la sentenza di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’alimentazione artificiale accogliendo così la volontà del padre di Eluana. Massimo Cacciari (filosofo) ha detto “nella sua tragicità mi pare che quello di Eluana sia un caso esemplare di accanimento terapeutico, cosa che la Chiesa ha sempre condannato. Credo che la Chiesa sbagli profondamente visto che non ha mai condiviso l’accanimento terapeutico e nel caso di Eluana non si possa certo parlare di eutanasia o di eugenetica che sono tematiche ben più complesse.” Nel merito del provvedimento però alcuni giuristi hanno osservato come la Cassazione abbia rigettato il ricorso per un motivo di forma, mentre nella sostanza le conclusioni del P.G. presso la Corte di Cassazione avevano formulato una richiesta di accoglimento nel merito della vicenda.
Tutto ciò premesso, oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per impedire la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione dei pazienti. Precedentemente, il Presidente della Repubblica, G. Napolitano, aveva inviato una lettera al Premier Berlusconi indicando forti perplessità circa l’ipotesi di intervenire per decreto sull’attuazione della sentenza. Perché un decreto possa avere valore necessita della firma del Sig. Presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla G. U.. In seguito, Napolitano ha fatto sapere che non firmerà il decreto. Alla luce di quanto sopra esposto, riteniamo giusta la posizione del Cardinal Lozano Barragan, ministro della sanità del Vaticano, che ha sempre definito il distacco del sondino di Eluana come un vero e proprio omicidio. “E’ inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo” – recita il Cardinale messicano – e quanto sta accadendo è un atto di anti-umamanesimo. La CEI reputa il distacco della sonda come un atto di eutanasia. Nella dolorosissima vicenda Englaro nulla c’entra il discorso dell’accanimento terapeutico in quanto la signorina non è oggetto di alcuna terapia medica, bensì viene solo ed esclusivamente alimentata con cibo ed acqua. Togliere ad una persona che non si può difendere il cibo e l’acqua non significa solo far morire la persona, ma – cosa ben più grave – significa sottoporla ad una delle peggiori atrocità alle quali si può sottoporre un essere umano, cioè la privazione del cibo e dell’acqua in maniera graduale. Questo oltre a portare alla morte provoca una lenta agonia nei confronti della persona che la subisce che si vede privare del sostentamento più elementare e quindi, oltre a subìre l'atrocità descritta – raggiunge la morte in tempi lunghi con stenti, sofferenza e con un trattamento che definire malvagio è essere tolleranti. Ebbene, di fronte a questo schifo, di fronte al fatto che loro signori che si stanno tanto premurando di privare della vita questa giovane donna, di fronte a coloro che conseguita la laurea in medicina , al momento dell’iscrizione all’albo hanno formulato il giuramento di Ippocrate , noi ci sentiamo di 1)° consigliare loro di rivedere tale giuramento e di capire bene lo spirito con il quale il loro predecessore lo aveva formulato; 2)° esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Governo che sta facendo di tutto nelle persone del Sig.Ministro Sacconi, del Sig. Presidente del Consiglio, del gruppo UDC alla Camera affinchè questa aberrante e mostruosa lenta tecnica di soppressione di una vita umana non avvenga. Esprimiamo serenamente l’augurio a tutti i membri degli schieramenti politici che autonomamente – in particolare i Radicali – e l’area del PD che si sta così premurosamente preoccupando dei possibili scontri istituzionali tra la Presidenza della Repubblica e quella del Consiglio in questo caso, prediligendo in maniera rapida per concludere la vicenda della povera Eluana. Ebbene, ci auguriamo che alle prossime elezioni europee siano sacrosantamente puniti dagli elettori che prediligono la cultura della vita e non quella della morte; prediligono la cultura della vita e non quella del praticare atrocità che portano alla morte; prediligono la cultura della vita e non dell’eutanasia; prediligono la cultura della vita e non quella della pena di morte; prediligono la cultura della vita e non quella dell’aborto “come pianificazione familiare”; prediligono la cultura della vita e la difendono quale bene inestimabile sin dal primo concepimento alla conclusione naturale.

Allegati: testo giuramento di Ippocrate

martedì 3 febbraio 2009

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso , ricordando che nella sua regione (il Piemonte) attualmente governata da lei (e ci auguriamo tutti che questo avvenga ancora per poco), ribadisce <<>> e che l’obiezione di coscienza è consentita solo per l’interruzione della gravidanza. Perciò, ella nella sua immensa magnanimità ed umanità ha offerto alla famiglia Englaro di poter “ospitare” Eluana per poterla portare alla morte in maniera lenta e dolorosa privandola dell’alimentazione tramite sondino e della somministrazione di acqua.
Siamo molto colpiti dalla generosità del governatore che tramite questa sua infelice scelta ci si augura che possa essere negativamente giudicata dai propri elettori alle prossime elezioni amministrative, per aver autorizzato non un’eutanasia ma, bensì, un’azione ben più turpe che consiste nel privare dell’alimentazione nonché della somministrazione di acqua Eluana in modo che essa non spiri immediatamente e senza sofferenze (cosa alla quale noi non siamo assolutamente accondiscendenti) ma in lungo periodo fatto di dolore e di stenti che può arrivare ben oltre i 30 giorni.
Il Cardinal Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, ha giustamente sollecitato i medici preposti all’obiezione di coscienza. Ci auguriamo tutti noi che non apparteniamo alla categoria degli accanitori terapeutici ma nemmeno a coloro che vogliono legittimare l’eutanasia che tutti costoro valutino il fatto che questo caso particolare non rientra in nessuna delle due ipotesi precedentemente citate. Infatti, Eluana non subirebbe un’eutanasia. Eluana subirebbe un lungo, triste, squallido, doloroso supplizio perché verrebbe privata delle fonti di sostentamento e di conseguenza la sua morte avverrebbe per fame e per sete e soprattutto senza potersi minimamente opporre. Questa oltre all’avvenimento conseguente e aberrante che si verificherebbe, è niente meno che un supplizio perpetrato in maniera turpe nei confronti di una persona che non si può esprimere non si può difendere e per la quale una buona parte del mondo incivile si sta dando da fare affinchè non solo venga lasciata morire, ma piuttosto venga straziata fino a morire di atroci stenti come se la povera Eluana non avesse già sofferto abbastanza sino a qua..
La nostra posizione è quella di chiedere al Sig. Ministro un intervento immediato affinchè la Corte dei diritti dell’Uomo si pronunci immediatamente in tale ambito.
La nostra posizione è di chiederci se e come il governatore del Piemonte Mercedes Bresso si sia spiegata e risolta il senso tecnico nonché il parallelismo che possa esistere tra il concetto di eutanasia (letteralmente: dolce morte) con quello di lasciar morire Eluana di fame e di sete per almeno 30 giorni e se abbia approfondito con che tasso di dolore il corpo umano affronti questa tipologia di morte.
Ci auguriamo che lo Stato con i Ministri competenti e che il Vaticano si attivino immediatamente con tutti i mezzi a loro disposizione per fare in modo che questa aberrante vicenda non giunga al triste finale che è stato scritto da coloro i quali mascherando atti di finta pietà utilizzano la mancanza di leggi e regolamentazioni in materia per essere legittimati a compiere atti che in parole povere noi definiamo contro la vita.

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