UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
VIAGGIA CON RYANAIR
JE ME SOUVIENS
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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martedì 5 aprile 2011
Motori News 9
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domenica 6 marzo 2011
Bugatti

La Bugatti è una famosa casa automobilistica francese nota specialmente per le sue vetture sportive ed estreme, ma anche per le sue lussuose e particolari vetture d'anteguerra.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 La Bugatti Automobili S.p.A.
3 La Bugatti Automobiles SAS
4 Note
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Indice[nascondi]
1 Storia
2 La Bugatti Automobili S.p.A.
3 La Bugatti Automobiles SAS
4 Note
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Storia [modifica]
I primi esemplari di Bugatti sono considerati i due modelli progettati e costruiti da Ettore Bugatti tra il 1900 e il 1901, con l'aiuto finanziario del padre Carlo e della famiglia Gulinelli di Ferrara. Conosciuti come Bugatti-Gulinelli Type2, ne furono prodotti probabilmente solo due esemplari e uno di questi vinse il GP di Milano del 1901, permettendo a Ettore di essere notato dall'alsaziano de Dietrich [1]
La casa attuale invece nacque nel 1909, quando l'italiano Ettore Bugatti la fondò a Molsheim, in Alsazia (a quei tempi territorio tedesco, ma per convenzione la casa automobilistica viene da sempre classificata tra quelle francesi essendo l'Alsazia ritornata alla Francia dopo il trattato di Versailles), dopo aver lavorato per la Mathis e per la Deutz AG. La Bugatti si fece notare immediatamente per la bellezza delle vetture, leggere e sportive che ebbero pure buoni risultati in alcune competizioni, nonostante ciò, per i primi trent'anni, si continuò ad utilizzare lo stesso schema per il telaio e si rifiutarono alcune innovazioni, tra cui la sovralimentazione, i motori a sei cilindri e gli alberi a camme in testa.
Il primo modello fu la Tipo 13 Brescia che venne prodotta dal 1910 al 1926 seppur con diverse cilindrate; seguirono la Bugatti Tipo 35 dal 1922 al 1935 e la Tipo 37. Nel 1923 la casa partecipò al Gran Premio di Francia a Tours con la Bugatti Tipo 32 "Tank" ma le vetture presentarono gravi inconvenienti di tenuta stradale. Per la 500 miglia di Indianapolis, invece, si decise di schierare una Tipo 35 rimaneggiata dal progettista di aerei da caccia Becherau, ma anch'essa manifestò alcuni problemi legati alla lubrificazione. Fu dal 1925 in poi che la Bugatti iniziò a vincere regolarmente, in particolare nella Targa Florio, che dominò per quattro anni di fila.
Nel 1926 la Bugatti vinse il Campionato del Mondo dei Grand Prix (titolo all'epoca riservato solo alle Case Costruttrici), affermandosi nei Gran Premi di Francia, Europa e Italia.
Dopo la morte del figlio di Ettore, Jean, la casa perse lo splendore che l'aveva resa celebre nell'ambito delle corse.
Uno dei modelli più famosi prodotti dalla Bugatti fu la Bugatti Tipo 41 Royale (1927), progettata per essere venduta a regnanti e capi di stato. Fu l'auto più costosa del suo periodo ma non incontrò il successo sperato.Nel frattempo la casa aveva perso smalto, infatti nelle competizioni era sfavorita dalla meccanica troppo classica e obsoleta delle sue vetture e solo l'introduzione di doppi alberi a camme in testa e il riutilizzo dei propulsori della Royale nel campo ferroviario le evitarono il tracollo.
Tuttavia all'inizio della seconda guerra mondiale la produzione venne arrestata e la Bugatti malgrado i tentativi di ripresa dopo il conflitto cessò di esistere negli anni cinquanta.
La Bugatti Automobili S.p.A. [modifica]
Reparto assemblaggio (lato destro) e reparto motori (lato sinistro) della fabbrica Bugatti a Campogalliano. A lato, non visibili nella foto, sono presenti la sala test, gli uffici e il centro esperienze (R&D). Lo stabilimento giace ormai abbandonato da 15 anni
Nel 1987 l'imprenditore Romano Artioli acquisì i diritti per la produzione di automobili con il marchio Bugatti e poi fondò la nuova azienda denominata Bugatti Automobili Spa con stabilimento a Campogalliano in Largo E. Bugatti, appositamente progettato dall'architetto Giampaolo Benedini.
I nuovi modelli rispettarono la tradizione della Bugatti anche riguardo al costo: nel 1995 la versione più accessoriata della EB110 costava oltre un miliardo di lire. Le difficoltà finanziare costrinsero Artioli a vendere l'industria.
La Bugatti Automobiles SAS [modifica]
Nuova Bugatti Veyron
Il marchio Bugatti è di proprietà del Gruppo Volkswagen, che l'ha acquistato nel 1998 e ne ha rilanciato l'immagine con una supercar: la EB 16.4 Veyron (EB è l'acronimo di Ettore Bugatti), con un motore W16 (da qui il 16 nel nome e 4 le turbine) da 1001 CV dichiarati (effettivi circa 1040) e 8.0 litri di cilindrata, dotata di trazione integrale e cambio sequenziale DSG a doppia frizione a 7 rapporti (più retromarcia).
Al salone di Francoforte 2007 è stata presentata un'edizione limitata (5 esemplari) della Veyron denominata "Pur Sang", caratterizzata da cerchi forgiati di diversa foggia e dall'assenza di verniciatura (l'auto diventa bicolore grigio specchiato/nero, grazie alla combinazione di alluminio e carbonio usati per la carrozzeria), e da un prezzo ancora più esorbitante: attorno al milione e mezzo di euro.
Al Pebble Beach Concours Bugatti ha presentato la Versione "Targa" della Bugatti Veyron 16.4, la Bugatti Veyron 16.4 Grand Sport, messa in vendita ad aprile 2009, al prezzo di 1,4 milioni di Euro (tasse escluse). Le Prestazioni "Fisiche" saranno a pari merito con la versione Coupé, tranne che in Versione Top-Out la velocità si autolimiterà automaticamente a 360 km/h, accelerazione sarà invariata, sia a versione scoperta che chiusa (2,5 s). Sempre a Pebble Beach Sono state presentate nuove colorazioni per la Versione Speciale della Veyron FBG par Hermés, presentata nell'aprile 2008 al salone di Ginevra.
Ora la versione coupé dovrebbe essere quasi esaurita e Bugatti si appresterà a produrre i 150 esemplari della Grand Sport, il primo esemplare è stato venduto a 3 mln di dollari all'asta del concorso di Pebble Beach.
Note [modifica]
^ (EN) Storia della Bugatti
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Bugatti
Collegamenti esterni [modifica]
Libri sulla Bugatti
La casa attuale invece nacque nel 1909, quando l'italiano Ettore Bugatti la fondò a Molsheim, in Alsazia (a quei tempi territorio tedesco, ma per convenzione la casa automobilistica viene da sempre classificata tra quelle francesi essendo l'Alsazia ritornata alla Francia dopo il trattato di Versailles), dopo aver lavorato per la Mathis e per la Deutz AG. La Bugatti si fece notare immediatamente per la bellezza delle vetture, leggere e sportive che ebbero pure buoni risultati in alcune competizioni, nonostante ciò, per i primi trent'anni, si continuò ad utilizzare lo stesso schema per il telaio e si rifiutarono alcune innovazioni, tra cui la sovralimentazione, i motori a sei cilindri e gli alberi a camme in testa.
Il primo modello fu la Tipo 13 Brescia che venne prodotta dal 1910 al 1926 seppur con diverse cilindrate; seguirono la Bugatti Tipo 35 dal 1922 al 1935 e la Tipo 37. Nel 1923 la casa partecipò al Gran Premio di Francia a Tours con la Bugatti Tipo 32 "Tank" ma le vetture presentarono gravi inconvenienti di tenuta stradale. Per la 500 miglia di Indianapolis, invece, si decise di schierare una Tipo 35 rimaneggiata dal progettista di aerei da caccia Becherau, ma anch'essa manifestò alcuni problemi legati alla lubrificazione. Fu dal 1925 in poi che la Bugatti iniziò a vincere regolarmente, in particolare nella Targa Florio, che dominò per quattro anni di fila.
Nel 1926 la Bugatti vinse il Campionato del Mondo dei Grand Prix (titolo all'epoca riservato solo alle Case Costruttrici), affermandosi nei Gran Premi di Francia, Europa e Italia.
Dopo la morte del figlio di Ettore, Jean, la casa perse lo splendore che l'aveva resa celebre nell'ambito delle corse.
Uno dei modelli più famosi prodotti dalla Bugatti fu la Bugatti Tipo 41 Royale (1927), progettata per essere venduta a regnanti e capi di stato. Fu l'auto più costosa del suo periodo ma non incontrò il successo sperato.Nel frattempo la casa aveva perso smalto, infatti nelle competizioni era sfavorita dalla meccanica troppo classica e obsoleta delle sue vetture e solo l'introduzione di doppi alberi a camme in testa e il riutilizzo dei propulsori della Royale nel campo ferroviario le evitarono il tracollo.
Tuttavia all'inizio della seconda guerra mondiale la produzione venne arrestata e la Bugatti malgrado i tentativi di ripresa dopo il conflitto cessò di esistere negli anni cinquanta.
La Bugatti Automobili S.p.A. [modifica]
Reparto assemblaggio (lato destro) e reparto motori (lato sinistro) della fabbrica Bugatti a Campogalliano. A lato, non visibili nella foto, sono presenti la sala test, gli uffici e il centro esperienze (R&D). Lo stabilimento giace ormai abbandonato da 15 anni
Nel 1987 l'imprenditore Romano Artioli acquisì i diritti per la produzione di automobili con il marchio Bugatti e poi fondò la nuova azienda denominata Bugatti Automobili Spa con stabilimento a Campogalliano in Largo E. Bugatti, appositamente progettato dall'architetto Giampaolo Benedini.
I nuovi modelli rispettarono la tradizione della Bugatti anche riguardo al costo: nel 1995 la versione più accessoriata della EB110 costava oltre un miliardo di lire. Le difficoltà finanziare costrinsero Artioli a vendere l'industria.
La Bugatti Automobiles SAS [modifica]
Nuova Bugatti Veyron
Il marchio Bugatti è di proprietà del Gruppo Volkswagen, che l'ha acquistato nel 1998 e ne ha rilanciato l'immagine con una supercar: la EB 16.4 Veyron (EB è l'acronimo di Ettore Bugatti), con un motore W16 (da qui il 16 nel nome e 4 le turbine) da 1001 CV dichiarati (effettivi circa 1040) e 8.0 litri di cilindrata, dotata di trazione integrale e cambio sequenziale DSG a doppia frizione a 7 rapporti (più retromarcia).
Al salone di Francoforte 2007 è stata presentata un'edizione limitata (5 esemplari) della Veyron denominata "Pur Sang", caratterizzata da cerchi forgiati di diversa foggia e dall'assenza di verniciatura (l'auto diventa bicolore grigio specchiato/nero, grazie alla combinazione di alluminio e carbonio usati per la carrozzeria), e da un prezzo ancora più esorbitante: attorno al milione e mezzo di euro.
Al Pebble Beach Concours Bugatti ha presentato la Versione "Targa" della Bugatti Veyron 16.4, la Bugatti Veyron 16.4 Grand Sport, messa in vendita ad aprile 2009, al prezzo di 1,4 milioni di Euro (tasse escluse). Le Prestazioni "Fisiche" saranno a pari merito con la versione Coupé, tranne che in Versione Top-Out la velocità si autolimiterà automaticamente a 360 km/h, accelerazione sarà invariata, sia a versione scoperta che chiusa (2,5 s). Sempre a Pebble Beach Sono state presentate nuove colorazioni per la Versione Speciale della Veyron FBG par Hermés, presentata nell'aprile 2008 al salone di Ginevra.
Ora la versione coupé dovrebbe essere quasi esaurita e Bugatti si appresterà a produrre i 150 esemplari della Grand Sport, il primo esemplare è stato venduto a 3 mln di dollari all'asta del concorso di Pebble Beach.
Note [modifica]
^ (EN) Storia della Bugatti
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
Libri sulla Bugatti
estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Bugatti
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