Pietro Berti

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sabato 30 aprile 2011

Central Intelligence Agency (CIA)

Central Intelligence Agency





CIA.svg





Stemma della CIA





Stato
bandiera Stati Uniti d'America





Tipo
Agenzia d'intelligence





Istituito
18 settembre 1947





Sede
Langley, VA





Sito Internet
https://www.cia.gov/





Direttore
Leon Panetta





La Central Intelligence Agency (CIA) è l'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti d'America, responsabile dell'ottenimento e dell'analisi delle informazioni sui governi stranieri, sulle società, sugli individui e sulla segnalazione di tali informazioni ai vari rami del governo degli Stati Uniti. Dispone inoltre di un ampio apparato militare segreto, che durante la guerra fredda è stato responsabile di diverse campagne clandestine contro governi stranieri. La sede centrale si trova a Langley, in Virginia, vicino al fiume Potomac e Washington.





Indice





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Storia[modifica]














Emblema presente sul pavimento della sede dell'Agenzia





L'agenzia venne costituita dal presidente americano Harry Truman nel 1947 riformando l'Office of Strategic Services (OSS), nato per la seconda guerra mondiale. La OSS si sciolse nell'ottobre del 1945, ma William J. Donovan (chiamato Wild Bill), il creatore dell'OSS, inviò una proposta al presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1944 per chiedere la formazione di una nuova organizzazione con la supervisione diretta da parte del presidente. Nonostante la forte opposizione dei militari, del Dipartimento di Stato, e dell'FBI, nel gennaio del 1946 Truman fonda il Central Intelligence Group (CIG). Dopo il National Security Act del 1947 (che diventa effettivo il 18 settembre 1947) vengono fondati sia il National Security Council (NSC) sia la CIA.





Nel 1949, viene approvato il Central Intelligence Agency Act (chiamato anche "Public Law 110"), che permette agli agenti di usare il fisco segreto e di essere esenti dalla maggior parte delle limitazioni sugli usi del fondo federale. L'atto esenta anche la CIA dall'obbligo rivelare "l'organizzazione, le funzioni, i funzionari, le cariche, i salari, e il numero di personale impiegato". Viene inoltre creato un programma chiamato "PL-110" per trattare con i disertori o "stranieri essenziali" al di là delle normali procedure d'immigrazione, in modo tale da potergli offrire copertura e sostegno economico.





Durante i primi anni della sua esistenza, gli altri rami del governo non hanno esercitato molto controllo sulla CIA. Questo è spesso giustificato con la dura concorrenza con il KGB durante la Guerra fredda, un compito che secondo molti richiedeva la possibilità di operare anche al di fuori delle normali regole. Come risultato, scarso è il controllo governativo sulle attività della CIA. La rapida espansione dell'agenzia e l'evolversi di un senso di indipendenza sotto il comando del direttore della CIA, Allen Dulles, ha accentuato questa tendenza.





La svolta ci fu all'inizio degli anni settanta, al tempo dello scandalo Watergate. Un aspetto dominante della politica americana in quel periodo era il tentativo del Congresso di ribadire il suo potere di tutela sulle strutture esecutive del governo. Le rivelazioni sulle passate attività della CIA, come i tentativi di assassinare leader stranieri e l'illegale spionaggio interno, fornirono l'opportunità di portare avanti questo processo nella sfera delle operazioni di intelligence. Ad accelerare la caduta in disgrazia dell'agenzia furono il coinvolgimento di ex agenti CIA nello scandalo Watergate e i successivi tentativi del presidente Nixon di usare sempre la CIA per fermare le investigazioni sul caso. Nel famoso nastro - noto come la "pistola fumante" - che costrinse Nixon alle dimissioni, egli confessava al suo capo dello staff Haldeman che ulteriori investigazioni sul Watergate avrebbero "scoperto lo scheletro nell'armadio" riguardo alle operazioni nella Baia dei Porci.





Il vice direttore James R. Schlesinger aveva commissionato una serie di rapporti sui peccati passati della CIA. Questi rapporti, conosciuti eufemisticamente come "i gioielli di famiglia", furono trattenuti in seno all'agenzia fino a quando un articolo di Seymour Hersh sul New York Times rivelò la notizia che la CIA era stata coinvolta nell'assassinio di leader stranieri e teneva file su circa settemila cittadini americani appartenenti a movimenti pacifisti (Operazione CHAOS). Il Congresso investigò sulla CIA arrivando a nuove imbarazzanti conclusioni. Attorno al Natale del 1974 il Congresso contrastò ancora la CIA proibendo un'operazione segreta in Angola.





Successivamente fu proibito alla CIA di assassinare leader stranieri. Inoltre il divieto sullo spionaggio interno, che era sempre stato proibito dallo statuto della CIA, fu rafforzato affidando la sola responsabilità di investigazione sui cittadini statunitensi all'FBI.





Il 5 gennaio 2009 veniva annunciato che il President Elect Barack Obama aveva designato l'ammiraglio in congedo Dennis Blair[1] quale National Intelligence Director e Leon Panetta[2] (già Chief of Staff con l'amministrazione Clinton) direttore della CIA[3][4][5].





Operazioni nella storia[modifica]





Nord America[modifica]




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Per approfondire, vedi la voce Progetto MKULTRA.





Technorati Tag: ,,





Negli anni cinquanta e sessanta, la CIA avviò un programma di ricerca sul controllo della mente chiamato Progetto MKULTRA negli Stati Uniti e in Canada. Il progetto a Montreal includeva lo sviluppo di tecniche utilizzate da scienziati nazisti per influenzare e controllare il comportamento di determinate persone. Questi esperimenti, finanziati con 25 milioni di dollari, prevedevano anche tecniche di ipnosi, somministrazione di sieri della verità, droghe, messaggi subliminali e altri metodi di violenze psicologiche (es. privazione sensoriale, elettroshock, ecc.) su cavie umane (tra cui numerosissimi pazienti psichiatrici).





Europa[modifica]




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Per approfondire, vedi la voce Operazione Gladio.





Nei suoi primi anni la CIA e il suo predecessore, l'OSS, tentarono di "contenere" il comunismo nell'Europa dell'est dando supporto ai locali gruppi anticomunisti; ma nessuno di questi tentativi ebbe molto successo. Tentativi di provocare rivoluzioni in Ucraina e Bielorussia infiltrando spie anti-comuniste e sabotatori incontrarono il fallimento totale. In Polonia la CIA spese parecchi anni inviando denaro e equipaggiamento ad un'organizzazione inventata e gestita dall'intelligence polacca.





La CIA ebbe più successo nei suoi sforzi di limitare l'influenza del comunismo in Francia e in Italia, soprattutto nelle elezioni italiane del 1948. Dopo la seconda guerra mondiale, la CIA fu lo strumento attraverso cui si organizzò la rete Gladio, una rete segreta di organizzazioni militari anticomuniste - che talvolta reclutava individui di estrema destra - in Italia e in altre parti dell'Europa occidentale.





Accuse di arruolamento di ex nazifascisti[modifica]




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Per approfondire, vedi la voce Operazione Paperclip.





Tra le numerose accuse[6] rivolte all'OSS e alla CIA - in parte confermate anche a seguito della desecretazione di documenti riservati statunitensi e britannici - vi è, tra le altre, quella di aver aiutato e reclutato alcuni nazisti di alto grado, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Fra questi il generale Reinhard Gehlen, coinvolto comunque nel complotto per l'attentato a Hitler del 20 luglio 1944, e che aveva diretto la sezione dei servizi di informazione della Wehrmacht addetta al controllo del fronte orientale e dell'Unione Sovietica. Al generale Gehlen, date le sue estese risorse informative sull'Unione Sovietica, fu concesso di mantenere intatta la sua rete di oltre 400 spie dopo la guerra al servizio degli Stati Uniti. L'organizzazione di Gehlen presto divenne una delle fonti primarie di intelligence durante la guerra fredda, e formò la base di quella che a partire dal 1956 divenne l'agenzia di intelligence tedesca, la Bundesnachrichtendienst (BND).





Da diversi documenti sono emersi forti sospetti relativi ad un vasto piano organico[7] - nel quadro della Guerra fredda - organizzato dai servizi segreti USA al fine di reclutare ufficiali tedeschi e nazisti anche di primo piano già prima della fine del secondo conflitto mondiale. Tra i nazisti che sarebbero stati protetti o avrebbero collaborato con l'intelligence statunitense spiccano i nomi di Klaus Barbie, Eugen Dollmann (addetto al controllo del governo della RSI), del colonnello Otto Skorzeny (liberatore di Mussolini tenuto prigioniero sul Gran Sasso e tra i maggiori animatori della rete ODESSA, concepita per favorire la fuga di migliaia di nazisti in Sudamerica), il maggiore Karl Hass (condannato all'ergastolo con Erich Priebke per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine e coinvolto in diverse indagini relative alla Strategia della tensione) e il capitano SS Theodor Saevecke, capo in Lombardia della SIPO-SD (Polizia e Servizio di Sicurezza) e responsabile della strage di Piazzale Loreto e quella consumata a Corbetta (Milano). Tra gli italiani arruolati dai servizi USA figurerebbe il nome del principe Junio Valerio Borghese, ex comandante della Xª Flottiglia MAS.[senza fonte]





In un'intervista il Presidente della Repubblica emerito Francesco Cossiga racconta di essere stato contattato da agenti della C.I.A. che lo "pregarono" di non investire dell'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti, considerato dall'intelligence "aperto" nei confronti dell'Est.[senza fonte]





Iran[modifica]




Mentre l'Europa si andava stabilizzando lungo la cortina di ferro, la CIA negli anni cinquanta tentò di diminuire l'influenza sovietica nelle altre parti del globo, specialmente nel terzo mondo. Con l'incoraggiamento del direttore Allen Dulles, le operazioni clandestine divennero presto la componente dominante dell'organizzazione. Inizialmente si dimostrarono piene di successo: nel 1953 in Iran la CIA depose il governo democraticamente eletto di Mossadegh, dopo il suo tentativo di trattenere di più delle riserve di petrolio del paese e rimosse l'influenza comunista del forte Partito Comunista iraniano (Operazione Ajax). La CIA è definita come organizzazione terroristica dall'Iran[8].





Guatemala[modifica]




Nel 1954 in Guatemala (operazione PBSUCCESS), la CIA con un budget limitato organizzò la deposizione del governo democraticamente eletto di Jacobo Arbenz Guzmán e lo rimpiazzò con il governo dittatoriale del generale Carlos Castillo Armas. Tuttavia l'opposizione popolare e la nascita della guerriglia nel 1960 costrinse il Paese (sempre sotto l'influenza della CIA) a un susseguirsi di colpi di stato e governi non democratici. L'instabilità creata da queste operazioni portò a una guerra civile che si protrasse fino al 1996.





Cuba[modifica]




Le limitazioni alle operazioni coperte su larga scala divennero evidenti durante l'invasione organizzata dalla CIA alla Baia dei Porci a Cuba nel 1961. Il fallimento imbarazzò la CIA e gli Stati Uniti sul palcoscenico mondiale, visto che il presidente cubano Fidel Castro sfruttò l'insuccesso dell'invasione per consolidare il suo potere e legarsi strettamente all'Unione Sovietica. Ad ogni modo, la CIA tentò numerose volte di assassinare senza successo il capo di stato cubano come parte della sua operazione Mongoose.





Vietnam[modifica]




Dopo la Baia dei porci le operazioni della CIA divennero meno ambiziose e si legarono strettamente alle operazioni militari statunitensi in Vietnam. Fra il 1962 e il 1975 la CIA organizzò nel Laos un gruppo noto come Esercito Segreto e coordinò una flotta di aeroplani nota come Air America per prendere parte nella guerra segreta in Laos, una parte della guerra del Vietnam.





Cile[modifica]




Dopo l'elezione del presidente socialista Salvador Allende nel 1970 la CIA lavorò segretamente per impedirgli di assumere l'incarico attraverso la corruzione di ufficiali cileni. Questo tentavivo fallì, cosicché la CIA cospirò per un colpo di stato con le fazioni anti-Allende, ma alla fine il progetto abortì (progetto FUBELT).





Tre anni dopo Allende fu deposto dal leader militare Augusto Pinochet. È stato asserito che la CIA fosse dietro il colpo di Stato, sebbene niente sia stato completamente confermato o contraddetto. Il comitato Church, che investigò sul coinvolgimento statunitense in Cile durante questo periodo, stabilì che "non c'è alcuna chiara prova di diretta assistenza al colpo di Stato, nonostante molte asserzioni di tale aiuto". Nel 2000 inoltre la CIA negò di aver supportato il golpe.






Il rapporto del comitato Church inoltre mostrò che la CIA giocò un ruolo preminente dopo il colpo di Stato del 1973: "lo scopo delle operazioni segrete immediatamente successive al golpe era di assistere la Junta nell'ottenere un'immagine più positiva, sia in patria che all'estero, e nel mantenere l'accesso alle leve di comando del governo cileno. Un altro scopo, in parte raggiunto col lavoro fatto presso l'organizzazione dell'opposizione prima del golpe, era di aiutare il nuovo governo a organizzare e implementare le nuove politiche. I fascicoli di progetto lo hanno documentato. I collaboratori della CIA erano implicati nel preparare un iniziale piano economico onnicomprensivo che è servito come base per le più importanti decisioni economiche della Junta".





Nicaragua[modifica]




Nei primi anni ottanta, dopo la deposizione del dittatore Somoza in Nicaragua, la CIA sostenne e armò i Contras, forze opposte alla junta sandinista marxista. Il Congresso statunitense approvò l'Emendamento Boland che proibiva ogni sostegno ai Contras. L'amministrazione Reagan violò l'emendamento usando i profitti della vendita di armi all'Iran per sostenere i Contras (scandalo Iran-Contras). Parte della campagna della CIA per deporre il governo del Nicaragua includeva l'utilizzo di bombe nei porti nicaraguensi, cosa che comportò l'affondamento di una nave mercantile. Questo fu provato da una decisione della Corte Internazionale di Giustizia nel caso Nicaragua contro Stati Uniti, in cui fu ordinato agli Stati Uniti di pagare le riparazioni al Nicaragua, ma gli USA ignorarono il verdetto della corte.





L'11 settembre 2001 e le "extraordinary renditions"[modifica]
Dopo l'11 settembre 2001, con la motivazione della lotta al terrorismo, la CIA ha effettuato numerose operazioni in Europa e non solo (conosciute come "extraordinary renditions"), come il rapimento dell'imam egiziano Abu Omar, avvenuto a Milano il 17 febbraio 2003 con la presunta collaborazione di uomini del SISMI, il servizio segreto italiano. Nell'ambito di tali operazioni, ha inoltre utilizzato una rete di prigioni segrete (molte delle quali in Europa), come ammesso dal presidente Bush nel settembre 2006.




Per il sequestro di Abu Omar, nel dicembre 2006 la Procura di Milano ha rinviato a giudizio Nicolò Pollari, ex-direttore del SISMI, insieme a 34 persone. Tra gli indagati rientrano 26 agenti della CIA, tra cui il capo dell'intelligence Usa in Italia, Jeff Castelli, e l'ex-capocentro di Milano, Robert Seldon Lady (quest'ultimo coinvolto anche, tramite Mario Scaramella, nella vicenda relativa all'attività della Commissione parlamentare italiana sul dossier Mitrokhin).





Sempre nell'ambito delle inchieste sulle extraordinary renditions, nel febbraio 2007, in Germania, i magistrati di Monaco di Baviera hanno richiesto l'arresto di 13 presunti agenti della CIA in relazione al sequestro del tedesco-libanese Khaled el Masri, con l'accusa di privazione della libertà e pericolose lesioni.





Il 16 febbraio Nicolò Pollari, Marco Mancini, altri funzionari del SISMI e 26 agenti della CIA (tra cui Robert Seldon Lady e Jeff Castelli) sono stati rinviati a giudizio per concorso in sequestro di persona riguardo al rapimento di Abu Omar. Il processo si aprirà l'8 giugno 2007 a Milano. Il 28 febbraio gli Stati Uniti hanno dichiarato ufficialmente che non concederanno l'estradizione chiesta dal Ministero della Giustizia italiano per i 26 agenti della CIA accusati del rapimento. È il primo caso di processo aperto sulle "extraordinary renditions".





Presunti attentati a scopo d'assassinio di personalità politiche organizzati dalla CIA[modifica]




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L'uccisione di personalità politiche è stata espressamente e ufficialmente vietata da un Executive Order del presidente Gerald Ford nel 1976, dopo le polemiche suscitate dalla commissione Church. La commissione accusò la CIA di aver tentato di uccidere Fidel Castro con vari fantasiosi espedienti dopo aver creduto che documenti e materiali di un ufficio CIA preposto alle idee bizzarre fossero attività operative non autorizzate. L'Executive Order è stato revocato dal presidente George W. Bush nel 2001.





Il CIA-gate[modifica]





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Per approfondire, vedi la voce CIA-gate.





Nel 2003 scoppia lo scandalo CIA-gate, che coinvolge alcuni funzionari del governo di George Bush colpevoli di aver rivelato notizie riservate sull'agente in copertura Valerie Plame.





Nel giugno 2007 Lewis Libby, all'epoca dei fatti capo di Gabinetto di Dick Cheney (vice presidente degli Stati Uniti), è stato condannato a 30 mesi di carcere per ostruzione della giustizia e spergiuro.





La CIA nei film[modifica]













  • Il film The Good Shepherd - L'ombra del potere, diretto da Robert De Niro nel 2006 racconta la tumultuosa storia della nascita della CIA vista attraverso la vita di uno dei suoi fondatori. Liberamente ispirata alla figura dell'agente dell'Oss James Angleton.








  • Il film Spy Game, con Robert Redford e Brad Pitt racconta il coinvolgimento della C.I.A. nella guerra in Libano sullo sfondo di una storia d'amore tra la spia (Brad Pitt) e una rivoluzionaria inglese (Catherine McCormack). La C.I.A. "vendette" la donna alla Cina e la spia Brad Pitt, saputolo anni dopo, cerca di liberarla dalla prigione cinesi elaborando un piano in proprio. Il piano fallisce e viene incarcerato.








  • Il film Mission Impossible e i sequel raccontano delle vicende di Ethan Hunt un agente segreto della C.I.A.








  • Nel film Agent Cody Banks il protagonista è Cody Banks (Frankie Muniz), un ragazzino che diventerà un agente segreto della C.I.A. dove dovrà svolgere un'importante e delicata missione top secret.








  • Il film I tre giorni del Condor diretto da Sydney Pollack nel 1975 e interpretato da Robert Redford ipotizza, attraverso le vicissitudini del suo protagonista, dipendente della C.I.A., ma costretto a fuggire per sopravvivere ai tentativi di eliminarlo della medesima, l'esistenza di una "seconda" C.I.A. all'interno della C.I.A. stessa, operante in modo autonomo e avente come finalità il controllo delle risorse energetiche (il particolar modo il petrolio).








  • Il film Syriana, diretto da Stephen Gaghan nel 2005 e interpretato da George Clooney, sviluppa anch'esso (come "I tre giorni del Condor") l'idea di un coinvolgimento della C.I.A. al fine di eliminare gli "ostacoli" al controllo delle grandi risorse energetiche (gas e petrolio) dei paesi vicino-orientali da parte dei potenti gruppi d'affari che controllano l'estrazione e la distribuzione delle risorse energetiche mondiali. L'intreccio pubblico/privato è qui molto ben descritto, e il rischio che l'Agenzia agisca come "braccio armato" delle multinazionali, risulta essere oltremodo preoccupante.




    Technorati Tag:

    Il film The Bourne Identity, e nei suoi sequel The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum, viene raccontata la storia di un ex agente, Jason Bourne (Matt Damon), che ha perso la memoria ed è costretto a fuggire dalla CIA, che lo vuole eliminare poiché è convinta che sia a conoscenza del programma segreto di cui faceva parte, che era finalizzato a omicidi non autorizzati.








  • Nel telefilm Chuck, l'agente Sarah Walker, interpretata da Yvonne Strahovski, lavora per la CIA, in seguito, anche il protagonista Chuck Bartowski, interpretato da Zachary Levi entrerà a far parte della suddetta organizzazione.








  • Nella serie TV Alias, la protagonista, Sydney Bristow, lavora per un'organizzazione segreta nota come SD-6, dal suo capo spacciata per una sezione segreta della CIA. Quando scoprirà il tranello, Sydney inizierà a collaborare con la vera CIA.




Note[modifica]













  1. ^ Collegamenti esterni su Blair:




































  2. ^ «Obama names Panetta for CIA». Associated Press, 9 January 2009. URL consultato in data 2009-01-09.




























Voci correlate[modifica]









Bibliografia[modifica]













  • Victor Marchetti, CIA: culto e mistica del servizio segreto, Milano, Garzanti, 1976








  • Robert Baer, Dormire con il diavolo. Come Washington ha venduto l'anima per il petrolio dell'Arabia Saudita, Piemme, 2004, ISBN 88-384-8100-8








  • Robert Baer, La Disfatta della Cia, Piemme, 2005, ISBN 88-384-8558-5








  • William Blum, Il libro nero degli Stati Uniti, Fazi, 2003, ISBN 88-8112-454-8








  • Noam Chomsky, Egemonia o sopravvivenza. I rischi del dominio globale americano, Tropea, 2005, ISBN 88-438-0460-X








  • Norman mailer, Il fantasma di Harlot (The Harlot's Ghost), Bompiani 1994








  • Frances Stonor Saunders, La guerra fredda culturale, Fazi, 2004, ISBN 88-8112-545-5




Altri progetti[modifica]









Collegamenti esterni[modifica]









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Categorie: Central Intelligence Agency Istituzioni degli Stati Uniti d'America Servizi segreti [altre]





mercoledì 5 gennaio 2011

Gladio


Gladio è il nome in codice di una struttura paramilitare clandestina di tipo stay-behind Spyro ("stare dietro", "stare al di qua delle linee") promossa durante la guerra fredda dalla NATO, per contrastare un eventuale attacco delle forze del Patto di Varsavia ai Paesi dell'Europa occidentale.
Il termine Gladio è utilizzato propriamente solo in riferimento alla stay-behind italiana[1]. Il gladio era il simbolo dell'organizzazione italiana, mentre quello internazionale era la civetta. Durante la guerra fredda, quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale crearono formazioni paramilitari, riunite nella "Stay Behind Net" sotto controllo NATO[2].
L'esistenza di Gladio, sospettata fin dalle rivelazioni rese nel 1984 dal membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra durante il suo processo[3], fu riconosciuta dal presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti il 24 ottobre 1990, che parlò di una "struttura di informazione, risposta e salvaguardia".

Una struttura della NATO, supervisionata da SHAPE [modifica]
Negli anni cinquanta era avvertito negli ambienti NATO il pericolo di un nuovo conflitto sul suolo europeo. In caso di attacco da parte dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati, questa avrebbe occupato inizialmente i Paesi dell'Europa occidentale, in quanto le forze corazzate sovietiche avrebbero potuto agevolmente travolgere le prime linee di resistenza. Si ipotizzava che una prima linea di resistenza effettiva avrebbe potuto essere approntata sul fiume Reno. Questo avrebbe comunque comportato la perdita di buona parte della Germania Occidentale, dell'Italia settentrionale e della Danimarca.
Durante la seconda guerra mondiale gli Alleati avevano coordinato l'attività dei movimenti resistenziali nei paesi occupati dall'Asse attraverso una rete di organizzazioni, coordinate da una speciale branca dei servizi d'informazione del Regno Unito, il SOE (Special Operations Executive). Il SOE venne dismesso dopo la fine del conflitto, ma fu riattivato all'inizio degli anni cinquanta, come nucleo di una nuova organizzazione che aveva il compito di porre in essere una rete di resistenza nei vari paesi europei, nel caso questi fossero stati occupati dall'Armata Rossa o nel caso i comunisti avessero preso il potere attraverso un colpo di stato.
Un primo gruppo di nazioni (Stati Uniti, Regno Unito, Francia) costituì dunque il CPC, Comitato per il coordinamento, per pianificare, in caso d'invasione, le attività comuni svolte dai rispettivi servizi d'informazione in supporto alle operazioni militari dell'Alleanza atlantica. La struttura di coordinamento era sottoposta alla direzione del comando supremo delle forze alleate in Europa: SHAPE, ovvero Supreme Headquarters Allied Powers Europe.
Coordinamento SHAPE [modifica]
Operante in tutta la NATO, Gladio era coordinata dal Clandestine Planning Committee, l'organo multinazionale controllato dal Belgio dallo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe). In un articolo dell'"International Herald Tribune" datato 13 novembre 1990, Joseph Fitchett parla della "Resistenza della Nato", e dice che queste reti anticomuniste, finanziate in parte dalla CIA, erano presenti in tutta Europa, comprese nazioni neutrali come Svezia e Svizzera.
Contrasto dell'invasione sovietica [modifica]
Lo scopo principale dell'Organizzazione Gladio era di contrastare una possibile invasione dell'Europa occidentale da parte dell'Unione Sovietica e dei paesi aderenti al Patto di Varsavia, attraverso atti di sabotaggio e di guerriglia dietro le linee nemiche. La NATO era consapevole infatti che le truppe stanziate in Europa occidentale non erano sufficienti a respingere una invasione dell'Armata Rossa in un conflitto diretto senza ricorrere all'uso delle armi nucleari.
Le organizzazioni "stay-behind" della NATO rappresentavano quindi una possibilità di continuare a combattere in attesa dell'intervento degli Stati Uniti che, data la distanza geografica dall'Europa, sarebbe giocoforza arrivato in un secondo momento. Le sue cellule clandestine erano destinate a "stare nascoste" (o "al di qua delle linee", da cui il nome in inglese stay behind) in territori controllati dal nemico e comportarsi come movimenti di resistenza, conducendo atti di sabotaggio e di guerriglia. Vennero considerate altre forme di resistenza clandestina e non convenzionale, come operazioni "false flag" (attentati e simili operazioni rivendicate sotto falsa bandiera per fomentare divisioni politiche) e attacchi terroristici.
L'idea di costruire questa rete segreta venne a ex ufficiali del SOE (Special Operations Executive, Direzione delle Operazioni Speciali) britannico, un'organizzazione del Ministero della Guerra economica che aveva operato durante la seconda guerra mondiale nei Paesi dove si erano costituiti dei governi fascisti o filo-nazisti (Norvegia, Francia e Italia). L'idea inglese fu subito accolta dagli Stati Uniti e si decise anche, per mantenere la segretezza, di tenerla fuori dalle organizzazioni militari tradizionali, vale a dire fuori dai comandi NATO. Nacque così Stay Behind Net[4].
Ingresso dell'Italia [modifica]
Oltre ai tre paesi fondatori, diversi altri paesi NATO entrarono successivamente nella struttura. L'Italia lo fece in via ufficiale nel 1964, ma già in precedenza erano attivi accordi bilaterali tra SIFAR (l'allora Servizio d'Informazione delle Forze Armate) e CIA tesi ad arruolare ed addestrare nuclei di operativi in grado di organizzare la resistenza armata sul territorio occupato da un'invasione o controllato da "forze sovversive".[5]
In Italia è stata ipotizzata da più parti (anche dalla Commissione stragi[6]) l'esistenza di strutture nate in chiave anti-comunista nelle ultime fasi della guerra (come quelle che sarebbero derivate dalle brigate Osoppo) e nel primo dopoguerra, che poi sarebbero confluite, in tutto o in parte, in Gladio.
Nel 1964, oltre all'Italia, i paesi aderenti erano Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania Occidentale, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. In seguito aderirono anche Danimarca e Norvegia. Altri paesi NATO, come Grecia, Turchia, Spagna e Portogallo, non entrarono mai, a quanto risulta, nel comitato di coordinamento. Peraltro, organizzazioni simili, pur non collegate con la struttura NATO, vennero probabilmente create in quasi tutti i paesi occidentali che temevano un'invasione sovietica, compresi stati neutrali come Austria, Finlandia, Svezia e Svizzera.
Segretezza [modifica]
L'esistenza di queste forze militari NATO clandestine rimase un segreto strettamente sorvegliato durante tutta la guerra fredda fino al 1990.
In Italia dell'esistenza di Gladio erano informati i vertici politici del paese: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Ministro della Difesa, come pure i vertici militari. La struttura di Gladio era invece sconosciuta al Parlamento. Francesco Cossiga, che fu informato dell'esistenza della struttura nel 1966, quando entrò per la prima volta al governo, come sottosegretario alla difesa, dichiarò che "gli accordi per creare Stay Behind in Italia furono conclusi da Aldo Moro e Paolo Emilio Taviani". Inoltre Andreotti gli spiegò che aveva rivelato il segreto su Gladio perché "ormai, caduto il Muro di Berlino, non vi era più alcuna ragione per non raccontare come stavano davvero le cose"[7][8].
Divulgazione del segreto [modifica]
Nel 1990 il primo troncone della rete internazionale fu reso pubblico in Italia: ciò avvenne con l'autorizzazione data dal presidente del consiglio Andreotti al giudice Casson di accedere agli archivi del SISMI per accertare il ruolo di depositi NASCO nella strage di Peteano, e con due successive comunicazioni del medesimo Andreotti, una scritta alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle stragi ed una orale alle Assemblee delle due Camere.
In Italia il suo nome in codice era Gladio, la parola che indica la corta spada a doppio taglio usata dai Romani. Il governo ne ordinò lo scioglimento il 27 luglio 1990.Il governo italiano affermò che identiche forze armate clandestine erano esistite anche in tutti gli altri paesi dell'Europa occidentale. Questa ammissione si rivelò corretta e successive ricerche dimostrarono che in Belgio, le forze segrete della NATO erano state denominate in codice SDRA8, in Danimarca Absalon, in Germania TD BJD, in Grecia LOK, nel Lussemburgo semplicemente Stay-Behind, nei Paesi Bassi "I&O", in Norvegia ROC, nel Portogallo Aginter, in Svizzera P26, in Turchia Contro-Guerriglia ed in Austria OWSGV. I nomi in codice degli eserciti segreti in Francia, in Finlandia, in Spagna ed in Svezia rimangono tuttora sconosciuti.
Critiche al segreto [modifica]
Dopo avere appreso della scoperta, il Parlamento Europeo stilò una risoluzione criticando aspramente il fatto:
« Queste organizzazioni operavano e continuano ad operare del tutto al di fuori della legalità dal momento che non sono soggette ad alcun controllo parlamentare [e] richiedono una piena indagine sulla natura, struttura, intenti e ogni altro aspetto di queste organizzazioni clandestine. »
Al momento solo Italia, Belgio e Svizzera condussero indagini parlamentari, mentre l'amministrazione del presidente americano George H. W. Bush rifiutò di commentare, essendo nel mezzo dei preparativi per una guerra contro Saddam Hussein nel Golfo Persico, e temendo potenziali danni per l'alleanza militare."[9]
La Gladio italiana [modifica]
Origini [modifica]
La presenza di una struttura stay-behind in Italia risale al 1949, seppure con un nome diverso da Gladio. In una relazione del Comitato Parlamentare sui servizi segreti del 1995 si legge che
« In base a quanto risulta dalle indagini giudiziaria è fuor di dubbio che in epoca precedente alla creazione di Gladio sia esistita un'altra organizzazione denominata "Duca", con le stesse finalità e struttura analoga, di cui sappiamo ben poco e che dovrebbe essere stata sciolta intorno al gennaio 1995 (ma in vari documenti acquisiti dall'Autorità giudiziaria si parla di organizzazione "Duca - Gladio").[10] »
Gladio viene costituita con un protocollo d'intesa tra il Servizio italiano e quello statunitense in data 26 novembre 1956, nel quale però vi era stato un esplicito riferimento ad accordi preesistenti: nella relazione inviata dal presidente del Consiglio Giulio Andreotti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo e sulle stragi il 17 ottobre 1990 verrà segnalato che con quella intesa tra SIFAR (al cui comando, al tempo della stesura del protocollo, era da poco stato posto Giovanni De Lorenzo) e CIA erano stati "confermati tutti i precedenti impegni intervenuti nella materia tra Italia e Stati Uniti".
Nel giugno 1959 il Servizio segreto italiano entrò a far parte del "Comitato di pianificazione e coordinamento", organo di SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe)[5]. Nel 1964, del "Comitato clandestino alleato (ACC)", emanazione del suddetto Comitato di pianificazione e coordinamento e costituito tra paesi che intendevano organizzare una resistenza sul proprio territorio, in caso di aggressione dall'Est e, a quanto sembra, anche nell'eventualità di "sovvertimenti interni", ovvero tentativi di colpo di stato interni.
L'ipotesi di finanziamenti a Gladio da parte della CIA, posti in essere per lo meno fino al 1975, era già stata avanzata nel 1990 dal generale Giovan Battista Minerva (ufficiale del Sifar e poi del Sid, in servizio con il compito di direttore amministrativo tra il 1963 ed il 1975), durante le indagini sull'incidente dell'aereo Argo 16.[11]
Rivelazione dell'esistenza [modifica]
Il 24 ottobre 1990 Giulio Andreotti, capo del governo italiano, rivelò alla Camera dei deputati l'esistenza di Gladio, che fu quindi la prima organizzazione aderente alla rete "stay-behind" ad essere resa pubblica.
Quando l'esistenza di Gladio divenne di pubblico dominio venne pubblicato un elenco di 622 "gladiatori": ufficialmente tutti i partecipanti, dalla fondazione allo scioglimento dell'organizzazione. Tuttavia, da più parti questa lista è stata considerata incompleta, sia per il ridotto numero di uomini, ritenuto troppo basso rispetto ai compiti dell'organizzazione estesi in quasi 40 anni, sia per l'assenza nella lista di alcuni personaggi che da indagini successive (e in alcuni casi per loro stessa ammissione) avevano fatto parte dell'organizzazione. Contro quest'ultima tesi tuttavia e a conferma della partecipazione di soli 622 aderenti all'attività segreta, sussistono alcune super-perizie richieste all'interno dei processi avvenuti successivamente la pubblicazione della lista, super-perizie di cui parla il generale Paolo Inzerilli, accusato in questi processi ma prosciolto totalmente.[senza fonte]Luigi Tagliamonte, capo dell’ufficio amministrazione del SIFAR e, successivamente, capo dell’ufficio programmazione e bilancio del comando generale dell’Arma dei Carabinieri, durante una delle varie inchieste che ruotarono intorno alla questione, relativamente ad una base di addestramento di Gladio dichiarò:
« Sapevo che presso il Cag (il Centro addestramento guastatori di Punta Poglina a Capo Marrargiu, pochi chilometri a sud di Alghero) si effettuavano dei corsi di addestramento alla guerriglia, al sabotaggio, all'uso degli esplosivi al fine di impiegare le persone addestrate in caso di sovvertimenti di piazza, in caso che il PCI avesse preso il potere. Tanto sapevo io trattando pratiche di ufficio al Sifar e relative al Cag. Oggi penso, riportandomi ai miei ricordi, che la citazione della eventuale invasione del nostro Paese, a proposito della necessità della struttura ove era incardinato il Cag, era un pretesto […] Il mio pensiero, testé formulato, deriva dal contenuto dei contatti che avevo con il Maggiore Accasto e con il Capo Sezione CS Aurelio Rossi i quali, senza scendere nei dettagli, mi rappresentavano che il Cag esisteva per contrastare eventuali sovvertimenti interni e moti di piazza fatti dal Pci »
(Dichiarazioni di Luigi Tagliamonte[12])
Gladio, la strategia della tensione e le ingerenze estere in Italia [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Strategia della tensione.
Dopo la divulgazione del segreto, coincidente approssimativamente con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e con la conseguente fine della guerra fredda, pur non esistendo nulla di accertato, sono state fatte molte ipotesi sulle relazioni intrattenute da questa organizzazione, o da parti deviate di essa, con l'eversione di destra o di sinistra o con attentati o con tentativi di colpo di stato avvenuti in Italia. Già precedentemente si era comunque parlato di tale organizzazione (ne parla per esempio Moro nel suo memoriale scritto nel 1978 durante i giorni della prigionia), e la sua esistenza era comunque ovviamente nota nell'ambito dei vertici politici, dei ministri competenti, dei vertici militari e dei servizi segreti.
Nel 2000 il rapporto del Gruppo "Democratici di Sinistra-L'Ulivo", stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per "impedire al PCI, e in certo grado anche al PSI, di raggiungere il potere esecutivo nel paese", identificando anche i Nuclei per la Difesa dello Stato non come un gruppo autonomo, ma come una delle operazioni portate avanti da Gladio con questi scopi.[13]
Le dichiarazioni di Vincenzo Vinciguerra [modifica]
L'ex terrorista Vincenzo Vinciguerra confessò nel 1984 al giudice Felice Casson (alcuni anni prima delle dichiarazioni ufficiali sull'esistenza di Gladio e della rete stay-behind) di aver compiuto l'attentato terroristico di Peteano il 31 maggio 1972, nel quale tre carabinieri erano rimasti uccisi (fino all'interrogatorio di Vinciguerra, erano state le Brigate Rosse ad essere accusate dell'attentato). Durante il processo, Vinciguerra spiegò come era stato aiutato dai servizi segreti italiani e come fuggì nella Spagna franchista dopo la strage di Peteano. L'ex terrorista, sentito nello stesso anno anche nel processo relativo alla strage di Bologna, parlò apertamente dell'esistenza di una struttura occulta nelle forze armate italiane, composta sia da militari che da civili, con finalità anti-invasione sovietica, ma che, potendo questa anche non avvenire, era stata in grado di coordinare le varie stragi per evitare che anche internamente il paese si spostasse troppo a sinistra; questo, sempre secondo la testimonianza dell'ex terrorista, a nome della Nato e con il supporto dei servizi segreti e di alcune forze politiche e militari italiane.[14][3]
Le dichiarazioni del Generale Maletti [modifica]
Il generale Gian Adelio Maletti, ex capo del Reparto D del SID del controspionaggio italiano, dichiarò nel marzo del 2001 che la CIA avrebbe potuto promuovere il terrorismo in Italia. Lo stesso Maletti in diverse interviste e nell'audizione davanti alla Commissione Stragi citò più volte l'interessamento degli USA nei confronti di alcune personalità e di alcuni reparti militari, tra cui alcuni di quelli che poi furono coinvolti in alcuni dei diversi tentativi di golpe avvenuti in Italia (Golpe Borghese) e Golpe Bianco[15]
Lo stesso Maletti venne ascoltato il 21 marzo 2001 dal tribunale di Milano, relativamente ai processi su Piazza Fontana (evento per cui era stato condannato nel 1981 per depistaggio). Sulla forma della sua deposizione vi fu uno scontro tra difesa e accusa. La difesa sosteneva che dovesse deporre come teste, quindi sotto giuramento e quindi obbligato a dire la verità. L'accusa sostenne invece che dovesse deporre come imputato e quindi senza giuramento e senza il conseguente obbligo di dire la verità.[senza fonte] La corte sentenziò a favore delle tesi dell'accusa. Maletti depose come imputato, per cui senza obbligo formale di attenersi al vero nella sua deposizione.[16] Maletti dichiarò che esisteva una "regìa internazionale" delle stragi relative alla strategia della tensione. Su domanda della difesa dichiarò tuttavia di non avere prove.[16] Dichiarò nello stesso interrogatorio che la CIA finanziava sia il SID (con cui c'era tuttavia una collaborazione unilaterale per quello che riguarda il lavoro di intelligence del servizio: "Il rapporto tra il Sid e la Cia è stato di inferiorità. Chiedevamo notizie, ma non ce ne davano.") che Gladio (la base di capo Marrargiu, secondo Maletti effettivamente impiegata da Gladio, sarebbe stata realizzata grazie a fondi statunitensi, fatto quest'ultimo confermato anche dall'ex presidente Francesco Cossiga nella sua audizione davanti alla Commissione Stragi[17])[16][18]. In un'intervista rilasciata dopo la deposizione, Maletti confermerà la sua convinzione che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per evitare uno spostamento a sinistra dell'Italia e che simili azioni avrebbero potuto essere state attuate anche in altri paesi.[19] La Cia alcuni mesi dopo respingerà esplicitamente le accuse.
La struttura organizzativa di Gladio [modifica]
Il 1 ottobre 1956 era stata costituita, nell'ambito dell'Ufficio "R" del SIFAR, una Sezione Addestramento, denominata S.A.D. (Studi Speciali e Addestramento del Personale). La S.A.D. ai cui responsabili verrà demandato il ruolo di Coordinatore Generale dell'Operazione "Gladio", si articolava in quattro gruppi:
Gruppo Supporto Generale;
Gruppo Segreteria Permanente ed Attivazione delle Branche Operative;
Gruppo Trasmissioni;
Gruppo Supporto Aereo, Logistico ed Operativo.
Alle dipendenze della S.A.D. venne posto il Centro Addestramento Guastatori (C.A.G.) e la Struttura Segreta N.A.T.O. Stay Behind "Gladio", la quale era così strutturata:
Unità di Comando
1 Nucleo Informativo
1 Nucleo Propaganda
1 Nucleo Evasione e Fuga
2 Nuclei Guerriglia
Unità di Pronto Impiego "Stella Alpina" (Friuli-Venezia Giulia)
Unità di Pronto Impiego "Stella Marina" (Trieste)
Unità di Pronto Impiego "Rododendro" (Trentino-Alto Adige)
Unità di Pronto Impiego "Azalea" (Veneto)
Unità di Pronto Impiego "Ginestra" (Laghi Lombardi)
ogni Unità di Pronto Impiego era costituita da:
1 Nucleo Informativo
1 Nucleo Propaganda
1 Nucleo Evasione e Fuga
2 Nuclei Guerriglia
2 Nuclei Sabotaggio
per un totale di 40 Nuclei. Inoltre, esistevano altre 5 Unità di Guerriglia di Pronto Impiego in regioni di particolare interesse. Esistevano, a partire dal 1963 fino al 1972, altresì, 139 Depositi "Nasco". Gli Statunitensi dotarono la Struttura anche di un aereo Dakota C47, nome in codice "Argo-16", fornito per le operazioni di trasporto.
«Stay Behind» in Europa [modifica]
Austria [modifica]
Nel 1947 in Austria venne svelata una struttura segreta stay-behind, che era stata costruita da due appartenenti all'estrema destra, Soucek e Rössner. Il cancelliere Theodor Körner graziò gli accusati in circostanze non chiarite. Nel 1965 le forze di polizia scoprirono un deposito di armi stay-behind in una vecchia miniera vicino a Windisch-Bleiberg, circostanza che costrinse le autorità austriache a rilasciare una lista con la posizione di altri 33 analoghi nascondigli in Austria.
Belgio [modifica]
L'assassinio del presidente del Partito Comunista Belga Julien Lahaut, nel 1950, ebbe un significato nazionale e internazionale, nel quale venne sospettata l'influenza della rete anticomunista Gladio[20]. Nel 1985 il Massacro del Brabante venne collegato ad un complotto interno all'organizzazione stay-behind belga SDRA8, alla gendarmeria belga SDRA6, al gruppo di estrema destra Westland New Post, e alla Defense Intelligence Agency (DIA), il servizio segreto del Pentagono. Nel 1990, il quartier generale della struttura stay-behind del Comitato Clandestino Alleato (ACC), si incontra il 23 e 24 ottobre dello stesso anno sotto la presidenza del generale belga Van Calster, direttore del servizio segreto militare belga (SGR). Nello stesso anno, il Parlamento Europeo condanna in una risoluzione la NATO e gli Stati Uniti, per aver manipolato la politica europea tramite le strutture stay-behind.
Cipro [modifica]
Emblema del Commando Forze Speciali.
La costituzione del 1960 prevedeva unicamente la presenza di un piccolo Esercito professionista formato da poche centinaia di uomini di entrambe le Comunità Cipriote. In seguito agli scontri del 1963-64 che portarono al crollo della condivisione del potere tra Greci e turki ciprioti, fu creata la Guardia Nazionale come Esercito greco cipriota con coscrizione obbligatoria. Gli ufficiali della Guardia Nationale where almost exclusively Greek nationals, officers of the greek army. LOK units were created in Cyprus modelled on the Greek LOK units, though Cyprus never joined NATO and was at the time a member of the Non-Aligned Movement. Reporter Makarios Drousiotis[21] has written about Greek officer Dimitris Papapostolou, commander of LOK Cipro at the time, conspiring with ex-interior minister Polykarpos Yorkatzis to kill elected president Makarios by attacking his helicopter e dopo il tentativo fallto al that attempt, being involved in the assassination di Yorkatzis. Il 15 luglio 1974 coup d'etat contro Makarios fu eseguito dalle unità della Guardia Nazionale, con l'attacco al palazzo presidenziale perpetrato da 32 unità Moira Katadromon LOK con l'aiuto di carri armati di unità da ricognizione.
Finlandia [modifica]
Nel 1945 il ministro degli interni finlandese Leino svela la chiusura di un esercito segreto stay-behind. Nel 1991 i mass media svedesi rivelano che un gruppo segreto stay-behind era esistito nella neutrale Finlandia, con una base in esilio a Stoccolma. Il ministro della difesa finlandese Elisabeth Rehn etichetta la rivelazione come "una favola", aggiungendo cautamente "o almeno una storia incredibile, di cui non so nulla."
Francia [modifica]
Nel 1947 il ministro degli interni francese Edouard Depreux rivelò l'esistenza di un esercito segreto stay-behind in Francia, dal nome in codice "Plan Bleu". L'anno seguente, venne creato il "Comitato Clandestino dell'Unione Occidentale" (WUCC), per coordinare la guerra segreta non ortodossa. Nel 1949 il WUCC viene integrato nella NATO, il cui quartier generale viene stabilito in Francia, con il nome di "Clandestine Planning Committee" (CPC). Nel 1958 la NATO fonda il Comitato Clandestino Alleato (ACC) per coordinare la guerra segreta. Quando la NATO stabilisce il nuovo quartier generale europeo a Bruxelles, l'ACC, con il nome in codice SDRA11, viene nascosto all'interno del servizio segreto militare belga (SGR), che ha il suo quartier generale vicino a quello della NATO.
L'illegale Organisation de l'Armée Secrète (OAS) viene creata con membri della stay-behind francese e ufficiali della Guerra francese in Vietnam. Nel 1961 l'OAS inscenò un fallito colpo di stato ad Algeri, col supporto della CIA, contro il governo De Gaulle.
Le reti La Rose des Vents ("Rosa dei venti") e Arc-en-ciel ("Arcobaleno"), erano parte di Gladio. Secondo voltairenet.org, François de Grossouvre era il capo di Gladio in Francia, fino al suo presunto suicidio avvenuto il 7 aprile 1994[22]. Il capitano Paul Barril, assieme ad altri, sostiene che venne assassinato.
Germania [modifica]
Nel 1952 l'ex ufficiale delle SS Hans Otto rivelò alla polizia criminale di Francoforte l'esistenza dell'esercito stay-behind nazista tedesco BDJ-TD. Gli estremisti di destra arrestati vennero misteriosamente trovati non colpevoli. Nel 1976 la segretaria del BND Heidrun Hofer venne arrestata dopo aver rivelato i segreti dell'esercito stay-behind tedesco al marito, che era una spia del KGB.
Nel 2004 il capo dello spionaggio Norbert Juretzko pubblicò un libro sul suo lavoro al BND. Entrò nei dettagli riguardo al reclutamento di partigiani per la rete di stay-behind. Venne cacciato dal BND dopo un processo segreto contro di lui, perché il BND non riuscì a trovare il vero nome della fonte russa "Rubezahl" che aveva reclutato. Un uomo con lo stesso nome che Juretzko aveva fatto, venne arrestato dal KGB a causa del suo tradimento per il BND, ma era ovviamente innocente: il suo nome era stato scelto a caso da Juretzko, prendendolo dall'elenco telefonico.
Secondo Juretzko, il BND costruì la sua branca di Gladio, ma scoprì dopo la caduta della DDR che era completamente noto alla STASI. Quando la rete venne smantellata, emersero ulteriori strani dettagli. Un direttore dello spionaggio aveva tenuto l'equipaggiamento radio nella cantina di casa, con la moglie che eseguiva le chiamate di prova ogni 4 mesi, sulla base del fatto che l'equipaggiamento era troppo "prezioso" perché restasse in mano a civili. Juretzko lo venne a sapere perché il direttore aveva smantellato la sua sezione della rete così velocemente che non ci fu tempo di adottare misure quali il recupero di tutte le attrezzature tenute nascoste.
I civili reclutati come partigiani stay-behind erano equipaggiati con una radio a onde corte clandestina, con una frequenza fissa. Questa era dotata di una tastiera cifrata, che rendeva inutile l'uso del codice Morse. Avevano inoltre da parte ulteriori attrezzature per segnalare a elicotteri o sottomarini di sbarcare agenti speciali che avrebbero dovuto stare nelle loro case mentre preparavano operazioni di sabotaggio contro i comunisti.
Secondo il perpetratore della bomba dell'Oktoberfest del 1980 a Monaco, gli esplosivi provenivano da un nascondiglio di Gladio vicino al villaggio di Uelzen.
In Germania l'esecutore di un attentato nel 1980 a Monaco di Baviera, ha riferito che l'esplosivo proveniva da un deposito della Stay-behind tedesca. In un articolo del 7 novembre 1990 del quotidiano francese "Le Monde", un ufficiale della Gladio francese affermò che "a seconda dei casi, avremmo dovuto contrastare o favorire il terrorismo di estrema sinistra o estrema destra"[23]. Secondo un articolo del dicembre 1990 del "Guardian" a firma di Ed Vulliamy, la prima ragione della scoperta di Gladio fu "un gruppo di giudici che esaminavano lettere scoperte a Milano in ottobre, nelle quali, prima del suo omicidio, il leader democristiano Aldo Moro affermava di temere che "un'organizzazione ombra" accanto ad "altri servizi segreti dell'Occidente […] potrebbero essere implicati nella destabilizzazione [politica nde] del nostro Paese"[24].
Grecia [modifica]
In Grecia l'esercito stay-behind Forza d'Incursione Ellenica prese il controllo del ministero della difesa greco e diede vita ad un colpo di stato installando il "Regime dei Colonnelli" (1967-1974), che si renderà in seguito protagonista di maltrattamenti, violenze e torture tra le più efferate degli ultimi cinquant'anni, anche se tra le meno note.
Norvegia [modifica]
Nel 1957 il direttore del servizio segreto norvegese (Etterretningstjenesten), Vilhelm Evang, protestò duramente contro la sovversione interna del suo paese tramite gli Stati Uniti e la NATO e ritirò temporaneamente l'esercito stay-behind norvegese dagli incontri del CPC. Nel 1978 la polizia scoprì un nascondiglio di armi stay-behind e arrestò Hans Otto Meyer che rivelò l'esistenza dell'esercito segreto norvegese.
Paesi Bassi [modifica]
Un grande nascondiglio di armi venne scoperto nel 1983 vicino al villaggio di Velp nei Paesi Bassi. Il governo fu costretto a confermare che le armi erano correlate ai progetti NATO di guerra non ortodossa.
Portogallo [modifica]
Nel 1966 la CIA crea la Aginter Press, la quale, sotto la direzione del Capitano Yves Guerin Serac, dirige un esercito segreto stay-behind e addestra i suoi membri alle tecniche di azione sotto copertura, comprese esercitazioni di attentati terroristici, assassinii silenziosi, tecniche di sovversione, comunicazioni clandestine, infiltrazione e guerra coloniale. Nel 1969 in Mozambico la Aginter Press assassina Eduardo Mondlane, capo del movimento di liberazione FRELIMO (Frente de Libertação de Moçambique).
Regno Unito [modifica]
Nel Regno Unito, il primo ministro Winston Churchill creò lo Special Operations Executive (SOE) nel 1940, per assistere i movimenti di resistenza ed eseguire operazioni di guerriglia in territorio occupato dall'Asse. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le organizzazioni stay-behind vennero istituite grazie all'esperienza e al coinvolgimento di ex ufficiali del SOE.
L'organizzazione britannica fu attiva fino agli anni sessanta.
Spagna [modifica]
Nel maggio 1976, un anno dopo la morte di Francisco Franco, due Carlisti a Montejurra vennero uccisi da terroristi di estrema destra, tra cui Stefano Delle Chiaie e membri dell'Alleanza Anticomunista Argentina (Tripla A): furono sostenuti[25] collegamenti tra questo "gruppo di fuoco", Gladio e la "Guerra Sporca" sudamericana.
L'anno seguente, col supporto di terroristi di estrema destra italiani, la stay-behind compie una strage al civico 55 del calle de Atocha, a Madrid, dove in un attacco a un ufficio legale strettamente legato al Partito Comunista di Spagna uccidono cinque persone.
Svezia [modifica]
Nel 1951 l'agente della CIA William Colby, in servizio alla stazione CIA di Stoccolma, aiuta all'addestramento di eserciti stay-behind nelle neutrali Svezia e Finlandia e nei paesi NATO di Norvegia e Danimarca. Nel 1953 la polizia arresta l'estremista di destra Otto Hallberg e scopre l'esercito stay-behind svedese. Hallberg viene liberato e le accuse contro di lui vengono misteriosamente lasciate cadere.
Svizzera [modifica]
Nel 1990 il Colonnello Herbert Alboth, ex comandante dell'esercito segreto stay-behind svizzero (P26), dichiara in una lettera confidenziale al dipartimento della difesa di essere disposto a rivelare "tutta la verità". Viene trovato in seguito nella sua casa, accoltellato con la sua stessa baionetta. Il dettagliato rapporto parlamentare sull'esercito segreto svizzero viene presentato al pubblico il 17 novembre.
Turchia [modifica]
Il gruppo ultranazionalista dei Lupi grigi ha, secondo alcune fonti, lavorato per la Stay-behind turca. Secondo Le Monde diplomatique, Abdullah Çatlı
« ...è riconosciuto per essere stato uno dei principali perpetratori delle operazioni coperte eseguite dalla branca turca di Gladio (4), e ha giocato un ruolo chiave nei sanguinosi eventi del periodo 1976-80, che spianarono la strada al colpo di stato militare del settembre 1980. Come giovane capo della milizia di estrema destra dei Lupi Grigi, è stato accusato, tra le altre cose, dell'assassinio di sette studenti di sinistra. »
Le richieste FOIA [modifica]
Tre richieste FOIA (Freedom of Information Act) sono state presentate alla CIA, la quale le ha respinte con la replica standard: "La CIA non può confermare né smentire l'esistenza o l'inesistenza di registrazioni che rispondano alla vostra richiesta." Una richiesta venne presentata dal National Security Archive nel 1991; un'altra dalla commissione del Senato italiano guidata dal Senatore Giovanni Pellegrino nel 1995, riguardante Gladio e l'omicidio di Aldo Moro; l'ultima nel 1996, da Olivier Rathkolb, dell'Università di Vienna, per conto del governo austriaco, riguardante gli eserciti segreti stay-behind, dopo la scoperta di un nascondiglio di armi.
I politici su Gladio [modifica]
Mentre l'esistenza delle organizzazioni "stay-behind" come Gladio è stata contestata, con alcuni scettici che le descrivono come una teoria del complotto, la loro esistenza è stata confermata diverse volte da importanti esponenti politici dei paesi NATO:
« Gladio fu necessaria durante i giorni della Guerra Fredda, ma in vista del collasso del Blocco Orientale, l'Italia avrebbe suggerito alla NATO che l'organizzazione non era più necessaria. »
(Giulio Andreotti, ex Presidente del Consiglio)
« Una struttura esisteva, creata agli inizi degli anni 1950, per permettere le comunicazioni con un governo che avrebbe potuto fuggire all'estero in caso la nazione fosse stata occupata »
(Jean-Pierre Chevenement, ex ministro della difesa francese)
« Commando locali e la CIA crearono un ramo della rete nel 1955 per organizzare la guerriglia di resistenza a qualsiasi invasore comunista. »
( Yannis Varvitsiotis, ex ministro della difesa greco)
Gladio nel cinema [modifica]
In Piazza delle Cinque Lune, un film per la regia di Renzo Martinelli del 2002, in base a documenti giudiziari e ad un filmato autentico del rapimento di Aldo Moro, un giudice arriva a scoprire il collegamento tra Operazione Gladio e CIA.Il coinvolgimento di Camillo Guglielmi nel rapimento di Aldo Moro e la sua appartenenza all'organizzazione Gladio è confermato da molte fonti.[26][27][28].
Le trame oscure della NATO/CIA in Italia vengono anche sfruttate dalla fiction di oltre oceano; di Gladio e Stay Behind si parla ad esempio nel romanzo Protocollo Sigma di Robert Ludlum.
Nel libro Romanzo criminale del 2002 (da cui è stato tratto un film nel 2005), anche se non viene mai detto chiaramente, si suggerisce che la misteriosa organizzazione che piano piano comincia a sfruttare i protagonisti sia proprio l'Operazione Gladio.
Note [modifica]
^ O, secondo alcuni, della principale e più duratura tra diverse stay-behind che operarono in Italia.
^ Francesco Cossiga, La versione di K, Rizzoli, 2009, p. 149.
^ a b (EN) "Terrorism in Western Europe: An Approach to NATO’s Secret Stay-Behind Armies" Acrobat file ETH Zurich progetto su Gladio diretto da Daniele Ganser
^ Francesco Cossiga, op. cit, p. 152.
^ a b Si veda il documento desecretato
^ Comunicazioni del presidente, Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, 2' seduta, 23 ottobre 1996
^ Francesco Cossiga, op. cit, pag.158.
^ F. Cossiga all'intervistatrice della trasmissione di Rai 3 Report: "in tutta la faccenda Gladio, verso la quale noi eravamo tenuti al segreto..." e lamentandosi del fatto che a suo avviso Giulio Andreotti avrebbe rivelato il fatto indebitamente. Rai Report Perché... il segreto di stato? sia testo che videoregistrazione della puntata.
^ (EN) "Terrorism in Western Europe: An Approach to NATO’s Secret Stay-Behind Armies", file .pdf Progetto di ricerca ETH Zurigo su Gladio diretta da Daniele Ganser
^ Relazione del Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di stato sugli appunti sequestrati all'on. Bettino Craxi, 26 ottobre 1995
^ La CIA fino al 1975 finanziava Gladio, articolo di "La Repubblica", del 30 novembre 1990
^ Dichiarazioni di Luigi Tagliamonte, nel dossier del partito dei Democratici di Sinistra "Stragi e terrorismo: strumenti di lotta politica", riportate dal sito almanaccodeimisteri.info
^ 1945 - 1974. "Stragi e terrorismo: strumenti di lotta politica", il dossier DS, riportato dal sito archivio900.it
^ (EN) Secret agents, freemasons, fascists... and a top-level campaign of political destabilisation, articolo del "Guardian", del 5 dicembre 1990
^ Maletti: Confermato il coinvolgimento Usa, articolo de "La Repubblica", del 2 dicembre 2000
^ a b c Piazza Fontana, matrice estera, articolo de "La Repubblica", del 21 marzo 2001
^ Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, 27esima seduta, audizione Francesco Cossiga, 27 novembre 1997
^ Raccolta di articoli di quotidiani relativi all'interrogatorio del 21 marzo 2001 dell'ex generale Maletti, sul sito almanaccodeimisteri.info
^ (EN) Terrorists 'helped by CIA' to stop rise of left in Italy, articolo di "The Guardian", del 26 marzo 2001
^ (FR) Hans Depraetere e Jenny Dierickx, "La Guerre froide en Belgique" ("guerra fredda in Belgio") (EPO-Dossier, Anvers, 1986)
^ http://www.makarios.eu/cgibin/hweb?-A=3664,printer.html&-V=makarios
^ (FR) Voltairenet.org su François de Grossouvre
^ (FR) "Le Monde" fa una citazione de '"L'Humanité" 29 novembre 1990
^ (EN) Articolo sul Guardian di Ed Vulliamy, 5 dicembre 1990
^ SPAGNA, LE ACCUSE COMUNISTE 'I GLADIATORI DIETRO GLI ECCIDI': Repubblica — 20 novembre 1990, pagina 10.
^ http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=6564
^ http://web.tiscali.it/pmusilli/AldoMoro.htm
^ http://www.storiain.net/arret/num153/artic6.asp
Bibliografia [modifica]
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(FR) Rapporto di Giulio Andreotti su Gladio (traduz. francese), a cura di VoltaireNet.org
Daniele Ganser, Gli eserciti segreti della NATO. Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale (NATO's Secret Armies: Operation GLADIO and Terrorism in Western Europe), Fazi Editore, 2005, ISBN 88-8112-638-9
(EN) David Hoffman, "The Oklahoma City bombing and the Politics of Terror", 1998 (Capitolo 14 online sulla strategia della tensione)
Giovanni Fasanella e Claudio Sestieri con Giovanni Pellegrino, "Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro", Einaudi, 2000 (vedi articolo nel sito della rete civica di Bologna)
(EN) Jan Willems, Gladio, 1991, EPO-Dossier, Bruxelles, ISBN 2-87262-051-6
(DE) Jens Mecklenburg, Gladio. Die geheime terrororganisation der Nato, 1997, Elefanten Press Verlag GmbH, Berlino, ISBN 3-88520-612-9
(ES, FR) Thierry Meyssan, Stay-behind: les réseaux d’ingérence américains, Voltaire, 20 agosto 2001 (articolo su VoltaireNet.org)
(DE) Leo A. Müller, Gladio. Das Erbe des kalten Krieges, 1991, RoRoRo-Taschenbuch Aktuell no 12993, ISBN 3-499-12993-0
(FR) Jean-François Brozzu-Gentile, L’Affaire Gladio. Les réseaux secrets américains au cœur du terrorisme en Europe, 1994, Albin Michel, Parigi, ISBN 2-226-06919-4
Anna Laura Braghetti con Paola Tavella, Il prigioniero, 1998, Edizioni Mondadori (Le Frecce) ISBN 88-04-45154-8
(DE) Regine Igel, Andreotti. Politik zwischen Geheimdienst und Mafia, 1997, Herbig Verlagsbuchhandlung GmbH, Monaco, ISBN 3-7766-1951-1
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(EN) Anti-Fascist Action (AFA), "StayingBehind: NATO's Terror Network" in Fighting Talk #11, maggio 1995
(FR) François Vitrani, "L’Italie, un Etat de 'souveraineté limitée' ?", in Le Monde diplomatique, dicembre 1990
(FR) Patrick Boucheron, "L'affaire Adriano SofriSofri: un procès en sorcellerie ?", sulla rivista L'Histoire, n°217 (gennaio 1998) ([1])
(FR) Philippe Foro, Les procès Andreotti en Italie (I processi di Giulio AndreottiAndreotti in Italia), Università di Tolosa II, Groupe de recherche sur l'histoire immédiate.
(IT) Giuseppe De Lutiis: "Storia dei servizi segreti in Italia", Roma : Editori Riuniti, 1984(1994). 313 pagine (ISBN: 883593432X)
Voci correlate [modifica]
Affare Maltese
Argo 16
Aldo Moro
Centro Addestramento Guastatori
Convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria
Gladio Rossa
Guerra non convenzionale
Licio Gelli
Noto servizio
Organizzazioni armate di destra in Italia
P2
Piano Demagnetize
Piano Solo
Stay-behind
Strategia della tensione
Terrorismo di Stato
Vincenzo Li Causi
Collegamenti esterni [modifica]
(EN) "Terrorism in Western Europe: An Approach to NATO’s Secret Stay-Behind Armies" Acrobat file ETH Zurich progetto su Gladio diretto da Daniele Ganser
Intervista del 2000 a Vincenzo Vinciguerra
Reazioni a Gladio tra le notizie del giugno 2002
Luigi Cipriani, Interventi in parlamento su Gladio
Associazione italiana di volontari stay-behind
"Facciamo un'altra Gladio" nel "Corriere della Sera", 7 luglio 2005, sul Dipartimento di Studi Strategici Antiterrorismo (DSSA), accusato di voler costituire "un'altra Gladio"
Caso Moro: morire di Gladio ne La voce della Campania
Gladio in Sicilia
Audizione di Stefano Delle Chiaie alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi
Interpellanza: Eserciti segreti della NATO. La Svizzera e la "strategia della tensione"
"Secret Warfare: Operation Gladio and NATO's Stay Behind Armies", progetto di ricerca diertto da Daniele Ganser al Center for Security Studies (CSS) e all'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo (ETH Zurich) Raccoglie molti contributi, compresi file audio di interviste. Documenti in varie lingue, alcuni anche italiano
Operation Gladio
Documento del SIFAR del 1956 su Gladio (attendibilità non verificata) (PDF, 179 kb)
(EN) Thirdworldtraveller (Mark Zepezauer)
(EN) Copi.com sulle reti Stay-Behind
(EN) documento di Statewatch
(EN) "Secret agents, freemasons, fascists... and a top-level campaign of political 'destabilisation'" di Ed Vulliamy, pubblicato da The Guardian, 5 dicembre 1990
(EN) BBC News story: Italy probes 'parallel police'
"The Assassins of a Pope" di Lucy Komisar
"The Real History of Gladio" (archiviato dall'url originale)
Racconti di un (supposto) Gladiatore (archiviato dall'url originale)
(FR) articolo de L'Humanité
(FR) sul libro di Alberto Franceschini, ibid
(FR) articolo de "L'Humanité"
(FR) articolo del quotidiano Politis
(FR) articolo sul sito di Radio France
articolo della rivista L'Histoire
forum con Fred Vargas
(IT) "Un'altra Gladio?" articolo de La Repubblica del 6 novembre 2005
Gladio, P2, falangisti - l'Italia che sogna il golpe, 6 novembre 2005, "La Repubblica" sul Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo - DSSA)
(ES) "La iresistible ascension de Silvio Berlusconi" di Lisandro Otero su rebelion.org
(EN) The Pentagon's 'NATO Option', articolo di Lila Rajiva, 10 febbraio 2005, sul sito Commondreams
Consortium News articolo su "On the Trail of Turkey's Terrorist Grey Wolves", di Martin A. Lee
Articolo del quotidiano russo "Moscow Times"
cable by Reuters on relations between Gladio and the Order of the Solar Temple
su Stay behind
(ES) (FR) (AR) "Stay-behind: les réseaux d'ingérence américains", 20 agosto 2001
(FR) "L’OTAN restructure le réseau Gladio face aux immigrés, qualifiés de 'menace clandestine à caractère permanent'", 9 settembre 1996
(EN) Una bibliografia
(EN) Operation Gladio, articolo di Andrew G. Marshall su Geopolitical Monitor, 23 giugno 2008
"Alle origini della Gladio" uno studio di Faustino Nazzi sulla «strategia della tensione» nella Slavia friulana

dal sito web http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_Gladio

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