Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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JE ME SOUVIENS

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VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


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Anchorage

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venerdì 18 marzo 2011

Giovanni Bersani


Giovanni Bersani (Bologna, 22 luglio 1914) è un politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana, fu membro del Parlamento italiano e del Parlamento europeo.
Fu tra i fondatori del Movimento Cristiano Lavoratori, vice-presidente delle ACLI,[1] deputato per sei legislature e senatore per una. Fu sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel Governo De Gasperi VII nel periodo 1952-1953.
Nel 1972 fondò il CEFA (Comitato Europeo per la Formazione e l'Agricoltura),[2] ONG di cooperazione allo sviluppo bolognese che da allora opera nei paesi dell'Africa subsahariana, balcanici e dell'America Latina.
Membro del Parlamento europeo dal 1960, è stato eletto alle elezioni europee del 1979 per le liste della DC e riconfermato nel 1984. È stato vicepresidente della commissione per lo sviluppo e la cooperazione, membro della commissione per le relazioni economiche esterne e della delegazione alla commissione parlamentare mista CEE-Turchia. Aderì dapprima al gruppo democratico cristiano, successivamente al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. Principale promotore dell'Associazione Fondazione Nord Sud.[3]
Nel 2004 il consiglio regionale dell'Emilia-Romagna approvò una risoluzione per chiedere alle istituzioni locali di attivarsi per presentare una segnalazione in favore della nomina di Giovanni Bersani a senatore a vita, descrivendolo come chi ha dedicato la sua vita ai più deboli nelle sedi istituzionali e nel ruolo di volontariato internazionale.[4]
Note[modifica]
^ http://www.comune.crevalcore.bo.it/La%20citt%E0/I%20Cittadini%20Onorari/index.php
^ http://www.cefaonlus.it/PaginaLink.asp?Page=9
^ ::: FONDAZIONE NORD SUD ::: progetti realizzati - africa
^ Comunicati stampa - Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna - Regione Emilia-Romagna
Collegamenti esterni[modifica]
Scheda personale al Parlamento europeo
Sito istituzionale del CEFA
Sito istituzionale della Fondazione Nord Sud


Parlamento italianoCamera dei deputati
on. Giovanni Bersani
[[File:200px]]
Luogo nascita
Bologna
Data nascita
22 luglio 1914
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Laurea in giurisprudenza e in scienze politiche
Professione
Impiegato
Partito
Democrazia Cristiana
Legislatura
I, II, III, IV, V, VI
Gruppo
Democrazia Cristiana
Coalizione
Circoscrizione
Regione
{{{regione}}}
Collegio
Bologna
{{{mandato}}}
Elezione
{{{elezione}}}
senatore a vita
Investitura
{{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data
{{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
I
membro della I commissione affari interni (11 giugno 1948 - 1º luglio 1949)
membro della II commissione affari esterni (8 ottobre 1952 - 24 giugno 1953)
membro della X commissione industria e commercio (1º luglio 1949 - 8 ottobre 1952)
membro della commissione speciale per l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sulla stampa (C. nn. 223 e 227) (14 marzo 1949 - 24 giugno 1953)
membro della commissione parlamentare consultiva per l'ente per la colonizzazione del delta padano (21 giugno 1951 - 24 giugno 1953)
II
membro della XI commissione lavoro e previdenza sociale (1º luglio 1953 - 11 giugno 1958)
membro della giunta per i trattati di commercio e la legislazione doganale (6 ottobre 1953 - 11 giugno 1958)
III
membro della IV commissione giustizia (1º luglio 1959 - 30 giugno 1962)
membro della VI commissione finanze e tesoro (1º luglio 1962 - 15 maggio 1963)
membro della XI commissione agricoltura e foreste (12 giugno 1958 - 30 giugno 1959)
membro della commissione speciale per l'esame delle proposte di legge nn. 82 e 945 e della proposta di inchiesta parlamentare n. 1797, concernenti le abitazioni della gente rurale (22 luglio 1959 - 15 maggio 1963)
membro della commissione parlamentare per il parere sulle norme di cui agli articoli 31 e 32 della legge 2 giugno 1961, n. 454, concernente il piano quinquennale per lo sviluppo dell'agricoltura (12 dicembre 1961 - 15 maggio 1963)
membro della rappresentanza della Camera nell'assemblea parlamentare europea (15 dicembre 1960 - 15 maggio 1963)
IV
membro della I commissione affari costituzionali (21 gennaio 1965 - 4 giugno 1968)
membro della V commissione bilancio e partecipazioni statali (1º luglio 1963 - 20 gennaio 1965)
V
membro della III commissione esteri (10 luglio 1968 - 24 maggio 1972)
membro della rappresentanza della Camera nel parlamento europeo (21 gennaio 1969 - 24 maggio 1972)
VI
membro della III commissione esteri (26 giugno 1972 - 7 luglio 1973)
membro della XI commissione agricoltura e foreste (25 maggio 1972 - 4 luglio 1976)
membro della rappresentanza della Camera nel parlamento europeo (26 ottobre 1972 - 4 luglio 1976)
Pagina istituzionale

Parlamento italianoSenato della Repubblica
sen. Giovanni Bersani
[[File:200px]]
Luogo nascita
Bologna
Data nascita
22 luglio 1914
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Laurea in giurisprudenza e in scienze politiche
Professione
Impiegato
Partito
Democrazia Cristiana
Legislatura
VII
Gruppo
Democrazia Cristiana


giovedì 17 febbraio 2011

Amnesty International

















Amnesty International è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l'amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty conta oltre 80.000 soci.
Scarica lo Statuto della Sezione Italiana di Amnesty International (287.85 KB).

Leggi la biografia di Peter Benenson (209.68 KB).

La storia di Amnesty International
1961 - Il 28 maggio l'avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà.
1963 - Viene istituito a Londra il Segretariato Internazionale di Amnesty International.
1964 - Le Nazioni Unite conferiscono ad Amnesty lo status consultivo. In tre anni ha adottato 1367 prigionieri, 329 dei quali successivamente rilasciati.
1975 - Nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International.
1977 - Amnesty riceve il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".
1985 - Amnesty decide di estendere il suo mandato anche ai rifugiati politici.
1991 - Amnesty adotta un nuovo mandato, impegnandosi a promuovere tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale.
1999 - Amnesty decide di sviluppare il proprio lavoro sull'impatto delle relazioni economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori dei diritti umani e contro l'impunità.
2001 - Svolta nella storia di Amnesty: il movimento agirà ora per "prevenire e porre fine a gravi abusi dei diritti all'integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell'ambito della propria opera di promozione di tutti i diritti umani".


Le campagne di Amnesty International dal 1961 a oggi
1962 Partono le prime missioni di ricerca in Ghana, Cecoslovacchia, Portogallo e Germania Est.
1965 Sono pubblicati i primi rapporti sulle condizioni di prigionia in Portogallo, Sud Africa e Romania. Parte la Campagna de "I prigionieri del mese".
1972 Amnesty lancia la prima campagna mondiale per l'abolizione della tortura.
1974 Amnesty pubblica un duro rapporto sulla repressione politica in Cile.
1979 Amnesty pubblica un elenco di 2.665 persone "scomparse" in Argentina.
1980 I rapporti dell'associazione sull'uso della psichiatria per motivi politici in Unione Sovietica ricevono grande copertura.
1982 In occasione del 10 dicembre, Amnesty lancia un appello per l'amnistia universale in favore di tutti i prigionieri di coscienza.
1983 Esce il primo rapporto di Amnesty sugli omicidi politici commessi dai governi.
1984 Amnesty lancia la sua seconda campagna mondiale contro la tortura.
1989 Amnesty lancia la sua prima campagna mondiale contro la pena di morte, dal titolo "Quando lo stato uccide".
1994 Amnesty lancia campagne su omicidi politici e sparizioni e sui diritti delle donne.
1996 Parte la mobilitazione per il Tribunale penale internazionale permanente.
1999 Amnesty prende parte alla Coalizione "Stop all'uso dei bambini soldato!".
2000 Amnesty lancia la terza campagna contro la tortura. La Sezione Italiana prende parte a Coalizioni sulle armi leggere e sugli acquisti trasparenti.
2002 A seguito di una campagna di Amnesty viene istituito un Tribunale penale internazionale sulla Sierra Leone.
2003 Parte la mobilitazione in difesa della popolazione civile irachena. Amnesty, Oxfam e la Rete internazionale d'azione sulle armi leggere (IANSA) lanciano la campagna "Control Arms".
2004 Parte la campagna "Mai più violenza sulle donne".
2005 Inizia la campagna "Make some noise": Yoko Ono concede i diritti d'autore dell'intero repertorio da solista di John Lennon.
2006 La Sezione Italiana lancia la campagna "Più diritti più sicurezza" per contrastare le violazioni dei diritti umani nella "guerra al terrore".
2007 Le Nazioni Unite votano a favore di una moratoria sulla pena di morte. La Sezione Italiana avvia la campagna "Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina", per ottenere miglioramenti sostanziali nel campo dei diritti umani in occasione dei Giochi olimpici.





lunedì 14 febbraio 2011

Medici Senza Frontiere (MSF)




Medici Senza Frontiere (MSF) è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.
Oggi MSF fornisce soccorso umanitario in più di 60 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. MSF fornisce assistenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. MSF si riserva il diritto di denunciare all’opinione pubblica le crisi dimenticate, di contrastare inadeguatezze o abusi nel sistema degli aiuti e di sostenere pubblicamente una migliore qualità delle cure e dei protocolli medici.
Nel 1999 MSF ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

L’azione umanitaria
Il lavoro di MSF si basa sui principi umanitari dell’etica medica e dell’imparzialità. L’impegno di questa organizzazione è quello di portare assistenza medica di qualità alle popolazioni in pericolo, indipendentemente da razza, religione o credo politico.
MSF opera in modo indipendente da qualsiasi agenda politica, militare e religiosa. Le équipe mediche effettuano delle valutazioni sul terreno per determinare i bisogni sanitari della popolazione prima di avviare un progetto. La capacità di MSF di rispondere a una crisi in modo indipendente è fondata sull’indipendenza dei suoi finanziamenti. L’89% del finanziamento globale di MSF proviene da fonti private, non dai governi. Nel 2006 MSF ha avuto oltre tre milioni tra donatori individuali e finanziatori privati.
MSF è neutrale. L’organizzazione non si schiera in caso di conflitti armati, fornisce assistenza sanitaria basandosi unicamente sui bisogni della popolazione e si batte per incrementare l’accesso indipendente alle vittime del conflitto, come previsto dal diritto umanitario internazionale.
I principi dell’azione di MSF sono descritti nella Carta fondativa dell’organizzazione, stilata nel 1971, che stabilisce un quadro di riferimento per le sue attività.
Testimonianza e denuncia
Nel corso del proprio lavoro, le équipe sanitarie di MSF sono spesso testimoni di violenze, atrocità e negligenze, soprattutto in regioni che ricevono scarsa attenzione da parte dell’opinione pubblica mondiale. Può accadere talvolta che MSF faccia delle denunce pubbliche: per portare all’attenzione generale una crisi dimenticata, per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli abusi che si verificano lontano dalle prime pagine dei giornali, per criticare le inadeguatezze del sistema degli aiuti o per contrastare il dirottamento di aiuti umanitari per interessi politici.
Nel 1985, MSF ha denunciato pubblicamente lo sfollamento forzato di centinaia di migliaia di persone da parte del governo etiope; ha fatto un passo senza precedenti quando nel 1994 ha richiesto un intervento militare internazionale in seguito al genocidio nel Ruanda; ha condannato il massacro di civili serbi a Srebrenica nel 1995; ha condannato pubblicamente il bombardamento russo della capitale cecena Grozny; infine ha richiamato l’attenzione del mondo sulla crisi del Darfur nel 2004 e nel 2005 presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Nel 2008, MSF ha richiamato l’attenzione pubblica mondiale sul crescente numero di vittime civili nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centrafricana, in Ciad e in Somalia; ha sostenuto pubblicamente l’ampia diffusione di nuovi protocolli per la cura della malnutrizione che prevedano l’impiego di alimenti pronti all’uso; si è battuta contro il ricorso dell’azienda farmaceutica Novartis che si opponeva alla produzione di farmaci generici in India, paese che produce circa l’80% dei farmaci dei paesi in via di sviluppo; e infine ha denunciato pubblicamente il piano dei governo thailandese e di quello laotiano di far rientrare forzatamente nel Laos circa 8.000 rifugiati Hmong.
Le équipe sanitarie di MSF presenti sul terreno dialogano costantemente con le autorità locali, con le parti in guerra e con le agenzie umanitarie per cercare di garantire ai pazienti e alle loro comunità la migliore assistenza sanitaria possibile nonché per rafforzare l’indipendenza operativa dell’organizzazione.

Ogni giorno nel mondo ci sono più di 27.000 persone, di decine di nazionalità diverse, impegnate a dare assistenza alle popolazioni coinvolte in vari contesti di crisi. Sono medici, infermieri, esperti di logistica, amministratori, epidemiologi, tecnici di laboratorio, esperti di igiene mentale ecc. che lavorano insieme nel rispetto dei principi che guidano l’azione umanitaria e l’etica medica.
Lo staff di MSF sul terreno è supportato dai colleghi che lavorano nelle 19 sedi dislocate in tutto il mondo, tra cui l’Italia. La stragrande maggioranza degli operatori umanitari di MSF proviene dalle comunità coinvolte nella crisi e il 10% delle équipe è composta da staff internazionale, tra cui oltre 200 operatori italiani nel 2007.
Assistenza sanitaria di qualitàMSF rifiuta l’idea che i paesi poveri meritino un’assistenza sanitaria di terza categoria e fa di tutto per fornire ai pazienti un’assistenza di alta qualità e migliorare le procedure dell’organizzazione. Il lavoro fatto con la Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali e, negli ultimi anni, la collaborazione con la Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi) hanno contribuito ad abbassare il prezzo delle cure per l’HIV/AIDS e stimolato la ricerca e lo sviluppo di farmaci per la cura della malaria e di malattie dimenticate quali la malattia del sonno e il kala azar.
Struttura internazionale
MSF è un movimento internazionale costituito da un ufficio internazionale a Ginevra e da 19 sezioni: Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Hong Kong, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e gli Stati Uniti. Ogni sezione risponde a un consiglio direttivo eletto dai suoi membri (membri o ex membri dello staff sul terreno di MSF) nel corso di un’assemblea generale che si tiene annualmente. Le sedi nazionali reclutano gli operatori umanitari, promuovono l'organizzazione, le campagne di stampa e di sensibilizzazione, fanno raccolta fondi contribuendo al finanziamento e allo svolgimento delle missioni.
Inoltre, alcune delle sezioni partner gestiscono dei progetti sul terreno, per delega di una delle sezioni operative. In questo ambito, MSF Italia gestisce, dall'inizio del 2005, dei progetti in Colombia, Haiti, Etiopia, Brasile e Malta nonché i progetti con gli immigrati nel sud Italia.


fonte: http://www.medicisenzafrontiere.it/chisiamo/

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